Un detenuto albanese di 41 anni, Taulant Toma, è evaso domenica mattina dal carcere di massima sicurezza di Opera, nel milanese. La scoperta è avvenuta durante il controllo delle celle delle 8, quando gli agenti della polizia penitenziaria non hanno trovato l'uomo nella sua cella. La sua condanna prevedeva di restare dietro le sbarre fino al 2048, ma ha scelto di anticipare i tempi con una fuga che rappresenta l'ennesimo capitolo di una lunga carriera da evaso seriale.
Le prime ricostruzioni degli investigatori suggeriscono che Taulant abbia segato le sbarre della finestra della sua cella per poi calarsi nel cortile interno della struttura penitenziaria. Da lì sarebbe riuscito a scavalcare il muro di cinta del carcere, dileguandosi nel nulla. Le forze dell'ordine stanno esaminando con attenzione i filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza per determinare con precisione l'orario della fuga e le modalità tecniche utilizzate, oltre che per cercare di capire quale direzione abbia preso.
Il caso assume contorni ancora più inquietanti se si considera il curriculum criminale dell'evaso. Toma si trova infatti in carcere per reati legati a rapine, furti e traffico di droga, ma soprattutto vanta un'esperienza consolidata nell'arte della fuga. Finora aveva accumulato ben tre evasioni precedenti, anche se era sempre stato catturato nuovamente.
L'episodio più recente risale al 2013, quando Toma era riuscito a evadere dal supercarcere di Parma insieme a un altro detenuto. La sua fuga lo aveva portato fino in Belgio, dove le autorità locali erano riuscite a rintracciarlo e arrestarlo. Ma la permanenza nelle celle belghe era durata poco: pochi mesi dopo era evaso nuovamente, dimostrando una capacità quasi proverbiale di sottrarsi alla detenzione. La sua libertà era però durata fino al 2015, quando era stato catturato per l'ennesima volta.
La prima evasione documentata della sua carriera criminale risale all'ottobre 2009, quando era riuscito a fuggire dal carcere di Terni. In quell'occasione le ricerche si erano protratte per oltre due mesi, fino a quando, a fine dicembre dello stesso anno, gli agenti del Nucleo Investigativo Centrale della Penitenziaria e del commissariato Garibaldi-Venezia lo avevano scovato in un casolare isolato in provincia di Pavia.
Le forze dell'ordine hanno avviato ricerche capillari nell'area circostante il penitenziario di Opera, ma non escludono che l'uomo possa essersi già allontanato dalla zona. Data la sua esperienza e i precedenti internazionali, gli investigatori stanno monitorando anche possibili tentativi di lasciare il territorio nazionale. La polizia penitenziaria e le altre forze dell'ordine coinvolte nelle ricerche mantengono il massimo riserbo sulle strategie operative in corso per evitare di facilitare ulteriormente la fuga del ricercato.
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