Il principe George ha vissuto un momento che segnerà probabilmente il suo futuro ruolo di sovrano: insieme al padre William, ha trascorso una mattinata al St Vincent's Centre di The Passage, storica charity londinese dedicata ai senzatetto, dove trentatré anni fa sua nonna Diana portò per la prima volta proprio William per mostrargli la realtà di chi vive senza un tetto. Il dodicenne erede al trono si è rimboccato le maniche con naturalezza disarmante, preparando Yorkshire pudding, apparecchiando tavoli decorati con i gadget dell'Aston Villa (la squadra del cuore di entrambi) e confezionando pacchi regalo per gli ospiti del centro. Ma il momento che ha commosso tutti è arrivato davanti all'annuario dell'ente: George ha firmato proprio sotto la calligrafia di suo padre e di Diana, lasciandosi scappare un "Wow" pieno di emozione.
L'amministratore delegato dell'ente, Mick Clarke, ha raccontato come William abbia indicato al figlio le firme storiche con semplicità: "Questa è mia mamma". Clarke ha poi spiegato al giovane principe il senso della campagna No Night Out, che garantisce a chi non ha una casa di non passare nemmeno una notte per strada. "Tuo padre è coinvolto in The Passage da molti anni. Tua nonna lo portò qui quando aveva più o meno la tua età", ha detto a George, aggiungendo che il ragazzo era "assolutamente pronto a tutto", mostrando attenzione e sensibilità rare per la sua età.
La visita assume un significato ancora più profondo se inserita nel quadro dell'impegno trentennale della famiglia reale contro l'emergenza abitativa. The Passage fu scelto da Diana nel 1993 come luogo simbolo per educare William e Harry ai privilegi di cui godevano e alle difficoltà che milioni di persone affrontano quotidianamente. Da allora, William ha fatto di questa battaglia una delle sue priorità assolute: dal 2019 è patrono dell'ente e lo frequenta regolarmente, anche in forma privata, mantenendo vivo l'insegnamento materno.
L'impegno del principe di Galles va ben oltre le visite simboliche. Durante la pandemia di Covid-19, William ha effettuato tre visite al centro rispettando rigorosamente i protocolli sanitari, mettendosi concretamente al lavoro nella cucina d'emergenza: tagliava carote, confezionava pasti, lavava piatti e in un'occasione ha persino consegnato personalmente il cibo agli hotel di Westminster usati come alloggi temporanei. "Sono rimasti sorpresi quando hanno visto chi fosse il fattorino", ha ricordato Clarke con un sorriso.
Nel 2009, William compì un gesto ancora più radicale: dormì all'addiaccio nel centro di Londra per attirare l'attenzione pubblica sul problema. Anni dopo si è messo a vendere copie di The Big Issue fuori dalla metropolitana di Westminster, con gilet rosso e berretto calato sulla testa, distribuendo riviste come un fattorino qualsiasi insieme a un senzatetto dell'associazione Centrepoint, di cui è patrono dal 2005.
Il cuore del suo impegno si chiama Homewards, un progetto quinquennale che coinvolge sei aree del Regno Unito tra cui Aberdeen, Newport e Sheffield. L'iniziativa, sostenuta dalla Royal Foundation con uno stanziamento iniziale di 500.000 sterline, punta a creare alleanze tra enti, imprese e istituzioni locali. Il primo intervento concreto sorgerà a Nansledan, sobborgo di Newquay in Cornovaglia, dove William sta usando i terreni del ducato di Cornovaglia per costruire 24 abitazioni destinate a chi non ha un tetto: un mix di case con quattro camere e appartamenti più piccoli, che saranno pronti entro il 2025.
Il ducato di Cornovaglia, portafoglio immobiliare dal valore stimato di un miliardo di sterline che fornisce il reddito all'erede al trono, concederà il terreno gratuitamente coprendo tutti i costi di costruzione e investendo nelle infrastrutture locali. Henry Meacock, amministratore delegato dell'ente benefico St Petrocs coinvolto nel progetto, ha definito l'iniziativa "un esempio concreto di leadership: dimostriamo che è possibile fare profitti e investire nella comunità".
Nel documentario in due parti di ITV, Prince William: We Can End Homelessness, andato in onda nelle scorse settimane, il principe ha parlato apertamente dell'eredità materna: "Ho tratto enorme ispirazione da ciò che mia madre ha fatto, in particolare con i senzatetto. Questa cosa è cresciuta dentro di me sempre di più negli ultimi anni". William non nasconde i limiti della sua posizione privilegiata: "Non posso fingere di capire davvero cosa significhi essere senza casa", ma è proprio questa consapevolezza che alimenta la sua determinazione.
Nel programma sono emerse anche fotografie private inedite di quelle prime visite con Diana. "Lei ci portò entrambi, Harry e me. Avevo circa undici anni. Ero un po' in ansia, non sapevo cosa aspettarmi", ricorda William. "Pensavo che, se queste persone non avevano una casa, sarebbero state tutte molto tristi. Fu allora che capii che esistono persone con una vita completamente diversa dalla tua". Il documentario mette in luce anche l'emergenza dei cosiddetti "senzatetto nascosti", giovani costretti a dormire sui divani degli amici: negli ultimi cinque anni il fenomeno è cresciuto del 30%, coinvolgendo oltre 130.000 persone tra i 16 e i 24 anni.
Portare George a The Passage si inserisce perfettamente nella strategia educativa che William e Kate stanno seguendo per preparare il figlio maggiore al futuro ruolo di sovrano. I principi del Galles vogliono introdurre il dodicenne ai doveri reali in modo graduale, senza farli pesare come un fardello. "William e Kate stanno facendo la cosa giusta, proteggendolo affinché possa avere un'infanzia il più normale possibile e dandogli contemporaneamente un assaggio di quelli che saranno i doveri di un futuro sovrano", ha spiegato una fonte ai media britannici.
Quest'anno George ha partecipato a soli tre eventi ufficiali, tutti scelti con cura per il loro forte valore simbolico: il Tea Party per i veterani della Seconda Guerra Mondiale il 5 maggio a Buckingham Palace per l'80° anniversario del VE Day, il Festival annuale della Memoria al Royal Albert Hall l'8 novembre, e infine questa visita natalizia a The Passage. William ha spiegato in un'intervista del 2023 quanto sia importante per lui e Catherine trovare il momento giusto per mostrare ai figli una realtà diversa da quella del palazzo: "Quando accompagno i bambini a scuola vediamo persone che dormono per strada e ne parliamo, proprio come faceva mia madre con noi".
Sul profilo Instagram ufficiale di Kensington Palace, William e Kate hanno condiviso le immagini della giornata con un messaggio che sintetizza perfettamente lo spirito dell'iniziativa: "Vi presentiamo il principe George al The Passage e Claudette! Un enorme ringraziamento a tutti per il vostro incredibile lavoro durante tutto l'anno e per aver continuato a ispirare un impegno comune per prevenire e porre fine al problema dei senzatetto nel Regno Unito". La chef Claudette Dawkins, che ha aiutato George nella preparazione dello Yorkshire pudding, è stata protagonista insieme al giovane principe di uno dei momenti più autentici della visita, tra battute e risate che hanno tenuto alto il morale dell'insolita brigata in cucina.
Prima di lasciare il centro, George ha portato con sé tre orsacchiotti di peluche donati dall'ente per lui e i fratelli Charlotte e Louis, mentre William ha distribuito ulteriori pacchi alimentari destinati ad altri centri residenziali. Un gesto semplice che racchiude il senso profondo di questa giornata: la monarchia che si sporca le mani, che agisce concretamente, e che prepara la prossima generazione non solo a regnare, ma a servire davvero. Come Diana avrebbe voluto.
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