Jennifer Lawrence torna a parlare del suo rapporto complesso con la fama e con il giudizio del pubblico, rivelando quanto sia emotivamente devastante per lei il momento in cui un film arriva nelle sale. In una nuova intervista rilasciata a V magazine, l'attrice premio Oscar ha descritto come "terribile" l'esperienza di vedere il mondo reagire al suo lavoro, anche quando è profondamente convinta della qualità del progetto. Sono dichiarazioni che arrivano mentre la star è impegnata nella promozione di Die My Love, il nuovo intenso dramma psicologico diretto da Lynne Ramsay in cui interpreta una neomamma che sprofonda nella psicosi accanto a Robert Pattinson.
"L'esperienza non fa che aumentare il terrore, perché ho vissuto così tante volte la situazione di lavorare durissimo su qualcosa, amare profondamente un progetto, per poi rilasciarlo al mondo e sentirmi dire 'Buu! Ti odiamo!'", ha confessato Lawrence con la sua consueta schiettezza. L'attrice ha ammesso che in qualche modo riesce a dimenticare questa parte del processo creativo mentre è sul set, ma poi arrivano "mesi davvero spaventosi" quando il film esce.
Particolarmente toccante è l'aneddoto sul marito Cooke Maroney, gallerista d'arte meno avvezzo alle dinamiche spietate di Hollywood. Lawrence ha raccontato che quando gli ha confidato la sua ansia per l'uscita del film, lui ha cercato di rassicurarla dicendo che il film era incredibile e che eventuali critici negativi avrebbero semplicemente torto. "Come se questo dovesse farmi sentire meglio", ha commentato l'attrice con ironia, evidenziando quanto sia difficile spiegare a chi non lavora nell'industria cinematografica la vulnerabilità che si prova nell'esporre il proprio lavoro creativo.
Queste rivelazioni si inseriscono in un percorso di riflessione pubblica che Jennifer Lawrence sta conducendo da qualche tempo sul suo rapporto con la celebrità. L'attrice ha recentemente ammesso a The New Yorker di comprendere perché il pubblico avesse "rifiutato" la sua personalità in passato, riconoscendo di essere stata "fastidiosa" in molte vecchie interviste. Secondo la star, quella spontaneità apparentemente genuina era in realtà anche un meccanismo di difesa.
Nel 2021, parlando con Vanity Fair, Lawrence aveva spiegato di aver preso una pausa di due anni da Hollywood perché "tutti si erano stancati di me. Io stessa mi ero stancata di me". Una sincerità brutale che dimostra quanto l'attrice sia consapevole delle dinamiche che hanno portato a una sorta di "sovraesposizione" mediatica durante il picco della sua carriera, quando era ovunque tra red carpet, interviste e franchise blockbuster come Hunger Games e X-Men.
Ora Lawrence sembra aver trovato un equilibrio diverso, scegliendo progetti più personali e impegnativi come Die My Love, che la vede lavorare con la visionaria regista scozzese Lynne Ramsay, nota per film intensi e psicologicamente complessi come We Need to Talk About Kevin. Nel film, disponibile ora nelle sale americane, l'attrice affronta un ruolo che esplora la maternità e la salute mentale con una profondità che richiede grande vulnerabilità interpretativa, proprio quel tipo di performance che la rende una delle attrici più rispettate della sua generazione, al di là del rumore mediatico.
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