Lindsey Vonn, fine carriera: parla il padre

Lindsey Vonn in terapia intensiva a Treviso dopo la caduta in discesa a Cortina. Il padre rilascia dichiarazioni sulla fine della carriera della campionessa americana.

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Autore: Redazione ,
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Il mondo dello sport è in apprensione per Lindsey Vonn, la leggendaria sciatrice americana ricoverata dal 9 febbraio in Terapia intensiva all'ospedale Ca' Foncello di Treviso dopo la drammatica caduta durante la discesa libera ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. L'incidente, avvenuto sotto gli occhi di milioni di spettatori collegati in mondovisione, ha messo fine in modo brutale al sogno olimpico dell'atleta 41enne, che era tornata a gareggiare solo nel 2024 dopo cinque anni di ritiro. Il padre Alan Kildow ha rilasciato dichiarazioni che sembrano chiudere definitivamente la carriera di una delle più grandi campionesse dello sci alpino di tutti i tempi.

La caduta è stata violentissima e improvvisa. Pochi secondi dopo il via sulla mitica pista Olympia delle Tofane a Cortina d'Ampezzo, Vonn ha perso il controllo bucando una porta di gara con la spalla destra. Il corpo dell'atleta è finito fuori traiettoria, schiantandosi al suolo con un impatto che ha fatto trattenere il respiro agli spettatori di tutto il mondo. Le immagini trasmesse in diretta mostravano la campionessa immobile e dolorante sulla neve, mentre la gara veniva immediatamente sospesa. Un elicottero l'ha trasportata d'urgenza al punto di primo soccorso di Cortina, prima del trasferimento a Treviso dove un'équipe multidisciplinare l'ha presa in carico.

La diagnosi è stata severa: frattura del femore sinistro. Vonn è stata sottoposta a un primo intervento chirurgico per stabilizzare la gamba, e le sue condizioni, seppur stabili, restano critiche. Alan Kildow non ha usato mezzi termini nell'intervista rilasciata ad Associated Press: "Ha 41 anni e questa è la fine della sua carriera". Il padre ha poi ribadito con fermezza: "Non ci saranno più gare di sci per Lindsey Vonn, finché avrò voce in capitolo, Lindsey non parteciperà più a gare di sci".

Non ci saranno più gare di sci per Lindsey, finché avrò voce in capitolo

La famiglia della sciatrice ha fatto blocco attorno a lei in questi giorni difficili. "È una persona molto forte. Conosce il dolore fisico e comprende le circostanze in cui si trova. Ed è in grado di gestirlo. Meglio di quanto mi aspettassi", ha spiegato Kildow, aggiungendo: "Ha sempre qualcuno, o più persone, accanto a sé. Finché resterà qui, noi saremo qui". Un sostegno fondamentale per un'atleta che ha trasformato la resistenza al dolore e agli infortuni in uno dei tratti distintivi della sua straordinaria carriera.

Proprio la storia clinica di Vonn rende questo incidente ancora più tragico. La sciatrice era tornata a gareggiare nel 2024 dopo cinque anni di inattività, con un ginocchio destro praticamente ricostruito. La decisione di partecipare alla discesa libera olimpica era arrivata nonostante si fosse rotta il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro appena il 30 gennaio scorso, durante una gara in Svizzera. Una scelta coraggiosa quanto rischiosa, che testimoniava la fame agonistica di una campionessa incapace di arrendersi.

Attraverso un lungo e toccante messaggio sui social, la stessa Vonn ha voluto parlare ai suoi fan, mostrando ancora una volta quella forza d'animo che l'ha resa un'icona dello sport mondiale. "Ieri il mio sogno olimpico non è finito come avevo sognato. Non era il finale di un libro di fiabe o di favole, è semplicemente la vita", ha scritto l'atleta, spiegando come nel suo sport la differenza tra una linea strategica perfetta e un infortunio catastrofico possa essere questione di pochi centimetri. Ha anche tenuto a precisare che i suoi precedenti infortuni, compreso quello recentissimo al crociato, non hanno influito in alcun modo sulla dinamica della caduta.

"Stare al cancelletto di partenza ieri è stata una sensazione incredibile che non dimenticherò mai. Sapere che ero lì ad avere la possibilità di vincere è stata una vittoria in sé", ha proseguito Vonn, accettando con lucidità i rischi insiti nel suo sport. "Sapevo che gareggiare era un rischio. È sempre stato e sarà sempre uno sport incredibilmente pericoloso. E come nelle gare di sci, corriamo dei rischi anche nella vita. Sogniamo. Amiamo. Saltiamo. E a volte cadiamo".

Il messaggio si conclude con una riflessione che suona come un testamento sportivo: "A volte i nostri cuori si spezzano. A volte non realizziamo i sogni che abbiamo. Ma questa è anche la bellezza della vita; possiamo provare. Ci ho provato. Ho sognato. Ho saltato. Spero che, se c'è una cosa che prenderete come esempio dal mio percorso, sia il coraggio di osare in grande. La vita è troppo breve per non darci una possibilità. Perché l'unico fallimento nella vita è non provare". Parole che racchiudono l'eredità di una delle atlete più vincenti e resilienti della storia dello sci alpino, ora costretta ad affrontare la sfida più difficile: accettare che anche i sogni dei campioni hanno un limite.

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