Littizzetto: «In ospedale mi è mancato un partner»

Luciana Littizzetto, nota comica torinese, sta scrivendo il suo primo romanzo con tre protagoniste femminili che affrontano la vita dopo i sessant'anni.

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Autore: Redazione ,

Tra un monologo ironico e l'altro a Che tempo che fa, Luciana Littizzetto si prepara a conquistare un territorio nuovo: quello della narrativa. La comica torinese, che il prossimo 29 ottobre compirà 61 anni, sta scrivendo il suo primo romanzo, un progetto che racconta le inquietudini e le possibilità della soglia dei sessant'anni attraverso tre protagoniste femminili. Un'opera che nasce da domande urgenti: la felicità dopo i sessant'anni è ancora possibile o dobbiamo rassegnarci ai "settantadue sintomi della menopausa" e accontentarci del mantra "poteva andare peggio"?

La risposta di Littizzetto è un secco no. L'attrice, che dal 5 ottobre è tornata sul Nove per la terza stagione dopo l'addio alla Rai, racconta come due incontri recenti l'abbiano illuminata: una cena con Orietta Berti e una lunga telefonata con Ornella Vanoni. «La passione che hanno per il loro lavoro le tiene vive, anzi "vive da vive", come diceva Dario Fo», spiega. Nessuna delle due pensa alla pensione, e nemmeno lei: «Se penso di smettere di fare il mio lavoro mi viene la tristezza. Forse il palcoscenico ti dà dipendenza».

Al suo ventunesimo anno al fianco di Fabio Fazio, Littizzetto descrive il loro rapporto come una "coppia di fatto" professionale fondata sulla fiducia totale. Il conduttore, racconta, non conosce nel dettaglio i contenuti dei suoi monologhi settimanali: «C'è grande fiducia. Anche se a volte è successo che ho detto qualcosa di troppo e lui mi ha avvertito: domani ti querelano, domani ti scomunicano». Oggi le querele sono diminuite, ma a preoccupare la comica è soprattutto il web e le shitstorm, che pretendono dal comico un politicamente corretto incompatibile con la trasgressione necessaria a far ridere.

Si pretende da un comico il politicamente corretto che non è proprio possibile, perché se non trasgredisci non fai ridere

Tra le polemiche che l'hanno colpita, Littizzetto ricorda quella scatenata da un monologo sulla guerra in cui sosteneva che gli italiani non sono un popolo bellicoso: «Mi hanno accusato di offendere le vittime delle famiglie dell'esercito. Un finimondo. Ma io avevo solo fatto una lettera di pace». L'unica battuta di cui si pente riguarda Carmen Russo, quando prese in giro la sua decisione di restare incinta in età avanzata: «Si era offesa molto. Le ho chiesto scusa, non volevo ferirla. Quella battuta potevo risparmiarmela».

Sul fronte politico internazionale, la comica non si tira indietro. Riguardo alla tragedia di Gaza, annuncia che a Che tempo che fa userà la parola "genocidio" per descrivere la situazione: «La reazione di Israele è fuori dal normale. Mi fa tristezza che siamo tra i pochi Paesi che non hanno ancora riconosciuto lo Stato della Palestina». Non ha partecipato alle manifestazioni per Gaza solo per restare con sua madre, ma dichiara il suo appoggio al movimento di pace.

Sul piano personale, la famiglia di Littizzetto si è allargata con l'arrivo di Svetlana, ventottenne bielorussa che aveva conosciuto anni fa attraverso il progetto Chernobyl e che ora vive con lei a Torino per studiare disegno. I figli in affido Jordan e Vanessa si sono trasferiti, ma tornano regolarmente a mangiare. Come madre, si definisce "un po' rompipalle", sempre desiderosa di tenere i figli d'occhio, anche se loro preferirebbero maggiore autonomia.

Quanto all'amore, la comica è diretta: «Non c'è. Ma potrebbe anche non arrivare più: ecco, quando arrivi a sessant'anni hai questa epifania». Non sta male da sola, confessa, tranne nei momenti difficili come durante la recente pancreatite acuta che l'ha costretta a un ricovero e l'ha fatta dimagrire drasticamente. Ha capito però che non è facile stare con lei: «Sono respingente. Faccio paura perché ho un'immagine aggressiva, che poi non è vera... E poi sono famosa. Devi essere molto risolto per stare con una persona nota».

Sulla menopausa, Littizzetto non usa mezzi termini: «Ci sono mille sintomi e devi stare dietro al fisico, perché i muscoli si afflosciano, le ossa si svuotano, la pelle si assottiglia e la patata si secca. E che cacchio! Vivi per tenerti insieme». Una conquista dell'età, però, c'è: «Sono un po' più rilassata. Però immaginavo che fosse più semplice, invece col cavolo». Dopo vent'anni a Che tempo che fa, il suo motto è chiaro: non si può scrivere con la mano sinistra, serve sempre la massima concentrazione.

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