Mamma, ho perso l'aereo: il segreto del successo

Il film uscito 35 anni fa resta un classico natalizio globale. Culkin e il regista Columbus raccontano i segreti del successo intergenerazionale della storia.

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Autore: Redazione ,
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A 35 anni dalla sua uscita nelle sale, Home Alone (Mamma, ho perso l'aereo) continua a dominare le programmazioni natalizie di mezzo mondo, confermandosi uno di quei rari fenomeni cinematografici capaci di attraversare generazioni intere senza perdere un briciolo del loro fascino originale. Durante un evento speciale all'Academy Museum di Los Angeles, organizzato per celebrare il ritorno del film al cinema in occasione dell'anniversario, Macaulay Culkin e il regista Chris Columbus hanno finalmente svelato i segreti dietro questa longevità straordinaria, rivelando come la storia del piccolo Kevin McCallister sia diventata un appuntamento irrinunciabile per intere famiglie in tutto il pianeta.

Culkin, che all'epoca aveva appena otto anni quando interpretò il dispettoso ragazzino abbandonato accidentalmente a casa durante le vacanze natalizie, oggi ha una prospettiva completamente diversa sul film che lo ha reso una delle child star più celebri della storia di Hollywood. L'attore ha spiegato che il fascino universale della pellicola risiede nella sua capacità di far sentire vincente chiunque la guardi: "Credo che ciò con cui tutti si identificano sia questo ragazzo. Sta prendendo in giro tutti, vince, sconfigge i cattivi. Che tu sia un bambino o un adulto, ci identifichiamo tutti in questo".

Ma è quando parla della sua esperienza da padre che l'attore rivela l'aspetto più toccante della sua nuova relazione con il film. Culkin, oggi genitore dei piccoli Dakota e Carson, ha confessato di guardare Mamma, ho perso l'aereo insieme ai suoi bambini con occhi completamente nuovi: "Non guardo il film, guardo loro. Guardo i loro occhi, li ascolto ridere e mi rende davvero orgoglioso l'idea di far parte di qualcosa del genere. Ora posso vederlo attraverso i loro occhi". Una dimensione generazionale che lo colpisce profondamente, soprattutto quando osserva la disperazione di Kate McCallister, la madre interpretata magistralmente da Catherine O'Hara, che fa di tutto per tornare dal figlio: "Il percorso di Kevin mi tocca di più ora che sono padre, e vedere con quanta disperazione e fatica lei stia cercando di tornare a casa".

Voi siete cresciuti con questo, state crescendo i vostri figli con questo, giusto? Anche i miei figli stanno crescendo così. E ha un significato completamente diverso

Dal canto suo, Chris Columbus, che all'epoca aveva già diretto Mrs. Doubtfire e avrebbe successivamente firmato i primi due capitoli della saga di Harry Potter, ha attribuito il successo duraturo del film a un elemento imponderabile: il carisma naturale di Culkin davanti alla macchina da presa. "Devo dire che penso sia perché sei infinitamente vicino a chiunque veda questo film", ha dichiarato il regista rivolgendosi direttamente all'attore. "Per quanto riguarda ciò che succede quando qualcuno si mette davanti a una telecamera, non si può spiegare, e la gente si è innamorata di Kevin".

Columbus ha poi rivelato un'influenza inaspettata che lo guidò nella realizzazione del film: Great Expectations (Grandi speranze) di David Lean, il classico del 1946 tratto dal romanzo di Charles Dickens. "L'inizio di Grandi speranze è raccontato attraverso gli occhi di un bambino, solo i primi 20 minuti, e ho pensato: 'Se faccio questo film, voglio raccontarlo dal punto di vista di Kevin, ma ho bisogno di qualcuno che sappia coinvolgere il pubblico'". Una scelta registica che si è rivelata vincente: raccontare l'intera vicenda attraverso lo sguardo del bambino, senza mai perdere di vista la sua prospettiva, ha permesso a generazioni di giovani spettatori di identificarsi completamente con il protagonista.

Il successo planetario del film, che nel 1990 incassò oltre 476 milioni di dollari in tutto il mondo diventando la commedia di maggior incasso di tutti i tempi fino all'arrivo di The Hangover, ha generato un franchise che include sequel, reboot e innumerevoli omaggi nella cultura pop. Eppure, nessuna delle successive incarnazioni è riuscita a replicare la magia dell'originale, proprio perché quella combinazione irripetibile tra la sceneggiatura di John Hughes, la regia di Columbus e l'interpretazione di Culkin rappresentava una formula perfetta che difficilmente poteva essere ricreata.

Il ritorno al cinema per il 35esimo anniversario rappresenta un'occasione per le nuove generazioni di scoprire sullo schermo grande le avventure di Kevin, mentre i fan storici possono rivivere l'esperienza che li ha accompagnati per decenni. E chissà che tra qualche anno non saranno proprio i figli di Macaulay Culkin a portare i loro bambini a vedere il film che ha reso celebre il nonno, perpetuando quel ciclo generazionale di cui l'attore parla con tanto orgoglio.

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