Maturità 2026: tutte le novità per la scuola

Cambiano maturità e programmi dalla scuola primaria. Le novità partiranno da giugno 2026 per l'esame di Stato e da settembre per elementari e medie.

Immagine di Maturità 2026: tutte le novità per la scuola
Autore: Redazione ,
Attualità
3' 49''

La scuola italiana si prepara a una rivoluzione che toccherà sia i banchi delle elementari e delle medie che l'esame di Stato delle superiori. I cambiamenti più immediati riguarderanno gli studenti che affronteranno la maturità già a giugno 2026, mentre per gli altri le novità entreranno in vigore con l'anno scolastico che partirà a settembre. Il Consiglio di Stato ha dato il via libera lo scorso novembre alla proposta del Ministero dell'Istruzione e del merito, che ridisegna programmi e modalità di valutazione con un approccio che punta a riscoprire la tradizione senza rinunciare all'innovazione.

Partiamo dall'esame di maturità, che cambia volto in modo significativo. La struttura mantiene le due prove scritte, ma la vera rivoluzione riguarda il colloquio orale: sparisce il famoso "documento scelto dalla commissione" introdotto nel 2017 per avviare l'esame, sostituito da un'interrogazione che verterà su quattro discipline principali dei vari percorsi di studio, individuate con decreto ministeriale entro il 31 gennaio. Il colloquio non si limiterà più a verificare le conoscenze, ma valuterà maturazione personale, autonomia e responsabilità degli studenti, con particolare attenzione ai percorsi di alternanza scuola-lavoro e alle competenze digitali.

Le commissioni si snelliscono: da sei componenti si passa a quattro, con un presidente, due membri interni e due esterni, costituendo una commissione ogni due classi invece che una per classe. Cambia anche il calendario: dopo anni di tradizione, la prima prova scritta si sposta da mercoledì a giovedì 18 giugno 2026, seguita dalla seconda prova il venerdì 19 giugno, con gli orali che partiranno nei primi giorni della settimana successiva. Il punteggio massimo resta 100, il minimo 60, ma per chi raggiunge almeno 90 punti tra credito scolastico e prove d'esame la commissione può integrare fino a tre punti aggiuntivi.

Il colloquio non sarà valido se lo studente sceglierà deliberatamente il silenzio

Una novità che ha già suscitato dibattito riguarda la condotta: il decreto prevede che gli studenti con almeno sei decimi in comportamento debbano presentare un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale come integrazione dello scrutinio finale, rafforzando il legame tra responsabilità civica e percorso formativo. Il Curriculum dello studente, allegato al diploma finale, diventa elemento centrale di valorizzazione nel colloquio orale, offrendo una rappresentazione organica del percorso formativo e delle esperienze significative maturate.

Per quanto riguarda la scuola primaria e le medie, il Ministero punta su un ritorno ai fondamentali con un approccio che non nasconde la sua impronta tradizionalista. Tornano obbligatorie le poesie a memoria, che secondo il Ministero "rafforzano l'attenzione e arricchiscono il linguaggio". Maggiore attenzione dovrà essere dedicata alla scrittura in corsivo, alla grammatica e alla sintassi, con più spazio ai riassunti. L'ortografia, si legge nelle comunicazioni ministeriali del 9 dicembre, deve essere "acquisita in modo sicuro e naturale nei primi anni di scuola, senza cedere allo spontaneismo per giustificare errori e usi impropri".

La grande novità per le medie è l'introduzione del latino come materia opzionale a partire dalla seconda media, scelta che ha riacceso il dibattito sul ruolo delle lingue classiche nella formazione contemporanea. Il Ministero giustifica questa decisione sostenendo che "regole grammaticali e latino rappresentano fondamenti che consentiranno ai nostri ragazzi di crescere consapevoli della nostra lingua, con maggiore padronanza espressiva e più forte pensiero critico".

Sul fronte delle lingue straniere, per l'inglese si propone un approccio immersivo fin dalla scuola primaria, introducendo l'insegnamento anche attraverso attività ludiche e quotidiane. Parallelamente, si garantisce lo studio dell'informatica fin dalle elementari, con un tentativo di aumentare spazio e attenzione per le materie STEM. Il documento ministeriale sottolinea l'importanza di "adottare un approccio che metta in relazione matematica, scienze, tecnologia, arte e discipline umanistiche" per formare cittadini in grado di affrontare le sfide di una società in continua evoluzione.

Anche lo studio della storia subisce un'impostazione che ha già sollevato polemiche: il Ministero ribadisce, citando Marc Bloch e Lévi-Strauss, Gramsci e Gentile, "la centralità dell'Occidente" come temi e approccio alla materia. Qualche mese fa aveva già fatto discutere la presenza della Bibbia tra i testi di riferimento nei nuovi programmi. Per la geografia si punta su una conoscenza approfondita dell'Italia in relazione ai diversi contesti del pianeta, con priorità alla scala europea e mediterranea.

Una delle innovazioni più interessanti riguarda l'educazione musicale: verrà introdotta strutturalmente fin dalla scuola dell'infanzia attraverso la pratica vocale, corale e strumentale, l'ascolto attivo e l'interazione con i musicisti, in parallelo all'educazione visiva e artistica già presente. L'obiettivo dichiarato del Ministero è "voltare pagina" con il ritorno della centralità della storia occidentale, la valorizzazione dell'identità nazionale e la riscoperta dei classici, senza rinunciare all'innovazione nei programmi di matematica e scienze. Resta da vedere come queste riforme verranno accolte da studenti, famiglie e corpo docente nei prossimi mesi.

Non perderti le nostre ultime notizie!

Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!