Le differenze nei costi della vita quotidiana tra le città italiane raggiungono livelli sorprendenti, con variazioni che possono superare il 60% per gli stessi prodotti e servizi. Un'indagine condotta dal Codacons sui dati dell'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy rivela come la geografia dei prezzi nel nostro Paese continui a essere caratterizzata da profonde disparità territoriali. L'analisi ha confrontato 18 grandi città italiane attraverso un paniere che include prodotti ortofrutticoli, alimentari e una serie di servizi di uso comune, dalla cura personale alla manutenzione domestica.
Nel capoluogo campano, chi deve acquistare l'intero paniere analizzato spende circa 369 euro, mentre a Milano la stessa spesa lievita fino a sfiorare i 600 euro. Palermo si posiziona come seconda città più economica con 408 euro, seguita da Catanzaro con 424 euro. Sul podio opposto, dopo Milano troviamo Aosta con uno scontrino complessivo di 586 euro e Bolzano con 574 euro.
Un semplice panino al bar diventa un indicatore eloquente delle disparità territoriali: ad Ancona costa mediamente 2,7 euro, ma chi lo ordina a Milano deve mettere in conto 5,7 euro, più del doppio. La media nazionale si attesta intorno ai 3,8 euro, ma il dato nasconde oscillazioni significative che riflettono dinamiche economiche locali molto diverse. Bologna detiene il primato per la carne bovina più costosa, con 26,7 euro al chilogrammo, mentre le zucchine raggiungono il prezzo più elevato a Genova, dove toccano i 4,60 euro al chilo.
Concentrandosi esclusivamente sulla spesa alimentare, la ricerca ha monitorato 28 prodotti essenziali che vanno dall'ortofrutta alla carne, dal pesce al pane, dalla pasta all'olio. In questo caso Catanzaro si rivela la destinazione più conveniente con circa 165 euro necessari per riempire dispensa e frigorifero, superando persino Napoli che richiede 168 euro e Bari che si ferma a 172 euro. All'estremo opposto si colloca ancora una volta Bolzano, dove la stessa spesa alimentare raggiunge i 220 euro, con un incremento del 33,3% rispetto al capoluogo calabrese.
Nel settore dei servizi alla persona emergono contrasti ancora più marcati. Una otturazione dentistica può oscillare dai 176 euro richiesti ad Aosta ai 70 euro di Napoli, una forbice che quasi triplica il prezzo per la stessa prestazione. Per la cura dell'automobile, il lavaggio costa appena 8,5 euro ad Ancona ma supera i 21 euro a Bolzano, città che primeggia anche per il costo del caffè: qui un cappuccino al bar raggiunge mediamente i 2,3 euro.
Il settore dell'acconciatura presenta variazioni altrettanto significative. A Napoli una messa in piega costa meno di 13 euro, mentre a Bologna la stessa prestazione arriva a 23,5 euro. Per il taglio donna il divario è ancora più ampio: si va dai 15 euro di Napoli ai 30 euro di Trieste. Il cinema più accessibile si trova a Bari, con biglietti a 7,3 euro in media, mentre a Genova assistere a una proiezione costa 11,2 euro.
Un dato inatteso riguarda i servizi di stireria: Milano, nonostante il primato negativo generale, offre il costo più basso per lavare e stirare una camicia, con una media di 2,89 euro contro i 5,3 euro richiesti a Catanzaro e Ancona. Anche i proprietari di animali domestici devono confrontarsi con prezzi variabili: la toelettatura per cani raggiunge il massimo ad Aosta con 49,6 euro, ben al di sopra della media nazionale di 34,6 euro.
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