Una nuova ricostruzione cronometrica getta ulteriore luce sul caso che ha sconvolto l'Italia oltre quindici anni fa. Il giornalista Emanuele Canta ha ripercorso in bicicletta il tragitto che, secondo l'accusa, Alberto Stasi avrebbe compiuto dopo aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi nella villetta di famiglia a Garlasco. L'esperimento, condotto per conto di Mediaset, ha misurato con precisione i tempi effettivi di percorrenza tra i due punti chiave della vicenda giudiziaria.
I risultati dell'esperimento confermano sostanzialmente quanto già emerso dalle perizie del 2009. Pedalando sulla stessa bicicletta Umberto Dei che Stasi avrebbe utilizzato quel maledetto 13 agosto 2007, Canta ha impiegato poco meno di 7 minuti per coprire gli 1,7 chilometri che separano via Pascoli, dove vivevano i Poggi, da via Carducci, residenza della famiglia Stasi. Un'auto ha seguito il percorso cronometrando ogni fase dello spostamento attraverso le strade di Garlasco.
La matematica del delitto si basa su due riferimenti temporali considerati certi dalle indagini. Alle ore 9:12 risulta disattivato il sistema di allarme nell'abitazione di Chiara Poggi. Alle 9:35, secondo le analisi peritali, il computer nella casa di Stasi si riaccende. Nel mezzo si colloca una finestra di 23 minuti che i giudici hanno ritenuto sufficiente per consumare l'omicidio.
Sottraendo i 7 minuti necessari per la pedalata, resterebbero quindi 16 minuti come intervallo massimo in cui si sarebbe svolto l'omicidio vero e proprio. Ma la finestra temporale potrebbe essere anche più ristretta: bisognerebbe infatti togliere anche i secondi necessari a Stasi per entrare in casa e avviare il computer, operazione avvenuta precisamente alle 9:35. Questo significherebbe che l'arrivo a casa dovette verificarsi pochi istanti prima di quell'orario.
Intanto la difesa di Alberto Stasi continua a contestare la ricostruzione dei fatti che ha portato alla condanna definitiva. L'avvocato Antonio De Rensis ha sollevato dubbi sulla compatibilità tra la nuova perizia richiesta dai familiari di Chiara e la sentenza che ha condannato il suo assistito. La nuova analisi tecnica ipotizza che l'aggressione sia iniziata in cucina, un elemento che secondo il legale contraddice quanto stabilito in sede giudiziaria.
Intervenuto a Mattino Cinque, De Rensis ha definito la nuova perizia come una smentita "clamorosa" della perizia Testi, quella su cui si è basata la condanna. Il punto centrale, secondo la difesa, riguarda l'individuazione inequivocabile del luogo iniziale dell'aggressione, che modificherebbe sostanzialmente la dinamica del delitto così come ricostruita nel processo.
Un altro elemento emerso durante l'intervento dell'avvocato riguarda un dettaglio apparentemente marginale ma potenzialmente significativo: la presenza di cenere in un posacenere. De Rensis ha ricordato che nei giorni immediatamente successivi all'omicidio, durante un'intercettazione tra il legale della parte civile e la madre di Chiara, venne chiesto se la ragazza o Stasi fumassero. La risposta fu negativa per entrambi.
La domanda del legale della famiglia Poggi era motivata proprio dalla presenza di quella cenere nel posacenere, con l'intenzione di richiedere verifiche ai Ris. Secondo De Rensis è improbabile che Stasi "abbia iniziato e smesso di fumare nello stesso giorno", e si dichiara interessato a quegli accertamenti che definisce "inutilizzabili". L'avvocato confida che ulteriori analisi possano smentire definitivamente la perizia su cui si è fondata la condanna del suo assistito, ancora oggi detenuto per l'omicidio della fidanzata ventiseienne.
Il caso di Garlasco continua dunque a generare interrogativi e nuove analisi tecniche, nonostante siano trascorsi oltre quindici anni da quel tragico agosto 2007. La ricostruzione cronometrica del tragitto in bicicletta rappresenta l'ennesimo tassello di un puzzle giudiziario che ha appassionato e diviso l'opinione pubblica italiana, alimentando un dibattito ancora oggi aperto tra chi ritiene chiusa la questione con la condanna definitiva e chi invece continua a sollevare dubbi sulla dinamica e sulla responsabilità dell'omicidio.
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