Paramount-Warner Bros. Discovery: UNIC contesta il perimetro del via libera europeo

UNIC critica il via libera condizionato dell’UE all’acquisizione di Warner Bros. Discovery, giudicando troppo ristretto il perimetro della valutazione.

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Autore: Redazione ,

Tredici mesi per sciogliere una joint venture e dieci anni senza nuovi accordi di codistribuzione: per gli esercenti europei, i rimedi imposti a Paramount non affrontano l’intera portata dell’operazione Warner Bros. Discovery. L’International Union of Cinemas contesta così il via libera condizionato della Commissione europea, sostenendo che la valutazione sia stata condotta entro un perimetro troppo ristretto. Il nodo sollevato dall’organizzazione riguarda quindi il criterio con cui Bruxelles ha esaminato una concentrazione destinata a incidere sugli equilibri dell’industria cinematografica.

L’autorizzazione è subordinata al pieno rispetto degli impegni proposti da Paramount. Entro 13 mesi dalla chiusura dell’acquisizione, il gruppo dovrà lasciare United International Pictures, la joint venture distributiva con Universal Pictures nello Spazio economico europeo. Per i successivi dieci anni non potrà inoltre concludere con Universal accordi di codistribuzione cinematografica nella stessa area. Queste condizioni hanno accompagnato il percorso con cui Paramount Skydance ha cercato di persuadere l’Unione europea sulla sostenibilità dell’operazione.

La critica arriva da un interlocutore che rappresenta associazioni ed esercenti in 39 territori europei e coinvolge direttamente anche l’Italia: tra i membri nazionali di UNIC figura infatti l’Associazione Nazionale Esercenti Cinema. La sua presa di posizione sposta l’attenzione oltre i singoli vincoli nei rapporti con Universal, chiedendo implicitamente quanto debba essere ampia l’analisi degli effetti prodotti dalla concentrazione e quale peso possano assumere i grandi gruppi integrati nella distribuzione cinematografica europea.

Il pronunciamento della Commissione costituisce comunque soltanto una tappa del percorso. Il via libera europeo non equivale alla chiusura dell’acquisizione, ancora sottoposta a procedimenti e verifiche in altri mercati; nel Regno Unito, in particolare, i controlli sull’operazione sono stati intensificati. Mentre Paramount dovrà rispettare i confini fissati nello Spazio economico europeo, la contestazione di UNIC lascia aperta la questione centrale: se quei rimedi siano sufficienti a rappresentare tutte le conseguenze della concentrazione per le sale.

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