Il valzer che accompagna il ballo fra il Principe Fabrizio e Angelica è il Valzer brillante, pagina inedita di Giuseppe Verdi orchestrata da Nino Rota. È il momento musicale più riconoscibile di Il gattopardo, il film diretto da Luchino Visconti nel 1963.
Nella lunga festa finale, il Principe di Salina invita Angelica a danzare e il valzer rende ancora più evidente il contrasto fra la grazia della giovane donna e la malinconia dell'aristocratico. La scena non è soltanto uno sfoggio di costumi e saloni: attraverso la musica, il film trasforma un ballo in un addio a un mondo che sta cambiando.
La musica originale di Nino Rota
La colonna sonora è firmata da Nino Rota, compositore capace di dare al racconto un respiro sinfonico e insieme intimo. Le sue musiche accompagnano la famiglia Corbera di Salina mentre la Sicilia attraversa il passaggio dall'ordine borbonico al processo di unificazione italiana. I temi non servono soltanto a evocare il Risorgimento: seguono soprattutto il punto di vista disilluso del Principe Fabrizio.
Nella pubblicazione discografica della colonna sonora compaiono i brani dei titoli di testa, il tema di Angelica e Tancredi e la sequenza dedicata ai sogni del Principe. La parte più ampia e celebre è però quella dei ballabili, costruita per dare alla festa un suono credibile e coerente con l'ambientazione ottocentesca.
Le danze della scena finale
Durante il ricevimento si ascoltano una mazurka, una controdanza, una polka, una quadriglia, un galop e il Valzer del commiato, oltre al Valzer brillante. Queste musiche scandiscono i movimenti degli invitati e fanno sentire il ballo come un evento vivo, con l'orchestrina che sembra provenire dalle sale del palazzo.
Il Valzer brillante assume un ruolo diverso dagli altri pezzi: emerge quando Burt Lancaster, nei panni del Principe, danza con Angelica, interpretata da Claudia Cardinale. La sua melodia non accompagna un semplice momento mondano, ma concentra il fascino e la stanchezza del personaggio davanti alla bellezza, alla giovinezza e alla nuova classe sociale rappresentata dalla ragazza.
La curiosità dietro il valzer
Il manoscritto del valzer di Verdi fu rinvenuto in una bancarella dall'attore Romolo Valli e arrivò a Visconti, che lo affidò a Rota per l'orchestrazione. Il compositore lo adattò al piccolo organico dell'orchestrina da ballo, una scelta decisiva per l'effetto della sequenza.
Il gran ballo occupa quasi un terzo del film e la sua musica ne è il cuore emotivo. Proprio l'incontro fra la partitura di Rota e il valzer verdiano ha reso quella danza una delle immagini più durature del cinema italiano: elegante in superficie, ma attraversata dalla consapevolezza della fine di un'epoca.