Rob Reiner e la moglie uccisi a coltellate

Il regista di "Stand by Me" e "Misery non deve morire" è stato ucciso a coltellate insieme alla moglie Michele Singer nella loro casa di Brentwood.

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Autore: Redazione ,
Film
3' 25''

Hollywood è sotto shock per una tragedia che sembra uscita da uno dei thriller che ha portato sul grande schermo. Rob Reiner, leggendario regista 78enne di capolavori come Stand by Me e Misery non deve morire, è stato trovato morto insieme alla moglie Michele Singer, 68 anni, nella loro villa di Brentwood, Los Angeles. I due sono stati uccisi a coltellate, e le circostanze del doppio omicidio restano avvolte nel mistero. Per un'amara ironia del destino, il cineasta che ha dato vita cinematografica ad alcune delle storie più oscure di Stephen King se ne va in un modo degno del Maestro del Terrore.

L'allarme è scattato intorno alle 15.30 ora locale, ma quando i soccorritori sono giunti sul posto non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. La polizia ha subito smentito le prime indiscrezioni dei media americani secondo cui il responsabile sarebbe stato il figlio della coppia, Nick, 32 anni. Il vice capo della polizia di Los Angeles, Alan Hamilton, ha chiarito in conferenza stampa che nessuno è stato arrestato né interrogato come sospettato, pur confermando che "molti familiari sono e saranno interrogati". Gli investigatori stanno ora richiedendo un mandato di perquisizione per avviare un'indagine approfondita della residenza, che non presenta segni di effrazione.

La scomparsa di Reiner chiude tragicamente una delle carriere più brillanti e versatili della Hollywood contemporanea. Figlio del celebre autore comico Carl Reiner, pioniere della commedia televisiva degli anni Cinquanta, Rob aveva inizialmente seguito le orme paterne come attore. Il grande pubblico lo conobbe negli anni Settanta grazie al ruolo di Michael "Testone" Stivic nella sitcom Arcibaldo, dove interpretava il genero progressista del conservatore Archie Bunker. Ma la sua vera vocazione era dietro la macchina da presa.

Il debutto alla regia arrivò nel 1984 con This is Spinal Tap, mockumentary cult sull'immaginaria band heavy metal che ancora oggi viene citato come capolavoro della satira musicale. Due anni dopo, nel 1986, firmò quello che molti considerano il suo capolavoro assoluto: Stand by Me - Ricordo di un'estate, adattamento del racconto di Stephen King che raccontava l'estate indimenticabile di quattro ragazzi nell'Oregon degli anni Cinquanta. Serie come Stranger Things devono a questo film una parte consistente del proprio DNA narrativo ed estetico.

La polizia di Los Angeles ha confermato che nessuno è stato arrestato, mentre gli investigatori lavorano per ottenere un mandato di perquisizione della villa

Il sodalizio artistico con Stephen King si ripeté nel 1990 con Misery non deve morire, thriller psicologico che valse a Kathy Bates l'Oscar e il Golden Globe come migliore attrice protagonista per la sua interpretazione di Annie Wilkes, la fan ossessionata che sequestra uno scrittore costringendolo a riscrivere il finale del suo romanzo. Fu proprio Reiner, insieme ad altri soci, a fondare la Castle Rock Entertainment, casa di produzione che negli anni avrebbe sfornato decine di film di successo.

Ma Reiner non era soltanto il regista delle storie dark di King. Nel 1989 aveva diretto Harry ti presento Sally, commedia romantica con Billy Crystal e Meg Ryan che è entrata nell'immaginario collettivo grazie alla scena dell'orgasmo simulato al ristorante Katz's Delicatessen di New York. Tre anni dopo arrivò Codice d'onore, legal thriller che mise in fila tre pesi massimi come Jack Nicholson, Tom Cruise e Demi Moore, regalando al cinema una delle battute più iconiche di sempre: "You can't handle the truth!"

La sua filmografia include anche il fantasy d'avventura La storia fantastica del 1987, che cercava di cavalcare l'onda del successo de La storia infinita. Nel corso della carriera, Reiner ha dimostrato una versatilità rara, passando con disinvoltura dal comedy al thriller, dal dramma intimista al blockbuster, lasciando sempre il segno con una regia elegante e una straordinaria capacità di dirigere gli attori.

Le indagini sul doppio omicidio proseguono senza sosta, mentre l'industria cinematografica piange uno dei suoi registi più amati e rispettati. La villa di Brentwood, teatro dell'orrore, è ora sotto sequestro in attesa che gli investigatori possano ricostruire la dinamica di quanto accaduto. Hollywood perde così non solo un grande artista, ma un ponte vivente tra l'età d'oro della televisione americana e il cinema moderno, un uomo che ha saputo raccontare l'America attraverso storie indimenticabili che continueranno a vivere sugli schermi di tutto il mondo.

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