Una serata di emozioni autentiche quella vissuta al Festival di Sanremo 2026, dove Fausto Leali ha calcato per l'ennesima volta il palco del Teatro Ariston, questa volta non come concorrente ma come leggenda vivente della musica italiana, premiato con un riconoscimento che racconta sessant'anni di carriera. Ma è fuori dal palcoscenico, a margine della cerimonia, che il cantante bresciano ha scelto di togliersi qualche soddisfazione anche sul piano civile, esprimendosi con nettezza sul prossimo Referendum sulla Giustizia e rivelando le proprie intenzioni di voto.
Intervistato da Paolo Giordano per Il Giornale, Leali non ha usato mezzi termini: "Penso che tutti siano in grado di vedere e capire quando ci sono delle cose che non vanno. Quindi si deve provare a migliorare. Penso che questo Referendum possa portare a un miglioramento." Alla domanda diretta del giornalista — "Quindi voterà sì?" — la risposta è arrivata senza esitazione: "Credo proprio di sì."
La serata di martedì 25 febbraio, seconda serata del Festival condotto da Carlo Conti, è stata particolarmente significativa per la storia della musica leggera italiana: il Premio alla Carriera è stato consegnato a tre giganti del nostro panorama artistico, ovvero Fausto Leali, Caterina Caselli e il leggendario paroliere Mogol. Un trittico che racchiude in sé decenni di canzoni entrate nell'immaginario collettivo degli italiani.
Leali ha accolto il riconoscimento con visibile commozione, commentando: "Sono estremamente orgoglioso del fatto che Carlo Conti mi abbia scelto e che mi abbia consegnato questo premio proprio all'Ariston, che è il posto dove la mia carriera è esplosa." Parole che suonano come un cerchio che si chiude, visto che il legame tra il cantante e Sanremo affonda le radici nel lontano 1968.
Il debutto all'Ariston fu tutt'altro che anonimo: Leali arrivò da vincitore morale con "A chi", uno dei brani più amati di sempre della canzone italiana, e si presentò con "Deborah", pezzo scritto anche da un giovane Paolo Conte insieme al fratello Giorgio. "Sono entrato dalla porta principale perché avevo appena avuto il grande successo di 'A chi'. Cantavo 'Deborah'... Arrivai quarto", ha ricordato con nostalgia l'artista.
Quella prima esperienza sanremese si trasformò in un vero e proprio amore incondizionato per la kermesse ligure. Tredici partecipazioni ufficiali in gara, più qualche apparizione come ospite: un record che testimonia quanto il Festival abbia rappresentato non solo una vetrina professionale, ma una casa artistica per Leali. "Mi sono innamorato così tanto del Festival di Sanremo che ci sono andato tredici volte. E ci sono venuto anche un paio di volte come ospite", ha confermato lui stesso con il sorriso di chi guarda a una storia lunga e ricca di soddisfazioni.
Con questa doppia apparizione — prima come ospite d'onore premiato e poi come voce autorevole su temi di attualità — Fausto Leali si conferma uno degli artisti italiani più longevi e ancora capaci di far parlare di sé ben oltre i confini della musica. Il prossimo appuntamento con i suoi fan potrebbe già essere dietro l'angolo, con l'artista che, a quasi ottant'anni, non sembra avere nessuna intenzione di appendere il microfono al chiodo.
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