Showrunner di 'Silicon Valley' critica l'Europa

John Altschuler, co-creatore di 'Silicon Valley' e 'King of the Hill', chiede maggiore rispetto per gli sceneggiatori in Europa.

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Autore: Redazione ,
Serie TV
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Il mondo della televisione europea si trova di fronte a una critica diretta e provocatoria da parte di uno dei veterani più rispettati di Hollywood. John Altschuler, co-showrunner di successi come "Silicon Valley" e "King of the Hill", ha lanciato un monito durante la sua partecipazione a Iberseries & Platino Industria di Madrid: l'Europa deve imparare a riconoscere il valore degli sceneggiatori se vuole competere nel panorama televisivo globale. Le sue parole non sono state diplomatiche, ma hanno messo il dito su una piaga aperta del sistema produttivo del Vecchio Continente.

La battaglia per il riconoscimento degli sceneggiatori

Durante l'intervista sul palco madrileno con l'agente Gersh Roy Ashton, Altschuler non ha usato mezzi termini per descrivere quella che considera la differenza fondamentale tra i due sistemi produttivi. "In Europa lo sceneggiatore non esisteˮ, ha dichiarato senza giri di parole, raccontando di aver incontrato case di produzione che non disponevano nemmeno di copioni completi. Il contrasto con la cultura americana è stridente: "L'America ha una cultura della scrittura, tutto ciò che viene da Hollywood è sempre ruotato attorno allo sceneggiatore e al copione".

L'esperienza diretta di Altschuler in territorio europeo ha fornito aneddoti emblematici di questa divergenza culturale. Durante le riprese di un progetto a Berlino, quando ha chiesto chi fosse il showrunner, un dirigente francese ha manifestato stupore all'idea che un regista potesse "possibilmente" riferire a uno sceneggiatore. Una reazione che rivela quanto sia radicata la svalutazione del ruolo creativo dello scrittore nel sistema europeo.

Hollywood contro Silicon Valley: quando la satira diventa verità

La genesi di "Silicon Valley" nasce proprio dalla volontà di Altschuler, insieme ai suoi collaboratori Dave Krinsky e Mike Judge, di raccontare una realtà che nessuno stava affrontando con la dovuta profondità. "Big Bang Theory era la cosa più vicina, ma parlava solo di geni senza cogliere nel segno", ha spiegato il produttore. Il trio ha deciso di immergersi direttamente nell'ambiente tecnologico della California per capire davvero di cosa stava parlando.

Questi sono davvero alcune delle persone più orribili sulla Terra

L'incontro con i veri dirigenti della Silicon Valley ha riservato sorprese amare. Dietro le dichiarazioni pubbliche di voler "rendere il mondo un posto migliore" piuttosto che "guadagnare soldi", Altschuler ha scoperto una realtà ben diversa. "Sono persone avide, voraci e terribili", ha dichiarato senza mezzi termini, aggiungendo con una punta di sarcasmo: "Mi piacciono i bersagli grossi".

Il progetto che lo porta in Europa

Nonostante le critiche al sistema produttivo europeo, Altschuler non ha rinunciato a cercare collaborazioni oltreoceano. La sua presenza a Madrid aveva uno scopo preciso: presentare una coproduzione internazionale tra Regno Unito e Irlanda basata su "The Gangster's Guide to Sobriety: My Life in 12 Steps", libro che ha co-sceneggiato insieme a Krinsky e all'attore irlandese Richie Stephens. Il progetto rappresenta un tentativo di fusione tra i due approcci produttivi.

"Credo che ci siano punti di forza del sistema hollywoodiano che qui non avete, ma c'è anche un sentimento verso l'arte e la cultura che noi non abbiamo in America", ha riconosciuto Altschuler. La sua visione è quella di un matrimonio creativo che possa combinare l'efficienza produttiva americana con la sensibilità culturale europea.

I ricordi di King of the Hill

Il percorso professionale di Altschuler affonda le radici nella collaborazione con Mike Judge, co-creatore di "King of the Hill". I due si sono subito trovati grazie a un background simile e a quella che lui stesso definisce "l'orribile puzza della classe media". Un elemento che a Hollywood viene spesso disprezzato, ma che ha dato vita a una delle serie animate più longeve e apprezzate della televisione americana.

Lavorare a "King of the Hill" per cinque stagioni come showrunner ha significato collaborare con stelle del calibro di Brad Pitt, Ben Stiller e Jennifer Aniston. "Era uno show su cui tutti volevano apparire", ricorda con nostalgia. Quell'esperienza ha aperto le porte a progetti originali e ha lasciato un segno indelebile nella sua carriera, rappresentando un'epoca della televisione americana che oggi sente di aver perduto parte della sua struttura organizzativa.

Il futuro dopo gli scioperi

Interrogato sul presente dell'industria televisiva dopo gli scioperi del 2023, Altschuler ha mostrato un cauto ottimismo temperato dal realismo. "È sempre stato difficile", ha ammesso, riconoscendo che anche se le possibilità di successo rimangono le stesse di sempre, "è solo un po' meno chiaro come arrivarci". Le nuove piattaforme hanno moltiplicato le opportunità, ma anche la complessità del panorama mediatico contemporaneo.

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