La battaglia contro il pesce siluro nei laghi e nei fiumi della Lombardia settentrionale sta finalmente dando risultati concreti. Il Parco regionale della Valle del Lambro ha annunciato che la strategia di contenimento di questo predatore alieno, messa a punto negli ultimi anni attraverso studi scientifici e interventi mirati, sta funzionando: oltre 1.200 esemplari sono stati rimossi dalle acque del territorio, permettendo alle specie ittiche autoctone di tornare a prosperare nei loro habitat naturali. I dati raccolti tra il fiume Lambro e i laghi di Alserio e Pusiano confermano che dove il controllo è costante, la biodiversità acquatica sta recuperando terreno.
Originario del bacino del Danubio, il pesce siluro rappresenta il più grande predatore d'acqua dolce presente in Europa. Questi animali possono raggiungere dimensioni davvero impressionanti: oltre tre metri di lunghezza e più di 150 chilogrammi di peso. La loro presenza nelle acque lombarde è particolarmente problematica proprio perché, in assenza di competitori naturali, hanno colonizzato rapidamente gli ecosistemi locali causando danni significativi alla fauna ittica locale.
Dal lago di Alserio arriva uno degli esempi più eclatanti della dimensione del problema: lo scorso 21 ottobre è stato catturato un esemplare maschio lungo 208 centimetri che pesava ben 68 chilogrammi. Questo gigante delle acque dolci è solo uno dei 64 siluri rimossi dal lago tra ottobre 2024 e ottobre 2025, per un totale complessivo di 768 chilogrammi di biomassa prelevata dall'ecosistema.
La colonizzazione dei corsi d'acqua brianzoli e lecchesi da parte del siluro è iniziata nei primi anni 2000. Fiume Lambro, lago di Alserio e lago di Pusiano sono stati tra i bacini più colpiti da questa invasione biologica. Quest'ultimo specchio d'acqua, che si trova a cavallo tra le province di Como e Lecco, ha visto la propria popolazione ittica autoctona messa in seria difficoltà dall'arrivo di questo predatore vorace.
L'approccio del Parco regionale della Valle del Lambro si distingue per il rigore scientifico applicato alla gestione dell'emergenza. Dal 2012 l'ente ha sviluppato competenze tecniche specifiche lavorando con il Centro Studi Biologia Ambiente e il Centro Tecnico Naturalistico di Erba. I monitoraggi sistematici hanno rivelato che gli impatti sulle comunità ittiche locali erano paragonabili a quelli causati da inquinamento e alterazioni ambientali gravi.
La collaborazione con Regione Lombardia ha portato all'elaborazione di due protocolli operativi distinti: uno dedicato ai laghi briantei e uno specifico per le acque correnti. Questi protocolli sono stati testati e perfezionati tra il 2018 e il 2022, consentendo di affinare le tecniche di cattura e di individuare le strategie più efficaci per contenere la popolazione di siluri.
Nel fiume Lambro, l'intervento si è concentrato nel tratto tra i comuni di Merone e Inverigo, dal lago di Pusiano fino alla vasca di laminazione di Fornacette, che si trova tra Inverigo e Nibionno. Solo in quest'area, dal 2018 a oggi, sono stati rimossi 693 esemplari. La zona tra Lambrugo e Merone ha richiesto un'attenzione particolare, mentre monitoraggi condotti più a sud, tra Triuggio e Monza, confermano che il predatore si è diffuso anche in queste aree.
Il lago di Pusiano ha visto un impegno prolungato nel tempo. Dal 2016 a oggi sono stati catturati 538 individui per un peso complessivo di 6,8 tonnellate. Dopo gli interventi coordinati dal Parco, anche Egirent Services, detentore dei diritti di pesca sul bacino, ha integrato nella propria gestione ordinaria il controllo della popolazione di pesce siluro, garantendo così la continuità degli sforzi di contenimento.
Particolarmente interessanti sono i dati relativi al periodo riproduttivo. Tra aprile e maggio 2025, nel lago di Alserio, sono stati individuati i siti dove i siluri depositano le uova e sono stati catturati 29 esemplari per un totale di 520 chilogrammi. Intervenire durante la fase riproduttiva si è rivelato cruciale per limitare l'espansione della popolazione.
"Nel Parco regionale della Valle del Lambro è attiva una strategia efficace, per evitare che la popolazione di pesce siluro comunque presente nei laghi e nei corsi d'acqua del territorio possa espandersi oltre il punto limite e per il mantenimento di una ittiocenosi adeguata, con la conservazione della biodiversità acquatica", spiega Alessandro Marieni, ittiologo ed esperto di gestione degli ecosistemi acquatici del Centro Tecnico Naturalistico.
Gli effetti positivi del contenimento sono già visibili. Lo studio condotto nel 2022 sul lago di Alserio ha permesso di raccogliere dati preziosi sul trend delle specie ittiche autoctone. I risultati confermano che dove il siluro viene contenuto in modo sistematico, specie come barbo, cavedano e tinca tornano a prosperare e a recuperare i loro habitat naturali, segnalando un progressivo ripristino dell'equilibrio ecologico.
Marco Ciceri, presidente del Parco regionale della Valle del Lambro, sottolinea l'impegno a lungo termine dell'ente: "L'Ente Parco conferma il proprio impegno nel contrasto al pesce siluro promuovendo interventi sostenibili nel tempo, in accordo e grazie al sostegno di Regione Lombardia". Il presidente evidenzia come il siluro sia ormai "una specie alloctona invasiva acclimatata", ma l'azione di contrasto costituisce "una strategia di intervento efficace e imprescindibile, di fatto ormai integrata negli strumenti di gestione ordinaria dell'area protetta".
La vicenda del pesce siluro nei laghi lombardi offre un esempio concreto di come l'introduzione di specie aliene possa alterare profondamente gli ecosistemi locali. A differenza di quanto accade con altre specie invasive, però, dimostra anche che interventi coordinati, scientificamente fondati e sostenuti nel tempo possono invertire la tendenza e permettere il recupero della biodiversità originaria. Il lavoro costante e rigoroso sta restituendo equilibrio alle acque del territorio lecchese e brianzolo, confermando che la gestione delle specie invasive richiede impegno continuativo e risorse dedicate.
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