Un normale allenamento di pattinaggio artistico si è trasformato in un'emergenza sanitaria che ha coinvolto quindici persone nel palazzetto dello sport di Zafferana Etnea, alle pendici dell'Etna. L'intossicazione da monossido di carbonio ha colpito prevalentemente giovani atlete impegnate nella loro sessione sportiva, costringendo i soccorsi a mobilitare l'intero sistema di emergenza territoriale. La centrale operativa del 118 e la Seus hanno dovuto attivare immediatamente il protocollo di maxi emergenza per gestire un numero così elevato di persone colpite contemporaneamente.
Le operazioni di soccorso hanno richiesto il trasporto urgente verso le strutture ospedaliere di Catania, con una distribuzione strategica dei pazienti tra due presidi. Otto persone, tra cui sette giovani pattinatrici e un adulto, sono state trasferite all'ospedale Cannizzaro dove hanno ricevuto un trattamento specializzato in camera iperbarica, l'unico modo efficace per contrastare gli effetti dell'avvelenamento da monossido di carbonio nei casi più gravi.
Le restanti sette persone coinvolte nell'incidente sono state invece indirizzate verso il pronto soccorso dell'ospedale Garibaldi, dove hanno ricevuto le cure necessarie. Nonostante la gravità della situazione e il timore iniziale, tutti i pazienti hanno risposto positivamente ai trattamenti medici e sono stati dimessi durante le ore notturne, potendo così fare rientro alle proprie abitazioni.
Marialaura Panetta, una delle atlete rimaste intossicate, ha raccontato l'accaduto ai microfoni del Tg2, fornendo la testimonianza diretta di quanto vissuto all'interno dell'impianto sportivo. Il monossido di carbonio, noto come "killer silenzioso" perché inodore e incolore, può accumularsi negli ambienti chiusi senza dare segnali di allarme evidenti, rendendo questo tipo di intossicazioni particolarmente insidiose soprattutto in strutture come palestre e palazzetti dove la concentrazione di persone è elevata.
L'episodio di Zafferana Etnea riporta l'attenzione sulla necessità di controlli rigorosi degli impianti di riscaldamento e ventilazione nelle strutture sportive. La maxi emergenza ha messo alla prova il sistema sanitario catanese che ha dimostrato efficienza nella gestione coordinata dell'evento, con una risposta tempestiva che ha evitato conseguenze più gravi per le persone coinvolte.
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