Torino, gip sugli scontri: "Una guerriglia urbana"

Il giudice dispone la scarcerazione di due arrestati con obbligo di firma, mentre un terzo resta ai domiciliari con accuse ridimensionate dopo i fatti del 31 gennaio.

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Autore: Redazione ,
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Colpo di scena nell'inchiesta sulla guerriglia urbana che ha devastato Torino il 31 gennaio scorso durante la manifestazione pro Askatasuna: il giudice per le indagini preliminari ha disposto la scarcerazione con obbligo di firma per due dei tre arrestati, mentre un terzo giovane resta ai domiciliari ma con accuse ridimensionate. Una decisione che arriva dopo gli interrogatori di garanzia e che modifica sensibilmente il quadro accusatorio iniziale, mentre la città piemontese fa ancora i conti con i danni economici di quella giornata di violenza.

Matteo Campaner e Pietro Desideri, i due manifestanti inizialmente finiti in carcere con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, hanno lasciato il carcere dopo la convalida dell'arresto da parte del gip torinese. I due dovranno presentarsi periodicamente in caserma, ma potranno tornare in libertà. Ben diversa la situazione per Angelo Simionato, il ventidueenne originario della provincia di Grosseto arrestato dalla Digos: per lui resta la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Il giovane toscano era finito nel mirino degli investigatori perché sospettato di aver partecipato all'aggressione ai danni di un'agente di polizia durante gli scontri. Secondo quanto emerge dal dispositivo del giudice, permangono indizi di coinvolgimento di Simionato negli eventi del 31 gennaio, ma è stata esclusa l'accusa più grave: quella di rapina, che inizialmente aveva aggravato il quadro accusatorio nei suoi confronti.

La devastazione causata dalla guerriglia urbana è costata alla città di Torino la cifra impressionante di 164mila euro

Gli scontri che hanno infiammato le strade del capoluogo piemontese hanno lasciato un conto salato per le casse pubbliche: 164mila euro di danni, una cifra che testimonia la violenza degli eventi di quella giornata. Non a caso, tra i reati contestati contro ignoti figura anche quello di devastazione, che configura una delle fattispecie più gravi del codice penale in materia di ordine pubblico.

La manifestazione era stata organizzata in solidarietà con Askatasuna, il movimento indipendentista basco, e si era trasformata in una vera e propria battaglia urbana con le forze dell'ordine. Le indagini della Digos proseguono per identificare altri partecipanti agli scontri, mentre il dibattito sulle responsabilità e sulle modalità di gestione dell'ordine pubblico durante le manifestazioni resta acceso nel capoluogo piemontese.

La decisione del giudice di alleggerire le misure cautelative per due degli arrestati e di ridimensionare le accuse contro il terzo non chiude il capitolo giudiziario di quella giornata: restano le indagini contro ignoti per devastazione e gli accertamenti sui danni materiali che hanno colpito la città. Le prossime settimane saranno decisive per capire se emergeranno altri responsabili degli episodi più violenti.

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