Val di Susa, valanga a Claviere senza feriti

Mobilitazione di soccorsi a Claviere dopo una slavina tra pista e fuoripista. Le ricerche con elicotteri e unità cinofile hanno escluso persone coinvolte.

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Un grande dispiegamento di soccorsi si è mobilitato questa mattina a Claviere, nella Val di Susa, dopo che una slavina si è staccata in una zona compresa tra pista e fuoripista. L'allarme è scattato quando un testimone ha riferito ai soccorritori di aver visto alcune persone potenzialmente coinvolte dal distacco nevoso, innescando un'operazione di ricerca che ha visto impegnati numerosi team specializzati. Fortunatamente, al termine delle operazioni, i soccorritori hanno potuto confermare che nessuna persona risulta coinvolta nell'incidente.

Sul luogo della valanga sono intervenuti immediatamente elicotteri dei vigili del fuoco, unità cinofile del soccorso alpino, carabinieri sciatori e personale sanitario del 115 e del 118. Durante un sorvolo aereo dell'area interessata dal distacco, i vigili del fuoco hanno individuato un elemento cruciale per comprendere la dinamica dell'evento: quattro tracce di sciatori all'ingresso della zona della valanga e altrettante in uscita.

Questa scoperta ha fornito un'indicazione chiara: almeno quattro persone hanno attraversato l'area ed sono riuscite a uscire autonomamente dalla massa nevosa prima o dopo il distacco. Non si esclude che la valanga si sia verificata proprio in concomitanza con il passaggio di questi sciatori, che potrebbero aver involontariamente innescato il fenomeno.

Quattro tracce in entrata e quattro in uscita dall'area della slavina

La situazione di pericolo valanghe nella zona era già stata segnalata dal bollettino ufficiale della giornata. Il grado di rischio indicato era 3-marcato, su una scala che va da 1 a 5, per le quote superiori ai 2.000 metri, mentre per le aree sottostanti il livello era 2-moderato. Si tratta di condizioni che richiedono particolare attenzione da parte di chi pratica attività sulla neve.

Il bollettino specificava che "l'abbondante neve fresca così come gli accumuli di neve ventata che in alcuni punti hanno raggiunto un certo spessore rimangono in parte instabili". Pur segnalando una tendenza alla diminuzione dell'attività valanghiva spontanea, gli esperti avvertivano della possibilità di valanghe spontanee di medie dimensioni e, in casi isolati, anche di grandi dimensioni.

Particolare preoccupazione veniva espressa per le valanghe umide e bagnate, specialmente alla base delle pareti rocciose, fenomeni che possono verificarsi nel corso della giornata. Il bollettino metteva in guardia anche sulla facilità di distacco: "Già un singolo appassionato di sport invernali può in alcuni punti provocare il distacco di valanghe, anche di medie dimensioni".

Le zone più pericolose vengono identificate nelle aree prossime alle creste, nelle conche, nei canaloni e dietro ai cambi di pendenza. Si tratta di configurazioni del terreno che favoriscono l'accumulo di neve instabile e dove il rischio di distacco è significativamente più elevato. L'episodio di Claviere rappresenta un importante promemoria per tutti gli appassionati di sport invernali sull'importanza di verificare sempre le condizioni nivometeorologiche prima di avventurarsi fuori pista e di dotarsi dell'equipaggiamento di sicurezza necessario.

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