Vittorio Sgarbi, il Tribunale ordina perizia medica

Il Tribunale di Roma ha ordinato una perizia medica per Vittorio Sgarbi dopo la richiesta della figlia Evelina di nominare un amministratore di sostegno.

Immagine di Vittorio Sgarbi, il Tribunale ordina perizia medica
Autore: Redazione ,
Attualità
3' 25''
Fonte

Il caso Vittorio Sgarbi prende una piega sempre più delicata e istituzionale. Il Tribunale civile di Roma ha disposto una perizia medica approfondita per valutare le reali condizioni psicofisiche del celebre critico d'arte, dopo la richiesta della figlia Evelina di nominare un amministratore di sostegno. Una decisione che segna un punto di svolta in una vicenda che da mesi tiene banco tra cronaca giudiziaria e dinamiche familiari, con al centro la salute di uno dei personaggi più discussi e iconici del panorama culturale italiano.

Il giudice ha nominato un consulente tecnico d'ufficio, nello specifico una psicologa psicoterapeuta, con il compito di verificare se Sgarbi sia in grado di comprendere appieno «il significato e le conseguenze personali, patrimoniali e giuridiche» delle decisioni più importanti che lo riguardano. La professionista dovrà esaminare tutta la documentazione sanitaria esistente, svolgere gli accertamenti clinici necessari e valutare l'eventuale presenza di «condizioni psicologiche, psicopatologiche o cognitive» che possano compromettere la capacità del critico di autodeterminarsi, soprattutto in relazione ad atti di particolare rilevanza o all'esercizio dei diritti personalissimi. La perizia dovrà essere completata entro il 31 maggio.

Parallelamente, il tribunale ha stabilito che Vittorio Sgarbi sarà ascoltato direttamente dal giudice. L'avvocato Lorenzo Iacobbi, che assiste Evelina Sgarbi, ha confermato che la giudice Paola Scorza ha fissato il primo ascolto entro il 15 febbraio, sottolineando la soddisfazione della figlia per l'andamento del procedimento. Il legale ha spiegato che si tratta di un passaggio fondamentale per fare chiarezza su una situazione che si protrae da troppo tempo nell'ombra.

"Vogliamo salvare l'uomo e non il personaggio"

Uno dei nodi più controversi della vicenda riguarda l'accesso alle cartelle cliniche di Sgarbi. Il consulente tecnico potrà esaminare tutta la documentazione sanitaria, nonostante la difesa del critico abbia tentato di mantenerle riservate. L'avvocato Iacobbi ha rivelato che la difesa di Sgarbi ha ripresentato verbalmente una richiesta che il tribunale aveva già rigettato per iscritto, ma anche questa volta l'istanza è stata respinta. «Ci siamo opposti perché non ha senso e viola apertamente il contraddittorio», ha dichiarato il legale di Evelina, insistendo sulla necessità di trasparenza in una situazione così delicata.

Iacobbi ha voluto chiarire la posizione di Evelina Sgarbi, respingendo qualsiasi ipotesi di interesse patrimoniale dietro la richiesta di amministratore di sostegno. «Noi abbiamo a cuore la salute del professore. Vogliamo salvare l'uomo e non il personaggio», ha affermato con decisione a Dentro la Notizia su Canale 5. Il legale ha ribadito che Evelina non ha bisogno di alcuna azione patrimoniale, essendo già nell'asse ereditario, smontando così le speculazioni su una possibile guerra per il patrimonio del critico.

La vicenda affonda le radici in un periodo difficile per il celebre critico d'arte. L'avvocato ha ricostruito come la richiesta al tribunale – che ha già sospeso le nozze programmate tra Sgarbi e Sabrina Colle – sia arrivata dopo un lungo periodo in cui, secondo la difesa di Evelina, alla figlia sarebbe stato impedito di conoscere le reali condizioni di salute del padre. «Se un anno e mezzo fa Evelina fosse stata messa in condizione di sapere come stava suo padre, oggi non saremmo qui», ha spiegato Iacobbi, aggiungendo che il ricovero del professore per grave depressione è avvenuto in condizioni «davvero disperate».

Il riferimento al ricovero per grave depressione svela la drammaticità della situazione che ha portato Evelina a rivolgersi alla giustizia. «È stato alzato un muro sulla privacy e siamo stati costretti a rivolgerci al Tribunale», ha proseguito l'avvocato, sottolineando come da figlia sia legittimo e doveroso conoscere le condizioni di salute del proprio padre. Una battaglia che, secondo la difesa di Evelina, non nasce da calcoli economici ma dall'amore filiale e dalla preoccupazione per un uomo che, al di là del personaggio pubblico controverso e battagliero, sta attraversando evidentemente un momento di estrema fragilità.

Ora sarà la perizia medica a fornire risposte concrete sullo stato di salute di Vittorio Sgarbi, in un procedimento che promette di fare luce su una vicenda che intreccia diritto, famiglia e tutela della persona. L'esito della valutazione, atteso per fine maggio, sarà determinante per decidere se il critico abbia effettivamente bisogno di un amministratore di sostegno che lo affianchi nelle decisioni più importanti della sua vita.

Non perderti le nostre ultime notizie!

Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!