William e Kate sul caso Epstein: «Pensiamo alle vittime»

William e Kate si dichiarano profondamente preoccupati per le rivelazioni degli Epstein Files. Il loro pensiero va alle vittime dello scandalo che coinvolge Andrea.

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Autore: Redazione ,
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Il principe William e Kate Middleton hanno finalmente deciso di rompere il silenzio sullo scandalo che sta travolgendo la famiglia reale britannica. Durante la visita ufficiale di tre giorni del futuro re in Arabia Saudita, un portavoce di Kensington Palace ha rilasciato una dichiarazione inequivocabile: i principi del Galles sono "profondamente preoccupati" dalle rivelazioni contenute negli Epstein Files e il loro pensiero va alle vittime. Un intervento pubblico senza precedenti che arriva dopo la pubblicazione, lo scorso 30 gennaio, di tre milioni di pagine di documenti da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense, tra cui duemila video e centottantamila fotografie che continuano a esporre gli oscuri legami tra il principe Andrea e il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, morto suicida in carcere nel 2019.

Il materiale emerso dai nuovi archivi è devastante. Tra le immagini più inquietanti, una fotografia mostra Andrea Mountbatten-Windsor accovacciato a quattro zampe su una donna distesa a terra, mentre in un'altra appare sdraiato sulle ginocchia di alcune donne con Ghislaine Maxwell, complice di Epstein, che sorride alle sue spalle. Quest'ultima foto sembrerebbe essere stata scattata nel salone di Sandringham, la tenuta reale nel Norfolk. I volti femminili sono oscurati da barre nere, un dettaglio che rende l'atmosfera ancora più torbida e che ha scatenato nuove richieste di riapertura delle indagini da parte della polizia metropolitana.

Le email contenute nei documenti sono altrettanto compromettenti. In una serie di messaggi, un "Duca" identificato proprio in Andrea scrive a Epstein: "Potremmo cenare a Buckingham Palace e godere di molta privacy". Il finanziere rispondeva proponendo donne russe e rumene, tra cui una modella definita "molto carina" che sarebbe stata inviata regolarmente per "cene private" a Buckingham Palace quando la regina Elisabetta II si trovava a Balmoral. In un messaggio, Epstein avrebbe commentato: "Nessun uomo guarda i tuoi vestiti, ci vedono attraverso", ricevendo la risposta entusiasta dell'allora principe: "Sì, grazie! Molto divertente, ne parleremo più tardi".

La dichiarazione di William e Kate rappresenta la prima presa di posizione ufficiale specificamente attribuita ai principi del Galles su questa vicenda. Le loro parole echeggiano quelle già espresse lo scorso ottobre da re Carlo III e dalla regina Camilla, primi membri senior della famiglia reale a esprimere pubblicamente sostegno alle vittime. Anche il principe Edoardo, duca di Edimburgo, ha recentemente affrontato il tema a margine del World Governments Summit di Dubai, dichiarando con evidente disagio: "È davvero importante ricordare sempre le vittime e chi siano le vittime in questa vicenda".

"Sposami e basta", scrisse Sarah Ferguson a Epstein nel gennaio 2010, quando il finanziere era già stato condannato per adescamento di minori

Lo scandalo ha assunto dimensioni tali che re Carlo è stato contestato pubblicamente per ben due volte. Prima nel Lancashire e poi nell'Essex, qualcuno dalla folla gli ha urlato: "Carlo, da quanto tempo sai di Andrea e di Epstein?". Nel frattempo, la Thames Valley Police sta esaminando le accuse secondo cui Andrea avrebbe divulgato informazioni riservate a Epstein durante il suo mandato come inviato commerciale del Regno Unito, condividendo dettagli sulle sue visite ufficiali a Hong Kong, Vietnam e Singapore nel 2010. Il gruppo anti-monarchico Republic ha formalmente denunciato l'ex principe, e Scotland Yard ha confermato di star valutando le informazioni.

Le prove contro Andrea si accumulano da anni. Virginia Giuffre, morta suicida la scorsa primavera, aveva raccontato nelle sue memorie Nobody's Girl di aver avuto rapporti sessuali con il principe in tre occasioni diverse a partire dal marzo 2001, quando aveva diciassette anni. Nel suo libro descrive come Ghislaine Maxwell le avesse annunciato una "giornata speciale" in cui avrebbe incontrato un "bellissimo principe", proprio come Cenerentola. Quella sera, al nightclub Tramp di Londra, Andrea "sudò copiosamente" ballando con lei, prima di tornare a casa della Maxwell dove le venne detto: "Quando torni a casa, devi fare per lui quello che fai per Jeffrey".

Andrew Lownie, autore della biografia Entitled: The Rise and Fall of the House of York, ha dichiarato senza mezzi termini: "Abbiamo molte storie di donne portate da Andrea e credo che ci siano solide basi perché la polizia metropolitana riapra il caso". Nonostante Andrea abbia sempre negato ogni accusa, i documenti sollevano interrogativi inquietanti su cosa i cortigiani sapessero delle sue interazioni con Epstein all'interno delle residenze reali, e soprattutto su quanto fosse informata la defunta regina Elisabetta II.

Fu proprio la sovrana a contribuire al pagamento del risarcimento di dodici milioni di sterline a Virginia Giuffre per chiudere la causa civile contro Andrea, nonostante lui continuasse a negare di averla mai incontrata. Una scelta che oggi appare ancora più controversa alla luce delle nuove rivelazioni. Elisabetta II si trovava a Balmoral quando Epstein visitava Buckingham Palace con le modelle al seguito, e i cortigiani avrebbero dovuto informarla di ciò che accadeva nella sua residenza. Non sembra che lo abbiano fatto, o che lei abbia mai preteso di saperlo.

Gli Epstein Files riservano ombre pesanti anche su Sarah Ferguson, ex moglie di Andrea. Le email rivelano che nel gennaio 2010, quando Epstein era già stato condannato per adescamento di minori, Fergie gli scrisse: "Sposami e basta", ringraziandolo per la sua "generosità e gentilezza" e dichiarandosi "al suo servizio". Non si trattò di un episodio isolato: nel settembre 2009 aveva già ventilato l'idea del matrimonio, suggerendo inizialmente che Epstein sposasse un'altra donna, per poi aggiungere: "Va bene, allora sposami tu e l'assumiamo". Ferguson, che dopo la separazione da Andrea nel 1992 accumulò debiti per oltre 3,7 milioni di sterline, ha ammesso nel 2011 di aver permesso a Epstein di pagare circa quindicimila sterline dei suoi debiti, anche se la cifra potrebbe essere molto più alta.

Le carte svelano anche un commento scioccante della Ferguson sulla figlia Eugenie. In una email del marzo 2010, rispondendo a una proposta di viaggio a New York di Epstein, scrisse: "Non sono ancora sicura di poter venire. Aspetto che Eugenie torni da un weekend di sesso!". La principessa, all'epoca diciannovenne, stava trascorrendo del tempo con l'allora fidanzato Jack Brooksbank, oggi suo marito.

Dietro le quinte, il principe William sta agendo con determinazione per spegnere lo scandalo e proteggere il futuro della monarchia. Il futuro re vuole che Andrea venga trasferito definitivamente nella sua nuova residenza, la Marsh Farm nel Norfolk, lontano dalla famiglia reale. L'ex principe ha già lasciato di notte il Royal Lodge di Windsor, dove aveva ospitato Epstein e Maxwell nel 2006, per trasferirsi temporaneamente a Sandringham in attesa che i lavori alla nuova casa vengano ultimati. Secondo Charlotte Griffiths nella newsletter Palace Confidential, la vicenda avrebbe incrinato anche i rapporti tra William e la cugina Eugenie, un tempo molto legati. Ogni connessione con Andrea rappresenta oggi un potenziale elemento di imbarazzo istituzionale per un erede al trono sempre più deciso a segnare una rottura netta con il passato.

Lo scandalo continua a crescere e le richieste di un'indagine penale si fanno sempre più pressanti. Il flusso ininterrotto di rivelazioni sempre più sordide sul comportamento di Andrea all'interno di palazzi e residenze reali sta diventando non solo degradante, ma anche profondamente scioccante per l'opinione pubblica britannica. Mentre William e Kate concentrano pubblicamente i loro pensieri sulle vittime, la monarchia britannica affronta una delle crisi reputazionali più gravi della sua storia recente, con un ex principe della corona che comunica con Epstein da un account email definito "l'Uomo Invisibile" e che firmava le sue email "A xxx".

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