208 d.C. nella Cina imperiale si sono appena placati nel sangue alcuni moti di ribellione con la sconfitta di alcuni signori della guerra, sembra che la situazione abbia raggiunto un equilibrio, ma dai regni del sud giungono notizie che la ribellione in realtà abbia ancora dei fautori. I regni del sud dovranno così unirsi, superare conflitti e rivalità per affrontare lesercito di Cao Cao e contrastare lambizioso primo ministro, che dopo lunificazione della Cina aspira ad impadronirsi del trono. La battaglia dei tre regni è un magnifico affresco storico girato con larguzia visiva e la sontuosità tipica dei kolossal orientali, veramente imponente il dispiego di mezzi e uomini nel ricostruire la leggendaria battaglia di Chibi. Il regista John Woo affronta lepica del kolossal rispettando in pieno canoni e clichè richiesti dal genere, ma regalando alla pellicola una dinamicità ed un realismo tipici del suo stile, in particolare le sequenze che rievocano le battaglie danno un idea del suo approccio meno etereo al classico wuxiapian, il racconto epico e cavalleresco made in China. Il film, uscito in patria diviso i due parti per un totale di oltre quattro ore di durata, arriva sui nostri schermi in una versione ridotta e più fruibile, circa due ore mezza, versione che nonostante gli imponenti tagli non perde vigore e rimane un gioiello imperdibile sia per chi ama il cinema orientale, sia per chi vuole approcciarsi per la prima volta a questo genere.