Sì, 12 Soldiers nasce da una vicenda reale, mentre la battaglia finale, l’antagonista e diversi passaggi drammatici sono rielaborazioni cinematografiche. Al centro della storia autentica c’era l’ODA 595, un distaccamento di dodici Berretti Verdi del 5th Special Forces Group comandato dal capitano Mark Nutsch. Nella notte tra il 19 e il 20 ottobre 2001, la squadra attraversò l’Hindu Kush su un MH-47E e raggiunse la valle del Darya Suf, nel nord dell’Afghanistan.
La missione consisteva nel sostenere le forze di Abdul Rashid Dostum, raccogliere informazioni, individuare le posizioni nemiche e dirigere gli attacchi aerei statunitensi. Il Team Alpha della CIA operava già sul posto e aveva stabilito il collegamento con Dostum. Il terreno montuoso impose l’uso di cavalli locali: Nutsch possedeva esperienza maturata in un ranch e nei rodei, mentre molti compagni dovettero imparare durante le operazioni. La caduta di Mazar-e Sharif arrivò dopo circa tre settimane di avanzate coordinate. Tutti i dodici uomini dell’ODA 595 sopravvissero alla campagna del 2001.
Dall’11 settembre all’Afghanistan
Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, Mark Nutsch chiese di lasciare il recente incarico di stato maggiore e tornare al comando dell’ODA 595. Non aveva ancora combattuto, pur avendo una solida esperienza operativa e internazionale. Il 5 ottobre, i dodici Berretti Verdi partirono da Fort Campbell e raggiunsero la base di Karshi-Khanabad, chiamata K2, in Uzbekistan. Le condizioni meteorologiche causarono diversi rinvii dell’infiltrazione.
Il 17 ottobre, il Team Alpha della CIA entrò nella valle del Darya Suf e incontrò Dostum. Due notti dopo, l’ODA 595 attraversò l’Hindu Kush a bordo di un elicottero del 160th Special Operations Aviation Regiment. La squadra atterrò a Dehi, circa cento chilometri a sud di Mazar-e Sharif. L’ordine operativo prevedeva il sostegno a Dostum e la creazione di condizioni ostili per talebani e organizzazioni terroristiche.
La guerra combattuta a cavallo
Il 20 ottobre, Nutsch, Dostum e gli operatori della CIA concordarono le prime operazioni. Metà dell’ODA 595 seguì il comandante uzbeko verso il fronte, mentre gli altri uomini prepararono la base e organizzarono i rifornimenti. Le montagne rendevano molte aree impraticabili ai veicoli, perciò i Berretti Verdi utilizzarono cavalli locali. Ogni cavalcatura affidata a un americano sottraeva però un animale a un combattente afghano.
Nutsch sapeva cavalcare grazie all’esperienza nei ranch e nei rodei. Molti compagni avevano invece una preparazione minima o nulla e dovettero adattarsi rapidamente, anche alle dure selle del posto. Tra il 21 e il 25 ottobre, gli americani coordinarono attacchi aerei seguiti dalle avanzate delle forze uzbeke di Dostum. Le operazioni contribuirono alla caduta delle posizioni talebane di Bishqab, Cobaki e Chapchal.
Una squadra divisa sul fronte
Alla fine di ottobre, l’arrivo di altro personale per il controllo aereo e il comando consentì di ampliare le operazioni. L’ODA 595 si divise più volte in nuclei di due o tre uomini, schierati a grande distanza e associati a differenti formazioni afghane. Da posizioni elevate, gli americani individuavano gli obiettivi e dirigevano la potenza aerea contro postazioni fortificate, artiglieria e mezzi corazzati.
Il 2 novembre entrò in Afghanistan anche l’ODA 534, destinata ad affiancare il comandante tagiko Atta Mohammad Noor. Le forze hazara di Mohammad Mohaqiq parteciparono a loro volta all’avanzata. L’Alleanza del Nord combatteva i talebani già prima dell’arrivo dei Berretti Verdi. Il compito statunitense comprendeva quindi il sostegno e il coordinamento di fazioni rivali. Dostum rimase un alleato efficace e controverso, segnato da cambi di schieramento e gravi accuse di violenza.
La caduta di Mazar-e Sharif
Tra il 5 e l’8 novembre, le forze di Dostum, Atta e Mohaqiq attaccarono le difese talebane nel settore di Tiangi. Le squadre statunitensi operarono da crinali differenti e coordinarono bombardamenti che costrinsero i difensori ad abbandonare il passo. Le forze afghane eseguirono anche autentiche cariche dopo gli attacchi aerei; alcuni americani avevano cavalcato con loro in scontri precedenti.
Il 9 e il 10 novembre, le forze dell’Alleanza del Nord entrarono a Mazar-e Sharif. La perdita della città e dell’aeroporto provocò il rapido cedimento delle posizioni talebane in gran parte dell’Afghanistan settentrionale. Le operazioni proseguirono oltre quella vittoria. Membri dell’ODA 595 furono coinvolti anche nella risposta all’insurrezione dei prigionieri di Qala-i-Jangi, durante la quale l’ufficiale della CIA Johnny Micheal “Mike” Spann venne ucciso il 25 novembre. I dodici Berretti Verdi superarono vivi la campagna del 2001.
Quanto è fedele il film alla realtà
12 Soldiers conserva il nucleo documentato: dodici Berretti Verdi raggiunsero il nord dell’Afghanistan, combatterono al fianco di Dostum, usarono cavalli e coordinarono attacchi aerei. Mitch Nelson e Hal Spencer corrispondono a Mark Nutsch e Bob Pennington, con nomi e vicende personali modificati. Pennington non subì la grave ferita mostrata nel film.
Mullah Razzan, la sua vendetta personale e l’esecuzione finale sono invenzioni. Anche la carica compatta degli americani contro mitragliatrici e mezzi corazzati rielabora gli scontri di Tiangi. Mazar-e Sharif cadde grazie all’azione congiunta delle milizie di Dostum, Atta e Mohaqiq, dell’ODA 595, dell’ODA 534, della CIA, dei controllori dell’aeronautica e degli equipaggi impegnati negli attacchi.
Domande frequenti
12 soldiers è una storia vera?
Sì, in parte. Il film deriva dalla missione reale dell’ODA 595, composta da dodici Berretti Verdi inviati nel nord dell’Afghanistan nell’ottobre 2001. La battaglia conclusiva, Mullah Razzan e numerosi snodi drammatici sono rielaborati o inventati.
Cosa è successo davvero?
L’ODA 595 raggiunse la valle del Darya Suf per sostenere Abdul Rashid Dostum. Gli uomini consigliarono le milizie afghane, raccolsero informazioni, individuarono le posizioni nemiche e coordinarono gli attacchi aerei. Operarono spesso in piccoli nuclei e usarono cavalli per attraversare il territorio montuoso.
Come è andata a finire?
Le forze dell’Alleanza del Nord entrarono a Mazar-e Sharif tra il 9 e il 10 novembre 2001, dopo un’avanzata sostenuta da più fazioni afghane e unità statunitensi. Le operazioni settentrionali continuarono nelle settimane successive. Tutti i dodici membri dell’ODA 595 sopravvissero alla campagna del 2001.
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