Sex and the City è una storia vera? Le origini reali del film

Il film è una commedia di finzione nata dalle rubriche di Candace Bushnell sulla vita newyorkese.

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Autore: Redazione ,

No, Sex and the City non è tratto da una storia vera. Il suo legame con la realtà comincia nelle rubriche di Candace Bushnell sulla vita sentimentale e sociale della New York degli anni Novanta: osservazioni, conversazioni ed esperienze personali trasformate in scrittura. Da quel materiale nasce il libro del 1996, seguito dalla serie televisiva e, nel 2008, dal film scritto e diretto da Michael Patrick King.

Carrie ha un’origine parzialmente autobiografica: Bushnell la crea come proprio alter ego letterario. Il personaggio acquista poi una biografia autonoma, sviluppata attraverso la serie e il cinema. Il matrimonio mancato con Big, la riconciliazione e le vicende delle altre protagoniste appartengono alla sceneggiatura. La realtà entra nel film attraverso elementi precisi: un abito di Vivienne Westwood, un servizio di noleggio di borse, il contesto delle adozioni dalla Cina e una lettera autentica di Beethoven. Sono questi dettagli, insieme all’origine letteraria, a definire il rapporto fra la commedia e il mondo che racconta.

Carrie nasce dalle rubriche di Candace Bushnell

Fra il 1994 e il 1996 Candace Bushnell scrive la rubrica Sex and the City per il New York Observer. Il materiale comprende conversazioni, osservazioni ed esperienze della vita newyorkese. Al centro ci sono già il successo professionale femminile, la condizione di single, il denaro e le aspettative matrimoniali: questioni che accompagnano anche il successivo sviluppo dei personaggi.

La scrittura dà a questi ambienti una forma narrativa e satirica. Non rappresenta un campione statistico della popolazione. Carrie nasce in questo lavoro come alter ego letterario dell’autrice: il legame concreto riguarda anzitutto l’esperienza di una scrittrice che racconta la cronaca sentimentale di New York. Nel 1996 le rubriche vengono raccolte in un libro, che costituisce la base letteraria dell’adattamento televisivo.

Dalla serie al matrimonio inventato

La serie creata da Darren Star, sviluppata fra il 1998 e il 2004, è il passaggio decisivo fra il libro e il film. Le quattro amiche arrivano al cinema con personaggi e vicende già costruiti attraverso la narrazione televisiva. Il seguito scritto e diretto da Michael Patrick King esce nelle sale statunitensi il 30 maggio 2008.

King costruisce la commedia intorno all’amicizia, all’invecchiamento, alle aspettative amorose e al perdono. La sua ispirazione comprende Preston Sturges e la commedia sentimentale classica. Il confronto fra l’amore a vent’anni e a quarant’anni accompagna una storia autonoma: il matrimonio mancato di Carrie e Big è inventato. Anche la crisi fra Miranda e Steve e le scelte di Samantha nella relazione con Smith appartengono alla sceneggiatura.

La moda e le adozioni hanno riferimenti reali

L’abito nuziale di Carrie deriva dalla collezione autunno/inverno 2007 di Vivienne Westwood. La stilista, la maison e il modello hanno un’esistenza reale; il dono dell’abito al personaggio appartiene alla storia inventata. Anche Bag Borrow or Steal, il servizio attraverso cui Louise noleggia borse firmate, esiste prima del film: l’impresa viene fondata nel 2004. Louise resta un personaggio della sceneggiatura.

Un altro riferimento concreto riguarda la famiglia di Charlotte e Harry, che crescono Lily, adottata in Cina. Le adozioni dalla Cina erano un fenomeno documentato negli Stati Uniti: nell’anno fiscale 2004 quelle dalla Cina continentale sono 7.044. Questo dato descrive il contesto nel quale si inserisce la vicenda familiare. Lily, Charlotte e Harry appartengono alla finzione e quel contesto non identifica una famiglia reale all’origine della loro storia.

Le lettere d’amore fra storia e invenzione

Il volume Love Letters of Great Men letto da Carrie è un oggetto di scena. I testi d’amore richiamati nel film hanno però un fondamento storico. Fra questi c’è la lettera di Beethoven all’Amata immortale, che risale al luglio 1812. L’identità della destinataria rimane incerta; l’impiego delle parole del compositore nella relazione fra Carrie e Big è una scelta narrativa.

Il rapporto fra cinema e realtà prosegue dopo l’uscita del film. L’interesse per il libro immaginario porta alla pubblicazione di raccolte commerciali omonime. Il 25 novembre 2008 St. Martin’s Press pubblica Love Letters of Great Men: in questo caso, un oggetto creato per la finzione suscita una domanda concreta e diventa il punto di partenza di un’iniziativa editoriale.

Cosa c'è di reale nel film

La fedeltà del film riguarda soprattutto l’origine professionale di Carrie e alcuni elementi del suo contesto. Il lavoro di cronista sentimentale riprende quello di Bushnell; la biografia del personaggio si sviluppa autonomamente attraverso la serie e il film. Il matrimonio con Big e le crisi delle altre protagoniste sono invenzioni della sceneggiatura.

L’abito Westwood e Bag Borrow or Steal appartengono al mondo reale. L’adozione di Lily richiama un fenomeno documentato, senza ricostruire la storia di una famiglia identificata. La lettera di Beethoven è autentica, mentre il suo ruolo nella relazione fra Carrie e Big è inventato. Il volume letto da Carrie nasce come oggetto di scena e precede la raccolta pubblicata nel novembre 2008.

Domande frequenti

Sex and the City è una storia vera?

No, Sex and the City non è tratto da una storia vera. Il film prosegue le vicende della serie, nata dal libro che raccoglie le rubriche di Candace Bushnell. Carrie ha un’origine parzialmente autobiografica, ma le sue vicende cinematografiche sono inventate.

Che cosa è successo davvero?

Candace Bushnell ha scritto rubriche sulla vita sentimentale e sociale newyorkese, alimentate anche dalle proprie esperienze e raccolte in volume nel 1996. Sono reali anche l’abito Westwood, il servizio Bag Borrow or Steal, il contesto delle adozioni dalla Cina e la lettera di Beethoven all’Amata immortale.

Come è andata a finire?

Nel film Carrie e Big arrivano alla riconciliazione dopo il matrimonio mancato: questo esito appartiene alla finzione. Nella realtà, l’interesse suscitato dal volume immaginario di lettere d’amore porta alla pubblicazione di raccolte omonime, fra cui quella uscita per St. Martin’s Press il 25 novembre 2008.

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