A qualcuno piace caldo è una storia vera? I fatti dietro il film

Il film è una commedia di finzione che rielabora il massacro di San Valentino e due precedenti europei.

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Autore: Redazione ,

No, A qualcuno piace caldo non è tratto da una storia vera. Il film unisce il contesto documentato della Chicago del proibizionismo, un crimine realmente avvenuto e una trama comica già apparsa nel cinema europeo. Il riferimento storico centrale è il massacro del giorno di San Valentino: il 14 febbraio 1929 sette uomini legati alla North Side Gang di George “Bugs” Moran furono colpiti nel garage della S.M.C. Cartage Company, al 2122 di North Clark Street.

La fuga di Joe e Jerry nasce invece dalla fantasia di Billy Wilder e I. A. L. Diamond. Anche Sugar, Spats Colombo, Toothpick Charlie e gli altri personaggi sono inventati. L’idea dei musicisti travestiti per entrare in un’orchestra femminile proveniva da Fanfare d’amour del 1935 e dalla versione tedesca Fanfaren der Liebe del 1951. Wilder e Diamond trasferirono la storia nel 1929 e aggiunsero la strage affinché la minaccia dei gangster rendesse inevitabile e prolungato il travestimento.

Il massacro del giorno di San Valentino

La mattina del 14 febbraio 1929 quattro uomini entrarono nel garage della S.M.C. Cartage Company, al 2122 di North Clark Street, a Chicago. Due indossavano uniformi di polizia. Sette membri o associati della banda di Bugs Moran furono allineati contro una parete e colpiti con mitra Thompson e un fucile. Sei morirono nel garage; Frank Gusenberg sopravvisse per circa tre ore senza identificare gli assalitori.

Moran, ritenuto il probabile obiettivo, era assente e sopravvisse all’attentato. La strage si inseriva nelle guerre tra organizzazioni criminali alimentate dal mercato clandestino dell’alcol. Mandanti ed esecutori non furono accertati giudiziariamente. Al Capone, rivale di Moran, divenne il principale sospettato, anche se quel giorno si trovava in Florida e non venne mai incriminato per il delitto.

La commedia esisteva già

Il nucleo comico dei due musicisti travestiti precede il film di Wilder. Nel 1935 Richard Pottier diresse in Francia Fanfare d’amour, storia di due musicisti disoccupati che assumono identità femminili per entrare in un’orchestra di donne. Il 14 settembre 1951 debuttò a Berlino Fanfaren der Liebe di Kurt Hoffmann, nuova versione del soggetto di Robert Thoeren e Michael Logan. I protagonisti Hans e Peter si univano, sotto mentite spoglie, a un’orchestra femminile itinerante.

Queste opere contenevano già la premessa professionale e il travestimento, senza alcuna fuga provocata da una strage gangsteristica. Il soggetto di Thoeren e Logan rimase alla base di A qualcuno piace caldo; la cornice criminale, Joe e Jerry testimoni dell’eccidio e l’inseguimento degli assassini furono sviluppati per il film del 1959.

La svolta di Wilder e Diamond

Billy Wilder e I. A. L. Diamond lavorarono alla sceneggiatura per circa un anno, tra il 1957 e il 1958. Eliminarono gli altri travestimenti presenti nel materiale precedente e conservarono quello femminile. Diamond propose di collocare la vicenda nel passato. Wilder introdusse il massacro, trasformando una necessità lavorativa in una questione di vita o di morte: Joe e Jerry non possono semplicemente lasciare l’orchestra o rinunciare alle identità di Josephine e Daphne.

La nuova struttura fuse farsa, commedia romantica e racconto gangsteristico. Le riprese si svolsero dall’agosto al 12 novembre 1958. Per le scene ambientate in Florida fu utilizzato anche l’Hotel del Coronado, in California, mentre il Ritz Seminole mostrato nella storia è inventato. Il film uscì a New York il 29 marzo 1959.

La Chicago reale dietro la farsa

Dal 1920 al 1933 il proibizionismo vietò negli Stati Uniti la produzione e la distribuzione legale di alcol. A Chicago il commercio clandestino alimentò speakeasy, corruzione, racket e scontri armati tra organizzazioni rivali. Il film utilizza con precisione questo ambiente generale: locali illegali, retate, contrabbandieri e gangster appartengono al quadro storico dell’epoca.

Anche le orchestre professionali composte esclusivamente da donne erano una realtà negli anni Venti e alcune viaggiavano in tournée. Sweet Sue e le Society Syncopators restano però creazioni narrative, così come il loro viaggio specifico in Florida. Il titolo richiama il jazz suonato hot, vivace e improvvisato, contrapposto agli stili definiti sweet o costruiti attraverso una scrittura più rigida. Il film parte quindi da elementi autentici e li dispone intorno a protagonisti interamente immaginari.

Cosa c'è di reale nel film

La sequenza del garage riprende la data, la città, il tipo di luogo, l’allineamento delle vittime e l’uso dei mitra del massacro del giorno di San Valentino. Il luogo reale era la S.M.C. Cartage Company, mentre il garage di Toothpick Charlie è inventato. Nella realtà due dei quattro aggressori indossavano uniformi di polizia; il film presenta invece gangster riconoscibili in abiti civili.

Joe e Jerry non assistettero alla strage: sono personaggi di finzione, come Spats Colombo e l’informatore Toothpick Charlie. Sono inventati anche la convention degli “Amici dell’Opera Italiana”, Little Bonaparte e l’omicidio nella torta. Il Ritz Seminole è fittizio. Sul piano musicale, I Wanna Be Loved by You, del 1928, è compatibile con l’ambientazione; I’m Through with Love, registrata nel 1931, costituisce un anacronismo.

Domande frequenti

A qualcuno piace caldo è una storia vera?

No. Il film racconta una vicenda di finzione costruita attorno al massacro del giorno di San Valentino e alla premessa dei musicisti travestiti già utilizzata in due precedenti commedie europee.

Cosa è successo davvero il 14 febbraio 1929?

Quattro uomini entrarono nel garage della S.M.C. Cartage Company di Chicago e uccisero sette membri o associati della banda di Bugs Moran. Due aggressori indossavano uniformi di polizia. Moran, probabile obiettivo, non era presente.

Come è andata a finire la vicenda reale?

Il massacro rimase giudiziariamente irrisolto. Al Capone fu il principale sospettato, senza essere incriminato per la strage; nel 1931 venne condannato per evasione fiscale e morì nel 1947. Bugs Moran sopravvisse all’attentato e morì nel 1957 in un carcere federale.

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