A spasso nel tempo portò 2,3 milioni al cinema, oggi è sparito dagli abbonamenti

Nel 1996 totalizzò 2.347.684 presenze; oggi A spasso nel tempo non è incluso negli abbonamenti e resta disponibile a noleggio.

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Autore: Redazione ,
Film
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Il 13 dicembre 1996 A spasso nel tempo arrivò nei cinema italiani e totalizzò 2.347.684 presenze. Quasi trent’anni dopo, il film non è compreso negli abbonamenti delle principali piattaforme che lo distribuiscono: per rivederlo bisogna passare dal noleggio o dall’acquisto digitale. La distanza fra le due epoche è contenuta in questi due gesti, il biglietto staccato alla cassa e la singola transazione effettuata davanti a uno schermo.

Il Natale in cui riempiva le sale

Durante le festività del 1996 il film raggiunse 2.347.684 presenze nel circuito cinematografico italiano. I primi dati natalizi, raccolti quando era distribuito in 158 copie, gli attribuivano 13 miliardi e 581 milioni di lire. Nella stessa classifica Il gobbo di Notre Dame era davanti con 17 miliardi e 720 milioni, ma A spasso nel tempo risultava il titolo più visto nei tre giorni di Natale.

Quel passaggio natalizio non fu un episodio isolato di pochi giorni. A fine stagione A spasso nel tempo occupò il quarto posto fra i cento maggiori incassi italiani del 1996-1997. Davanti aveva Il ciclone, Il gobbo di Notre Dame e Ransom – Il riscatto; dietro lasciava La carica dei 101. La sua dimensione dell’epoca si misura quindi sia con le presenze complessive sia con la posizione raggiunta nell’intera stagione.

Un film dentro la ripresa del cinema

Il 1996 segnò per il mercato cinematografico italiano il primo aumento di presenze e incassi dopo una discesa continuata dal 1990. L’anno seguente i biglietti venduti in Italia superarono nuovamente i cento milioni. A spasso nel tempo uscì dunque nel momento iniziale di quella risalita, con una distribuzione natalizia capace di collocarlo immediatamente accanto ai maggiori titoli italiani e statunitensi della stagione.

Il calendario era affollato: nelle sale c’erano produzioni Disney, commedie italiane e film d’azione americani. I 13,581 miliardi di lire registrati durante il Natale collocavano il film davanti a Sono pazzo di Iris Blond, Il ciclone, Spiriti nelle tenebre, Daylight ed Evita in quella fotografia provvisoria del mercato. Non occorre ricostruire un’impressione collettiva: copie, lire e posizione in classifica descrivono già la sua esposizione.

Novantaquattro minuti e una coppia centrale

La regia era di Carlo Vanzina, mentre Christian De Sica e Massimo Boldi interpretavano Ascanio e Walter. Il cast principale comprendeva inoltre Dean Jones, Marco Messeri, Ela Weber e Veronika Logan. La storia partiva dagli Universal Studios di Los Angeles: un guasto alla macchina del tempo trasportava i due protagonisti nella preistoria e poi in diverse epoche, organizzando il film come una successione di incontri e cambi d’ambientazione.

La durata ufficiale è di 94 minuti. La macchina del tempo permetteva di conservare i due protagonisti e sostituire di volta in volta costumi, scenari e figure storiche. Dean Jones interpretava l’inventore che tentava di riportarli al punto di partenza; De Sica e Boldi rimanevano il collegamento fra i diversi segmenti. Il viaggio temporale era quindi anche la struttura produttiva dell’opera, non soltanto il suo punto di partenza narrativo.

Il seguito arrivò dopo meno di un anno

La risposta industriale arrivò rapidamente. A spasso nel tempo – L’avventura continua uscì l’11 dicembre 1997, 363 giorni dopo il primo capitolo. Carlo Vanzina tornò alla regia, mentre Christian De Sica, Massimo Boldi e Marco Messeri rimasero nel cast. Il seguito durava 88 minuti e riportava nelle sale lo stesso meccanismo del viaggio fra epoche differenti.

La serie cinematografica si fermò a quei due titoli consecutivi, uno del 1996 e uno del 1997. Non fu trasformata in una successione annuale, né ripartì negli anni successivi con un remake per le sale. Il passaggio dal primo al secondo film documenta però quanto velocemente venne utilizzato il risultato iniziale: il marchio tornò sul grande schermo prima che fosse trascorso un anno intero.

Dal botteghino al noleggio digitale

Oggi A spasso nel tempo ha una pagina nello store di Prime Video, ma non è incluso nell’abbonamento Prime. Lo stesso vale per le offerte censite su Rakuten TV, CHILI e Apple TV: nessun abbonamento comprende il film. La presenza digitale esiste, ma assume la forma di un acquisto separato e non quella di un titolo raggiungibile pagando soltanto il canone mensile del servizio.

Su Prime Video il noleggio in alta definizione costa 3,99 euro, mentre l’acquisto in alta definizione costa 9,99 euro. Rakuten TV e CHILI propongono a loro volta noleggio e acquisto, con prezzi differenti in base alla definizione. Il film, quindi, non è scomparso dalla distribuzione legale: è passato da 158 copie cinematografiche durante il Natale del 1996 a una disponibilità individuale negli store digitali.

Trecentoquarantasei voti contro milioni di presenze

La valutazione media registrata per il film è 5,202 su 346 voti. Il numero va letto per ciò che misura: una media prodotta da un gruppo di utenti, non l’affluenza nelle sale e nemmeno un sondaggio sul pubblico del 1996. Le 2.347.684 presenze cinematografiche e i 346 voti appartengono a sistemi differenti, ma mostrano due scale numeriche molto lontane.

Al cinema il film coinvolse più di due milioni di ingressi e raggiunse la quarta posizione stagionale; la sua traccia numerica odierna, nella votazione indicata, dipende da poche centinaia di contributi. Il voto non consente di stabilire che cosa pensassero gli spettatori alla prima uscita. Permette invece di quantificare quante persone hanno lasciato una valutazione nel sistema che conserva quella media.

Il viaggio più lungo è fra il 1996 e oggi

Nel 1996 A spasso nel tempo concorreva per il pubblico natalizio con 158 copie e, durante le feste, aveva già superato i 13 miliardi di lire. Nel 1997 ottenne un seguito diretto. Oggi non occupa sale, non dispone di un nuovo capitolo e non entra automaticamente nella schermata di chi paga uno dei principali abbonamenti streaming: resta raggiungibile soprattutto attraverso uno store e un pagamento dedicato.

Il divario fra le due epoche non richiede un giudizio sull’opera. Da una parte ci sono 2.347.684 presenze, il quarto posto della stagione 1996-1997 e un seguito distribuito dopo 363 giorni; dall’altra ci sono 346 voti registrati e un catalogo digitale basato sul noleggio o sull’acquisto. A spasso nel tempo continua a essere disponibile, ma il suo spazio misurabile è passato dalla classifica nazionale delle sale alla scelta del singolo utente.

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