Close è una storia vera? Cosa c’è di reale nel film

Close è finzione: realtà autobiografica e ricerca psicologica sostengono la storia di Léo e Rémi.

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Autore: Redazione ,

No, Close non è tratto da una storia vera. Il film rielabora due materiali reali: l’esperienza di Lukas Dhont, cresciuto nella provincia fiamminga, e gli studi longitudinali di Niobe Way sulle amicizie maschili nell’adolescenza. Léo, Rémi, le loro famiglie, la scuola, la fattoria di fiori e la tragedia sono creazioni narrative. Non esiste un caso documentato che colleghi la rottura di un’amicizia alla morte raccontata nel film.

Dhont visse da ragazzo il passaggio da amicizie maschili affettuose alla paura dell’intimità e del giudizio. Durante la pubertà allontanò alcuni amici e subì a sua volta la distanza altrui. Way osservò invece circa 150 adolescenti statunitensi, in prevalenza ragazzi di colore provenienti da comunità operaie, seguendone l’evoluzione dalla prima alla tarda adolescenza. Close trasferisce quel fenomeno in una comunità rurale fiamminga e lo concentra attorno ai tredici anni. La vicenda resta finzione; paura, vergogna, pressione sociale e progressiva disconnessione emotiva hanno una base autobiografica e psicologica documentata.

L’esperienza personale di Lukas Dhont

L’origine autobiografica di Close riguarda la crescita emotiva di Lukas Dhont nella provincia fiamminga. Da bambino ebbe amicizie maschili affettuose; con la pubertà arrivarono la paura dell’intimità e il timore che quella vicinanza fosse giudicata o letta soltanto in termini sessuali. Allontanò alcuni amici e venne allontanato da altri, vivendo in prima persona la perdita di una connessione importante. Questo vissuto fornisce al film vergogna, esitazione e rifiuto, mentre gli avvenimenti restano costruiti per la sceneggiatura. Rémi non ha una controparte documentata nella vita del regista. Anche Léo, le famiglie, la scuola e la fattoria di fiori appartengono alla finzione. L’esperienza reale coincide con il movimento dalla vicinanza alla distanza, senza comprendere la tragedia narrata sullo schermo.

Gli studi sulle amicizie tra ragazzi

Prima del 2011, Niobe Way seguì longitudinalmente circa 150 adolescenti statunitensi, in prevalenza ragazzi di colore provenienti da comunità operaie. Le interviste mostrarono che molti ragazzi, soprattutto nella prima adolescenza, parlavano degli amici maschi con affetto, fiducia e vulnerabilità. Condividevano segreti, esprimevano una forte dipendenza emotiva e usavano apertamente parole come amore. Verso la tarda adolescenza, numerosi partecipanti diventavano più diffidenti, isolati e cauti nel nominare i sentimenti. Le pressioni culturali premiavano autonomia e distanza emotiva, mentre associavano la vulnerabilità a ciò che veniva definito femminile o gay. Il volume Deep Secrets: Boys’ Friendships and the Crisis of Connection, pubblicato nel 2011, raccolse questa ricerca e contestò l’idea che i ragazzi siano naturalmente incapaci di intimità. Il film adotta questa progressiva crisi di connessione come struttura concettuale.

La tragedia nasce durante la scrittura

Dopo il 2018, mentre cercava il soggetto successivo a Girl, Dhont lesse il lavoro di Way e vi riconobbe una dinamica affine alla propria esperienza. Nella scrittura con Angelo Tijssens nacquero Léo, Rémi e la loro vicenda. La morte di Rémi non apparteneva all’idea iniziale: entrò durante lo sviluppo, dopo letture sul rapporto tra isolamento, perdita delle connessioni e salute mentale. Questo passaggio creativo non deriva da un caso biografico o giudiziario. La compagna che interroga pubblicamente i ragazzi, il rapido rifiuto di Léo, l’hockey, l’oboe, la fattoria di fiori, il lutto e il confronto con la madre di Rémi sono elementi inventati. Anche il senso di responsabilità vissuto da Léo appartiene alla trama. La ricerca richiamata dal film descrive tendenze collettive lungo diversi anni e non permette di attribuire un suicidio alla fine di una singola amicizia.

Una storia belga costruita dalla ricerca

Nel 2022 Close fu presentato al Festival di Cannes e vinse il Grand Prix. La forma resta quella di un film di finzione naturalistico. L’orientamento sessuale di Léo e Rémi è lasciato deliberatamente indefinito: il punto riguarda la pressione esercitata su qualunque intimità tra ragazzi, indipendentemente dal fatto che il legame sia platonico, romantico o sessuale. Il riferimento a Little Men di Ira Sachs rientra nello stesso interesse per la rappresentazione rara di un’amicizia sensibile tra due ragazzi. Close colloca il fenomeno in una comunità rurale fiamminga, con due tredicenni bianchi. Gli studi di Way riguardavano adolescenti statunitensi, soprattutto ragazzi di colore di ambienti operai, e seguivano il cambiamento fino alla tarda adolescenza. Il film trasferisce, anticipa e comprime quel processo per esigenze drammatiche.

Cosa c'è di reale nel film

La vicinanza iniziale tra Léo e Rémi riflette comportamenti documentati: molti ragazzi della prima adolescenza esprimono affetto, condividono segreti e descrivono gli amici con un linguaggio vicino a quello amoroso. Anche la paura che questa intimità venga classificata come femminile o gay ha un fondamento negli studi adottati dal film. La domanda pubblica dei compagni, l’hockey, l’oboe, la fattoria e il suicidio appartengono invece alla sceneggiatura.

La trasformazione di Léo concentra in poche settimane un processo osservato nel corso di anni. Cambiano anche il contesto e le identità sociali: la ricerca riguardava soprattutto ragazzi di colore di comunità operaie statunitensi, mentre il film segue due tredicenni bianchi nella provincia fiamminga. L’indeterminatezza del loro legame è fedele all’intenzione centrale: mostrare la pressione sociale sull’intimità maschile senza assegnare ai personaggi un orientamento preciso.

Domande frequenti

Close è una storia vera?

No. Léo, Rémi, le loro famiglie e la tragedia sono creazioni narrative. Il film rielabora l’esperienza emotiva di Lukas Dhont e gli studi di Niobe Way sulle amicizie maschili durante l’adolescenza.

Che cosa è successo davvero?

Dhont visse amicizie maschili affettuose e durante la pubertà sperimentò paura, vergogna e perdita dell’intimità. Way documentò un processo simile in circa 150 adolescenti statunitensi: con la crescita, molti diventavano più distanti e meno disposti a esprimere vulnerabilità.

Come è andata a finire?

Non esiste una vicenda reale con un finale corrispondente. La morte di Rémi, il lutto di Léo e il confronto con la madre dell’amico sono sviluppi fittizi introdotti durante la scrittura. Nessun suicidio reale documentato servì da modello alla trama.

Immagine e dati sul film forniti da TMDB. Questo contenuto utilizza le API di TMDB, che non lo approva né lo certifica.

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