Il dottor Stranamore anticipò Perimeter, che l’URSS mise in servizio nel 1985

Nel 1964 Kubrick mostrò una rappresaglia nucleare automatizzata; nel 1985 l’Unione Sovietica mise Perimeter in servizio.

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Autore: Redazione ,
Film
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Il 29 gennaio 1964 arrivò nelle sale un film di 95 minuti in cui un ordine nucleare parte dalla catena di comando americana, diventa quasi impossibile da revocare e incontra un sistema sovietico costruito per rispondere senza possibilità di arresto. Il 29 gennaio 1964 è quindi la data da cui misurare la previsione del Dottor Stranamore: non l’esistenza della bomba, già nota, ma la perdita di controllo prodotta dall’intreccio fra procedure, comunicazioni e automazione.

Stanley Kubrick diresse il film con un budget di 1,8 milioni di dollari. L’incasso mondiale fu di 9,5 milioni: 7,7 milioni in più del costo dichiarato, senza confondere l’incasso lordo con il profitto. Questi numeri fissano anche la circolazione commerciale di un’opera che trasformò un problema tecnico-militare in una storia destinata al pubblico.

Il 1964 veniva dopo la crisi di Cuba

Il contesto era misurabile. Il 14 ottobre 1962 un aereo U-2 fotografò a Cuba le installazioni missilistiche sovietiche; il 28 ottobre Nikita Krusciov annunciò che i missili sarebbero stati smantellati e rimossi. L’uscita del film avvenne 458 giorni dopo la conclusione politica della crisi di Cuba, durante la quale Stati Uniti e Unione Sovietica avevano dovuto interpretare intenzioni e messaggi sotto la pressione di armi già schierate.

Nel frattempo i due governi avevano firmato, il 20 giugno 1963, l’accordo per un collegamento diretto. L’apparato previsto non era il telefono colloquiale entrato nell’immaginario: l’allegato tecnico indicava un circuito telegrafico duplex permanente e un collegamento radiotelegrafico di riserva. Il 10 ottobre 1963 entrò inoltre in vigore il trattato che vietava gli esperimenti nucleari nell’atmosfera, nello spazio e sott’acqua. Il film uscì dentro questa fase di riduzione del rischio, non prima che il rischio fosse noto.

La previsione riguardava il sistema

Nel film il generale Jack D. Ripper applica il piano R e invia i bombardieri B-52 contro l’Unione Sovietica. Gli equipaggi accettano l’ordine perché arriva attraverso una procedura autenticata; il dispositivo CRM 114 impedisce poi di ricevere normali comunicazioni senza il prefisso corretto. La previsione precisa è una catena autorizzata che continua a funzionare anche quando l’autorità politica tenta di fermarla.

Al secondo capo della catena c’è la Macchina dell’Apocalisse: un attacco al territorio sovietico innesca automaticamente la rappresaglia e il sistema non può essere disattivato. L’ambasciatore sovietico aggiunge il difetto decisivo per la deterrenza: la sua esistenza non è stata ancora annunciata. Kubrick mette così nella stessa sequenza un ordine umano illegittimo, comunicazioni bloccate e una risposta affidata a un automatismo irreversibile.

Novantacinque minuti e quattro candidature

Peter Sellers interpreta tre nodi diversi della decisione: il capitano Mandrake, il presidente Merkin Muffley e il dottor Stranamore. Accanto a lui compaiono George C. Scott, Sterling Hayden, Keenan Wynn, Slim Pickens e Peter Bull. Il cast distribuisce il meccanismo fra la base aerea, la sala operativa, il bombardiere e il collegamento con Mosca, senza attribuire tutto a un solo computer.

Nel 1965 il film ottenne quattro candidature agli Oscar: film, regia per Kubrick, attore per Sellers e sceneggiatura adattata. Nello stesso anno vinse ai BAFTA come film, film britannico, scenografia britannica in bianco e nero e nell’United Nations Award. L’accoglienza dell’epoca è quindi quantificabile attraverso quattro candidature statunitensi e quattro premi britannici, oltre all’incasso mondiale già registrato.

Nel 1979 una simulazione entrò nel sistema reale

Il 9 novembre 1979 i centri di comando statunitensi ricevettero false indicazioni di un attacco su larga scala. La causa fu l’introduzione involontaria di dati simulati nel sistema operativo del NORAD. Venne convocata una conferenza per valutare la minaccia, ma gli altri strumenti non confermarono l’attacco e l’allarme fu riconosciuto come falso.

Erano trascorsi esattamente 5.763 giorni dall’uscita del film. Il fatto reale non ripeté il generale ribelle della storia: mise però in funzione lo stesso conflitto fra messaggio e realtà. Dati creati per un’esercitazione entrarono nel canale usato per sorvegliare un attacco autentico. La separazione fra prova e operazione, decisiva nel sistema, era stata violata da un inserimento non intenzionale.

Nel 1980 bastò un componente difettoso

Il 3 giugno 1980 comparvero di nuovo false indicazioni di attacco nei sistemi statunitensi. Questa volta la causa fu un componente guasto nel computer che elaborava le comunicazioni. Il 6 giugno, durante una prova operativa, lo stesso componente produsse un’altra indicazione falsa. Il primo episodio arrivò 5.969 giorni dopo il debutto del Dottor Stranamore.

Fra il 3 ottobre 1979 e il 6 giugno 1980 il NORAD convocò cinque conferenze di valutazione della minaccia: per un oggetto in orbita bassa, per i dati simulati, per una traiettoria sovietica interpretata come possibile minaccia e per i due episodi del componente difettoso. Il problema mostrato dal film aveva ormai una cronologia amministrativa: gli allarmi tecnici richiedevano verifiche umane prima di diventare decisioni militari.

Nel 1983 cinque missili comparvero sugli schermi

Il 26 settembre 1983 il sistema satellitare sovietico Oko segnalò il lancio di cinque missili dagli Stati Uniti. L’ufficiale di turno Stanislav Petrov giudicò l’avviso un falso allarme: un primo attacco limitato a cinque missili non corrispondeva allo scenario atteso e i radar a terra non lo confermavano. L’indagine ricondusse poi l’errore alla luce solare riflessa dalle nubi e interpretata dal sistema come un lancio.

Tra il 29 gennaio 1964 e quel turno passarono 7.180 giorni. La differenza rispetto alla macchina sovietica immaginata da Kubrick è verificabile: nel 1983 un essere umano poté classificare l’avviso prima che fosse trattato come attacco. La corrispondenza non sta dunque in una guerra avvenuta, ma nel falso segnale automatico che consegnò a pochi minuti di giudizio umano la distinzione fra allarme e realtà.

Nel 1985 l’Unione Sovietica mise in servizio Perimeter

Nel gennaio 1985 l’Unione Sovietica mise in servizio di combattimento Perimeter, un sistema di riserva progettato per trasmettere l’ordine di rappresaglia alle forze nucleari sopravvissute se un attacco avesse distrutto la direzione politica e i normali collegamenti di comando. Missili-comando avrebbero sorvolato il territorio sovietico inviando l’autorizzazione di lancio alle unità ancora operative.

Perimeter non era la macchina totalmente autonoma descritta nel film: conservava l’attivazione e una decisione umana nel circuito. Ma affidava a un’infrastruttura automatizzata la distribuzione dell’ordine dopo la perdita del comando centrale. Entrò in servizio quasi 21 anni dopo il film. I fatti successivi separarono quindi in tre episodi ciò che Kubrick aveva riunito: il falso dato nel 1979 e nel 1980, il controllo umano nel 1983 e la rappresaglia semiautomatica nel 1985.

Oggi la stessa sequenza si può leggere accanto a date e numeri ormai registrati: 95 minuti di durata, 9,5 milioni di dollari incassati nel mondo e un voto medio di 8,119 su 6.253 voti. La previsione verificabile resta circoscritta: Il dottor Stranamore mostrò nel 1964 che un sistema nucleare poteva produrre segnali falsi, restringere lo spazio della decisione umana e preparare la rappresaglia oltre la sopravvivenza del comando; tra il 1979 e il 1985 ognuno di questi meccanismi ebbe un corrispettivo documentato.