Sì, in parte: Instant Family nasce dalla storia vera di Sean e Beth Anders, mentre personaggi ed episodi sono rielaborati e intrecciati con esperienze di altre famiglie. Il regista e sua moglie accolsero contemporaneamente tre fratelli nel 2012 e li adottarono nel 2013, dopo circa un anno di affido. Prima del loro arrivo non avevano figli. Diventare una famiglia richiese un adattamento difficile, segnato anche da dubbi profondi sulla scelta compiuta.
Il nucleo autobiografico del film è questo passaggio: l’arrivo dei bambini, le difficoltà quotidiane e un legame che si costruisce gradualmente. Cambia invece un elemento centrale della composizione familiare: nessuno dei tre fratelli adottati dagli Anders era adolescente. Avevano sei anni, tre anni e diciotto mesi. Lizzy nasce anche dall’incontro con un’altra ragazza, inizialmente abbinata alla coppia insieme ai suoi fratelli. Quell’accoglienza non si concretizzò: l’adolescente sperava ancora di ricongiungersi alla madre e rifiutò il collocamento prima della convivenza.
La battuta da cui cominciò il percorso
Sean e Beth discussero per anni della possibilità di diventare genitori. A un certo punto Sean scherzò sull’idea di adottare un bambino di cinque anni: in questo modo avrebbero recuperato parte del tempo trascorso. Beth approfondì concretamente quella possibilità. La battuta presente nel film, pronunciata da Pete, ha dunque una precisa origine nella conversazione della coppia reale.
Prima dell’accoglienza del 2012, Sean e Beth frequentarono incontri e corsi preparatori con Seneca Family of Agencies, in California. L’ipotesi dell’adozione diventò così un percorso concreto, fatto di preparazione e incontri. La coppia, ancora senza figli, arrivò alla fase di abbinamento: fu allora che conobbe un’adolescente accompagnata da un fratello e da una sorella più piccoli.
L’adolescente che scelse di aspettare la madre
Il primo abbinamento riguardò proprio quei tre fratelli. Qualche settimana dopo l’incontro, però, la ragazza rifiutò il collocamento: sperava ancora di ricongiungersi alla madre. Lei e i suoi fratelli non entrarono nella casa degli Anders. I tre bambini che Sean e Beth accolsero successivamente appartenevano a un diverso gruppo di fratelli.
Da quell’incontro nasce una prima ispirazione per Lizzy, la quindicenne del film. La sceneggiatura cambia l’esito dell’abbinamento e porta la ragazza e i fratelli a vivere con Pete ed Ellie, fino all’adozione. Il personaggio cinematografico riunisce quell’esperienza e altre vicende raccolte durante la preparazione. Gli Anders non adottarono una figlia adolescente: la storia di Lizzy è una delle rielaborazioni principali rispetto alla loro esperienza familiare.
Tre bambini e un legame da costruire
Nel 2012 arrivarono tre fratelli di sei anni, tre anni e diciotto mesi. Furono gli unici bambini che Sean e Beth ebbero in affido nella propria casa. Il passaggio da nessun figlio a tre bambini contemporaneamente avvenne davvero; l’adozione legale arrivò circa un anno dopo. L’adattamento iniziale fu difficile e comprese dubbi profondi sulla decisione presa. L’attaccamento si sviluppò progressivamente.
Alcuni dettagli del film appartengono a quella quotidianità. La figlia degli Anders, arrivata a tre anni, attraversò frequenti crisi, un tratto ripreso nella bambina più piccola della famiglia cinematografica. Chiamava inizialmente Beth mamma, mentre si rivolgeva a Sean usando il suo nome. Il successivo passaggio spontaneo a papà avvenne realmente. Quella parola fu uno degli episodi attraverso cui il legame familiare prese forma.
L’adozione e le esperienze entrate nel film
Nel 2013, dopo circa un anno di affido, Sean e Beth adottarono legalmente tutti e tre i fratelli. L’arrivo nella loro casa e l’adozione furono quindi due momenti distinti. I bambini vennero accolti insieme e furono adottati insieme, al termine di quel periodo di convivenza e adattamento.
Durante la preparazione di Instant Family, distribuito nel 2018, Anders e il cosceneggiatore John Morris raccolsero anche esperienze di altre famiglie adottive e di persone cresciute in affido. Maraide Green, adottata dopo un’esperienza di affido, contribuì alla sceneggiatura e seguì le riprese come consulente. Alcuni elementi narrativi derivano dalla sua esperienza, senza riprodurla integralmente. La famiglia del film concentra così vicende degli Anders e di altre persone in un unico racconto.
Quanto è fedele il film alla realtà
Il film conserva l’accoglienza simultanea di tre fratelli e la costruzione graduale del legame familiare, cambiando età, personaggi e diversi sviluppi. Pete ed Ellie lavorano nella ristrutturazione e rivendita di case; Sean è regista e sceneggiatore, anche se le ristrutturazioni sono una passione della coppia reale. Le due assistenti sociali cinematografiche rielaborano la dinamica fra due professioniste dai caratteri diversi che seguirono gli Anders. La contea di Terrance è immaginaria; il percorso reale avvenne in California.
Anche la vicenda di Carla richiede una distinzione precisa: è documentato l’allontanamento dei bambini dalla madre per problemi di droga. La sequenza cinematografica di carcere, recupero, possibile ricongiungimento e ricaduta è una rielaborazione e non costituisce una cronaca verificata della madre biologica dei figli degli Anders.
Domande frequenti
Instant Family è una storia vera?
In parte. Il film parte dall’esperienza reale di Sean e Beth Anders, che accolsero tre fratelli nel 2012 e li adottarono nel 2013. Personaggi ed episodi combinano la loro storia con altre esperienze e rielaborazioni narrative.
Che cosa è successo davvero alla famiglia che ha ispirato Instant Family?
Sean e Beth, che non avevano figli, accolsero contemporaneamente tre fratelli di sei anni, tre anni e diciotto mesi. Affrontarono un adattamento difficile e costruirono gradualmente il legame familiare. Un precedente abbinamento con un’adolescente e i suoi due fratelli non si concretizzò.
Come è andata a finire la storia vera di Instant Family?
Sean e Beth adottarono legalmente tutti e tre i fratelli nel 2013, dopo circa un anno di affido. Anders trasformò poi parte dell’esperienza nel punto di partenza del film, integrandola con vicende di altre famiglie e persone cresciute in affido.
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