No, Itaca - Il ritorno non è tratto da una storia vera. Il film rielabora soprattutto i libri 13-23 dell’Odissea, un poema nato dalla tradizione orale greca e fissato in una forma vicina a quella conservata tra la fine dell’VIII e l’inizio del VII secolo a.C. Odisseo, Penelope, Telemaco e i pretendenti appartengono al mito e alla letteratura: non possiedono biografie storicamente documentate. Reali sono invece Itaca e il sito archeologico di Troia, in Anatolia, senza prove del ritorno dell’eroe o della guerra decennale raccontata dall’epica. La sceneggiatura di John Collee, Edward Bond e Uberto Pasolini sposta il centro del racconto sulla guerra che continua dentro il combattente e nella famiglia. Il trauma postbellico, il senso di colpa e il reinserimento dei reduci sono fenomeni reali. Applicarli a Odisseo è una lettura moderna, sostenuta anche dalla conoscenza di testimonianze di veterani del Vietnam, e non una diagnosi storica dell’antichità. Eliminando dei, mostri e viaggi, il film trasforma l’epica in un dramma psicologico contemporaneo.
L’Odissea tra tradizione e mito
L’Odissea è un poema epico, non una cronaca storica né una biografia verificabile. La tradizione orale greca lo ha trasmesso per generazioni e il testo ha assunto una forma vicina a quella conservata verso la fine dell’VIII o l’inizio del VII secolo a.C. L’attribuzione a Omero non consente di ricostruire con certezza l’identità di un singolo autore. Il mondo narrato combina memorie dell’età del Bronzo, elementi dell’età del Ferro e componenti fantastiche, quindi non corrisponde con precisione a una sola epoca. Anche i vent’anni di lontananza di Odisseo, dieci per la guerra e dieci per il viaggio, sono il tempo interno del mito.
Itaca e Troia esistono davvero
Itaca esiste davvero ed è l’isola affidata dalla tradizione al regno di Odisseo. Anche l’antica Troia corrisponde a un sito archeologico dell’Anatolia. Questi luoghi rendono concreta la geografia del racconto, però non documentano l’esistenza di Odisseo, Penelope, Telemaco, Antinoo, Laerte o Eumeo. La tradizione colloca la guerra di Troia nella tarda età del Bronzo, convenzionalmente tra XIII e XII secolo a.C. Il sito archeologico non prova la guerra decennale descritta dai poemi né le imprese dei loro protagonisti. Il terreno storico è dunque formato da luoghi reali e memorie di epoche diverse, senza una vicenda personale verificabile dietro il ritorno a Itaca.
Odisseo diventa un reduce moderno
Il film assume come realtà riconoscibile l’esperienza del reduce: trauma postbellico, senso di colpa, difficoltà nel rientrare in famiglia. Sono fenomeni documentati nei combattenti moderni. Uberto Pasolini ha sviluppato il progetto per circa trent’anni e ha costruito Odisseo come un soldato incapace di lasciarsi alle spalle la violenza. La lettura di testimonianze di veterani del Vietnam ha sostenuto questa impostazione. Il poema presenta dolore, pianto e perdita, mentre il suo eroe desidera costantemente tornare ed è ostacolato da divinità, tempeste e prigionie. Il ritardo volontario e il senso di colpa paralizzante appartengono quindi alla riscrittura contemporanea, non alla storia antica.
Un’Itaca costruita per il film
Per rendere il conflitto interamente umano, la sceneggiatura elimina Atena, Poseidone, mostri e interventi soprannaturali. L’Itaca impoverita, popolata da vedove e segnata da stupri, omicidi e violenze sistematiche, amplia in chiave moderna l’abuso dell’ospitalità e il consumo dell’oikos compiuti dai pretendenti nel poema. Anche scenografie e costumi evitano una ricostruzione filologica della Grecia micenea: il linguaggio visivo è atemporale e include riferimenti africani e asiatici. L’assenza dell’iconografia classica resta coerente con la cronologia, perché il passato eroico precede di secoli templi e abiti associati alla Grecia classica. Le riprese del 2023 si sono svolte soprattutto a Corfù e nel Peloponneso, oltre che in Italia: l’ambientazione non è stata girata interamente sull’Itaca reale.
Cosa c'è di reale nel film
Il film conserva i vent’anni d’assenza, i pretendenti nell’oikos, l’agguato contro Telemaco, l’ospitalità di Eumeo, Argo, la cicatrice riconosciuta da Euriclea e la prova dell’arco. Cambia però la dinamica del ritorno: Odisseo approda nudo e irriconoscibile senza l’intervento di Atena, Telemaco resta a Itaca ed è ostile, Laerte muore prima della strage. Lo scontro con Iro diventa mortale, Odisseo e Telemaco combattono quasi soli e Antinoo viene decapitato dal figlio, mentre nel poema è il primo pretendente colpito da una freccia di Odisseo. Il film elimina l’impiccagione delle dodici ancelle, trasforma il segreto del letto e chiude sulla riconciliazione con Penelope. L’Odissea prosegue con Laerte, la rivolta dei parenti dei pretendenti e la pace imposta da Atena.
Domande frequenti
Itaca - Il ritorno è una storia vera?
No. Il film adatta liberamente la seconda metà dell’Odissea e racconta personaggi mitico-letterari privi di biografie storicamente documentate. Sono reali Itaca, il sito archeologico di Troia e i fenomeni moderni legati al trauma dei combattenti; il ritorno di Odisseo non è un evento provato.
Cosa è successo davvero?
Non esiste una vicenda reale corrispondente alla trama. L’Odissea nacque dalla tradizione epica orale greca e raggiunse una forma vicina al testo conservato tra la fine dell’VIII e l’inizio del VII secolo a.C. Troia e Itaca sono luoghi reali, mentre la guerra decennale dell’epica e i suoi protagonisti non sono storicamente dimostrati.
Come è andata a finire?
Il film termina con la riconciliazione privata di Odisseo e Penelope, dopo la strage dei pretendenti e la partenza decisa da Telemaco. Nell’Odissea Telemaco rimane a Itaca, Laerte è vivo e incontra il figlio. Il poema prosegue con la rivolta dei parenti dei pretendenti e la pace imposta da Atena.
Immagine e dati sul film forniti da TMDB. Questo contenuto utilizza le API di TMDB, che non lo approva né lo certifica.
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