Kill Bill: Volume 2 è una storia vera? Le vere ispirazioni del film

La vendetta della Sposa è finzione; reali sono le tradizioni cinematografiche fuse da Tarantino.

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Autore: Redazione ,

No, Kill Bill: Volume 2 non è tratto da una storia vera. Il massacro nuziale, la Sposa, Bill e la Deadly Viper Assassination Squad sono invenzioni, come la vendetta scandita dalla lista e le tecniche mortali soprannaturali. Il dato reale si trova nella costruzione del film: Quentin Tarantino e Uma Thurman elaborarono il personaggio durante la lavorazione di Pulp Fiction, tra il 1993 e il 1994, concependo una donna lasciata per morta che elimina i responsabili. Kill Bill nacque come un’unica saga, girata nella stessa lunga produzione e divisa in due volumi nel 2003, quando la durata rese impraticabile l’uscita prevista in un solo film.

Volume 2 completa quella storia e concentra l’attenzione su tradizioni documentate dello spettacolo. Lady Snowblood offre una matrice della vendicatrice; il cinema marziale di Hong Kong fornisce maestri, addestramenti e archetipi; Yuen Woo-ping costruisce la coreografia; Sergio Leone ed Ennio Morricone alimentano il versante western. La realtà di Kill Bill è dunque una storia di cinema, preparazione fisica e linguaggi rielaborati.

Un solo progetto diviso in due

Durante la lavorazione di Pulp Fiction, tra il 1993 e il 1994, Tarantino e Uma Thurman elaborarono la Sposa e l’idea della donna lasciata per morta che elimina i responsabili seguendo una lista. Questa origine creativa esclude una cronaca criminale alla base del racconto. La Sposa e Bill appartengono alla finzione; anche Budd, Elle Driver, B.B., il massacro nuziale e la squadra di assassini sono invenzioni.

I due volumi furono concepiti e girati come un’unica opera durante la stessa lunga produzione. Nel luglio 2003 Miramax annunciò la divisione, perché il film era diventato troppo lungo per la distribuzione prevista. La soluzione evitò una riduzione drastica dell’opera. L’uscita statunitense del 16 aprile 2004 completò la storia iniziata dal Volume 1. Il numero nel titolo descrive quindi una scelta di montaggio e distribuzione.

La vendicatrice di Lady Snowblood

La genealogia più evidente passa da Lady Snowblood, manga pubblicato nel 1972-1973 da Kazuo Koike e Kazuo Kamimura. La protagonista è una donna cresciuta per vendicare la propria famiglia: una figura fittizia, mai presentata come biografia.

Nel 1973 Toshiya Fujita trasformò il manga in un film con Meiko Kaji. Da quell’opera Kill Bill riprende la vendicatrice, la lista dei bersagli, la narrazione frammentata e l’associazione fra bellezza visiva e violenza. Anche la musica crea un legame diretto: Kaji interpretava Yuki e cantava Shura no hana, poi ripresa nell’omaggio costruito da Kill Bill. Il modello documentato è artistico. La Sposa è una creazione autonoma inserita nel mondo di Tarantino, sviluppata a partire da una struttura narrativa già definita dal manga e dal cinema giapponese.

Pai Mei e il kung fu di Hong Kong

Pai Mei concentra l’eredità dei film marziali prodotti a Hong Kong negli anni Settanta. King Boxer, noto in Occidente come Five Fingers of Death, contribuì nel 1973 alla diffusione internazionale di quel cinema. Fra il 1977 e il 1980, Executioners from Shaolin, The 36th Chamber of Shaolin, Abbot of Shaolin e Clan of the White Lotus consolidarono il maestro implacabile, l’addestramento estenuante e il combattente dalle sopracciglia bianche.

Il Pai Mei del film deriva soprattutto dalle varianti leggendarie e cinematografiche di Bak Mei. Esiste uno stile marziale con questo nome; una biografia affidabile del presunto monaco e delle sue imprese non è documentata. Gordon Liu rende il collegamento ancora più preciso: era stato il giovane allievo di The 36th Chamber of Shaolin e aveva affrontato figure legate al maestro dalle sopracciglia bianche. Qui interpreta una figura volutamente sovrumana.

Il linguaggio dello spaghetti western

Volume 2 sposta il baricentro verso lo spaghetti western. I film diretti da Sergio Leone tra il 1964 e il 1968, accompagnati dalle musiche di Ennio Morricone, avevano definito paesaggi aridi, primi piani estremi, attese prolungate e improvvise esplosioni di violenza. Tarantino applica quelle convenzioni al Texas, al deserto e agli incontri della Sposa con Budd e Bill, costruiti come duelli ritualizzati fra personaggi isolati.

Il rapporto con quella tradizione è formale e riconoscibile. Leone non partecipò alla produzione; nei titoli finali compare una menzione dedicata alla sua memoria. Morricone non scrisse una colonna sonora originale per il film. Volume 2 usa diversi brani preesistenti, compresi materiali legati a western italiani, per trasferire nella storia della Sposa la memoria sonora di quel cinema. L’atmosfera aderisce alle immagini; la musica proviene da film precedenti.

L’addestramento e le tecniche impossibili

La componente fisica fu costruita in mesi di preparazione tra il 2002 e il 2003. Uma Thurman interpretò una protagonista interamente fittizia e si allenò per le sequenze marziali. Yuen Woo-ping trasformò quel lavoro in azione cinematografica attraverso le capacità degli interpreti, la coreografia e l’inquadratura. Le pause rituali e i movimenti elaborati documentano uno spettacolo progettato attraverso il cinema. Non registrano uno scontro senza regole.

Alcuni gesti partono da elementi reali. Un pugno a distanza molto breve genera forza coordinando gambe, anche, tronco e braccio; il film ne moltiplica gli effetti. La tecnica dei cinque colpi che fermano il cuore dopo cinque passi è fantasia. Anche la fuga dalla bara è fisicamente inverosimile: la terra entrerebbe nello spazio aperto, ostacolando scavo e respirazione. Disciplina, ripetizione e condizionamento sono elementi reali dell’addestramento. Le capacità soprannaturali sono invenzioni narrative.

Cosa c'è di reale nel film

Il film è fedele alle convenzioni che sceglie di rielaborare. Gli addestramenti ripetitivi di Pai Mei riflettono disciplina e condizionamento presenti nelle arti marziali e nel cinema Shaw Brothers; il maestro antico e infallibile resta una figura leggendaria. Il pugno a cortissima distanza ha una base tecnica reale, amplificata fino all’impossibile. La fuga dalla bara e i cinque colpi che uccidono dopo cinque passi sono invenzioni.

Anche il mondo narrativo comprime tradizioni distinte: chanbara, kung fu di Hong Kong, exploitation e spaghetti western convivono con un’organizzazione criminale fittizia. Texas, deserto, attese, primi piani e musica preesistente rendono autentico il linguaggio western. Nessuno di questi elementi trasforma la vendetta della Sposa in un fatto realmente accaduto.

Domande frequenti

Kill Bill: Volume 2 è una storia vera?

No. Kill Bill: Volume 2 non ricostruisce un delitto, una vendetta o un’organizzazione criminale realmente esistiti. Personaggi, massacro nuziale e Deadly Viper Assassination Squad sono invenzioni.

Cosa è successo davvero?

Tarantino e Uma Thurman elaborarono il concetto della Sposa tra il 1993 e il 1994. Il cast affrontò mesi di preparazione fisica e Yuen Woo-ping costruì le coreografie marziali. Il film rielabora inoltre Lady Snowblood, il cinema kung fu di Hong Kong e lo spaghetti western.

Come è andata a finire?

Non esiste un caso reale con un esito da ricostruire. I due volumi, girati come un unico progetto, furono separati durante il montaggio e la preparazione della distribuzione. Kill Bill: Volume 2 uscì negli Stati Uniti il 16 aprile 2004 e completò la storia iniziata dal Volume 1.

Immagine e dati sul film forniti da TMDB. Questo contenuto utilizza le API di TMDB, che non lo approva né lo certifica.

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