La grande scommessa è una storia vera? I fatti reali dietro il film

La storia vera di Burry, Eisman, Lippmann e Cornwall Capital, che anticiparono il crollo dei mutui subprime.

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Autore: Redazione ,

Sì, La grande scommessa è una storia vera. Tra il 2005 e il 2007 Michael Burry, Steve Eisman e il gruppo FrontPoint, Greg Lippmann e i soci di Cornwall Capital individuarono separatamente la fragilità dei titoli legati ai mutui subprime. Studiarono prestiti, RMBS e CDO, poi acquistarono credit default swap: contratti che richiedevano premi periodici e generavano forti guadagni quando specifici titoli perdevano valore.

Il film conserva questa vicenda centrale e la sua traiettoria economica. Il calo dei prezzi delle case, l’aumento delle insolvenze, il fallimento di operatori subprime e le tardive svalutazioni dei titoli trasformarono quelle posizioni in profitti enormi. La crisi raggiunse infine l’intero sistema finanziario: Bear Stearns fu acquisita con assistenza pubblica, Fannie Mae e Freddie Mac passarono sotto tutela federale, Lehman Brothers fallì e AIG ricevette sostegno dalla Federal Reserve. Nomi, rapporti personali e cronologia cambiano in più punti, mentre il meccanismo raccontato resta reale.

La previsione di Michael Burry

Tra il 1998 e il 2006 i prezzi medi delle abitazioni statunitensi più che raddoppiarono. L’espansione poggiava anche su mutui con documentazione ridotta o assente, anticipi minimi e tassi iniziali promozionali. Michael Burry esaminò i prestiti contenuti negli RMBS e concentrò l’attenzione sui mutui a tasso variabile: il rallentamento dei prezzi avrebbe ostacolato i rifinanziamenti proprio mentre le rate aumentavano.

Il 19 marzo 2005 concepì l’uso dei credit default swap contro specifiche obbligazioni subprime. Il 19 maggio Scion Capital acquistò da Deutsche Bank i primi contratti, per 60 milioni di dollari nozionali. La posizione raggiunse 750 milioni entro luglio, almeno un miliardo in ottobre e circa 1,9 miliardi al massimo. Scion pagò premi per quasi due anni, affrontando perdite contabili, richieste di rimborso e minacce legali degli investitori.

Gli altri gruppi seguono il rischio

Nel 2005 e nel 2006 Steve Eisman e il gruppo finanziario di FrontPoint studiarono mutuatari, originator e titoli ipotecari. Vincent Daniel e Danny Moses visitarono Miami, dove osservarono l’eccesso di costruzioni e quartieri vuoti finanziati con mutui subprime. Greg Lippmann, trader di Deutsche Bank, sviluppò intanto una posizione ribassista e presentò direttamente la propria tesi a Eisman nel febbraio 2006.

Charlie Ledley ricevette la presentazione di Lippmann da un amico tra settembre 2006 e gennaio 2007. Con Jamie Mai e Ben Hockett, studiò i CDO e comprò protezione soprattutto sulle tranche AA, considerate quasi prive di rischio dal mercato. Entro gennaio Cornwall Capital possedeva 110 milioni di dollari nozionali di swap in un fondo da circa 30 milioni. I protagonisti rappresentati nel film furono precoci, insieme a decine di hedge fund che acquistarono protezione subprime.

Il mercato riconosce le perdite

Nell’estate 2006 i prezzi nazionali delle abitazioni raggiunsero il massimo e iniziarono a scendere, mentre la qualità dei nuovi mutui continuava a deteriorarsi. Molti titoli conservarono valutazioni elevate. Il 31 gennaio 2007 l’indice ABX delle tranche BBB registrò un forte ribasso; il 2 aprile New Century Financial presentò istanza di fallimento. Tra giugno e luglio entrarono in crisi due fondi ipotecari di Bear Stearns.

Le svalutazioni su larga scala avviate da Moody’s e Standard & Poor’s resero visibile il rischio accumulato e contribuirono al collasso del mercato secondario. Dal 6 al 9 agosto Ben Hockett vendette dall’Inghilterra gran parte delle posizioni di Cornwall: swap costati circa un milione di dollari produssero più di 80 milioni di profitto netto. Burry iniziò a liquidare sistematicamente il 31 agosto. Entro fine anno Scion aveva realizzato oltre 720 milioni di profitti.

Dalla scommessa alla crisi sistemica

La recessione statunitense iniziò ufficialmente nel dicembre 2007. Nel marzo 2008 Bear Stearns rimase senza liquidità e fu acquisita da JPMorgan Chase con assistenza della Federal Reserve. FrontPoint vendette gli ultimi credit default swap in luglio, mantenendo posizioni ribassiste sulle azioni di istituzioni finanziarie. Gran parte dei guadagni di Cornwall e Burry era già stata realizzata nel 2007.

Nel settembre 2008 Fannie Mae e Freddie Mac passarono sotto tutela federale. Lehman Brothers presentò istanza di fallimento il 15 settembre; il giorno seguente la Federal Reserve sostenne AIG, incapace di soddisfare le richieste di garanzie legate ai suoi credit default swap. Il panico finanziario raggiunse il culmine tra settembre e novembre. La crisi contribuì a una recessione durata diciotto mesi, a una caduta del PIL reale statunitense del 4,3% e a una disoccupazione salita fino al 10%.

Quanto è fedele il film alla realtà

Il film riproduce correttamente l’analisi di Burry, l’acquisto dei credit default swap nel 2005, l’incontro tra Eisman e Wing Chau e il funzionamento di RMBS, tranche, CDO e prodotti sintetici. Cambia però diversi nomi: Mark Baum rappresenta Steve Eisman, Jared Vennett è Greg Lippmann e Brownfield Fund corrisponde a Cornwall Capital.

Charlie Geller, Jamie Shipley e Ben Rickert derivano da Charlie Ledley, Jamie Mai e Ben Hockett. Lawrence Fields riunisce più investitori di Scion. Il viaggio in Florida, il ritrovamento casuale della presentazione ribassista e l’impiegata della SEC sono alterati o inventati. Anche il suicidio del fratello di Baum sostituisce una diversa tragedia familiare di Eisman. La narrazione comprime circa tre anni di analisi, controversie e liquidazioni.

Domande frequenti

La grande scommessa è una storia vera?

Sì. La vicenda centrale è reale: Michael Burry, Steve Eisman e FrontPoint, Greg Lippmann e Cornwall Capital individuarono la fragilità dei titoli subprime e acquistarono credit default swap. Il film cambia nomi, fonde persone e modifica alcuni episodi.

Che cosa è successo davvero?

I protagonisti studiarono i prestiti contenuti in RMBS e CDO e pagarono premi per ottenere protezione contro la perdita di valore di specifici titoli. Il calo dei prezzi delle case, l’aumento delle insolvenze, il fallimento di operatori subprime e le svalutazioni del 2007 fecero crescere enormemente il valore dei loro contratti.

Come è andata a finire?

Cornwall Capital realizzò oltre 80 milioni di dollari di profitto netto e Scion superò i 720 milioni entro la fine del 2007. FrontPoint guadagnò dalle posizioni contro titoli ipotecari e banche. Nel 2008 la crisi investì l’intero sistema finanziario; Burry comunicò la chiusura di Scion Capital il 12 novembre.

Immagine e dati sul film forniti da TMDB. Questo contenuto utilizza le API di TMDB, che non lo approva né lo certifica.

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