La ragazza del mare è una storia vera? La vicenda di Trudy Ederle

Sì: il film racconta la vera impresa con cui Trudy Ederle attraversò la Manica nel 1926.

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Autore: Redazione ,

Sì, La ragazza del mare è una storia vera. Il film racconta l’impresa compiuta dalla nuotatrice statunitense Gertrude “Trudy” Ederle, che il 6 agosto 1926 attraversò realmente la Manica dalla Francia all’Inghilterra. Aveva vent’anni, era già campionessa olimpica e aveva stabilito numerosi primati, eppure nessuna donna aveva ancora completato quel percorso. Partì da Cap Gris-Nez poco dopo le 7 e raggiunse Kingsdown dopo circa quattordici ore e mezza. Le registrazioni indicano un tempo compreso fra 14 ore e 31 minuti e 14 ore e 39 minuti. Ederle divenne così la prima donna e la sesta persona a riuscire nell’impresa, migliorando di quasi due ore il precedente record assoluto maschile. La distanza minima fra le coste era di circa 33 chilometri, mentre correnti e maree portarono il percorso effettivo a circa 56 chilometri. Dietro quel successo c’erano anni di allenamento, un primo tentativo interrotto e una determinazione che trasformò il suo arrivo in un evento pubblico seguito da milioni di persone.

Dall’infanzia alle medaglie olimpiche

Gertrude Caroline Ederle nacque a Manhattan il 23 ottobre 1905, figlia degli immigrati tedeschi Henry e Gertrud Ederle. Il padre gestiva una macelleria in Amsterdam Avenue. Un episodio di morbillo le danneggiò l’udito durante l’infanzia. Imparò a nuotare nelle estati trascorse con la famiglia a Highlands, nel New Jersey, esercitandosi in acqua mentre il padre la assicurava con una corda. Intorno al 1917-1918 entrò nella Women’s Swimming Association di New York, diretta da Charlotte Epstein, e perfezionò la tecnica anche con Louis de Breda Handley. Fra il 1921 e il 1925 stabilì complessivamente 29 primati statunitensi e mondiali. Ai Giochi olimpici di Parigi del 1924 conquistò l’oro nella staffetta 4×100 metri stile libero e due bronzi individuali, nei 100 e nei 400 metri stile libero.

Il primo tentativo interrotto

Prima di affrontare la Manica, Ederle dimostrò la propria resistenza il 15 giugno 1925, nuotando da Battery Park a Sandy Hook in 7 ore e 11 minuti e stabilendo il primato del percorso. La Women’s Swimming Association aveva inizialmente scelto Helen Wainwright per la spedizione europea, ma un infortunio lasciò il posto a Trudy. Il 18 agosto 1925 Ederle tentò la traversata con Jabez Wolffe come allenatore. Dopo circa 8 ore e 46 minuti, Wolffe la ritenne in difficoltà e ordinò all’accompagnatore Ishak Helmy di afferrarla. Quel contatto invalidò immediatamente la prova. Ederle sostenne di essere ancora capace di proseguire. Le accuse di un sabotaggio deliberato da parte di Wolffe restano prive di prove. Tornata negli Stati Uniti, Trudy cambiò squadra, continuò ad allenarsi per quasi un anno e affidò la nuova preparazione a Bill Burgess.

La traversata del 6 agosto 1926

Poco dopo le 7 del 6 agosto 1926, Ederle entrò in acqua a Cap Gris-Nez con un costume a due pezzi, il corpo coperto di grasso protettivo e gli occhialini resi impermeabili con la cera. Sul rimorchiatore Alsace la seguivano Bill Burgess, il padre Henry, la sorella Meg e gli altri accompagnatori. Trudy affrontò mare mosso, pioggia, correnti, stanchezza e punture di medusa. Burgess utilizzò la propria conoscenza delle maree per dirigere la traversata, mentre giornalisti e comunicazioni radio ne seguirono l’avanzamento quasi in tempo reale. Verso sera, falò, torce e altre luci accese sulla costa inglese contribuirono a indicarle la direzione. Ederle arrivò infine a Kingsdown dopo un percorso curvilineo stimato in circa 56 chilometri. Il tempo registrato oscillò fra 14 ore e 31 minuti e 14 ore e 39 minuti, quasi due ore meno del precedente primato assoluto.

Il trionfo e gli anni successivi

La traversata rese Ederle la prima donna e la sesta persona ad attraversare la Manica a nuoto. Al ritorno negli Stati Uniti ricevette un’accoglienza eccezionale: il 27 agosto 1926 New York le dedicò una parata con lancio di coriandoli, la prima organizzata dalla città in onore di una donna, davanti a una folla stimata in circa due milioni di persone. Il padre mantenne la promessa di regalarle un’automobile. Fra il 1933 e il 1939 una grave caduta le lesionò la colonna vertebrale e impose una lunga riabilitazione. Ederle tornò a esibirsi in acqua durante l’Esposizione universale di New York del 1939. Con il progressivo aggravarsi della sordità insegnò nuoto a bambini sordi. Non si sposò e non ebbe figli. Morì a Wyckoff, nel New Jersey, il 30 novembre 2003, all’età di 98 anni.

Quanto è fedele il film alla realtà

Il film conserva con precisione il nucleo della vicenda: Trudy attraversa la Manica il 6 agosto 1926, supera il primato maschile e affronta onde, correnti, meduse e stanchezza, seguita da una barca di appoggio. Anche i falò accesi presso Kingsdown, i problemi uditivi causati dal morbillo e il ruolo decisivo di Bill Burgess sono documentati. Diverse parti sono invece modificate o inventate. Ederle non assistette all’incendio del General Slocum, avvenuto nel 1904, prima della sua nascita. Jabez Wolffe non fu il suo allenatore olimpico e non esistono prove che l’abbia avvelenata. Il primo tentativo risale al 1925, quasi un anno prima del successo. La scommessa con James Sullivan e il personaggio di Benji Zammit sono costruzioni narrative. Il film riduce inoltre la famiglia e attribuisce a Charlotte Epstein una preparazione tecnica alla quale contribuì anche Louis de Breda Handley.

Domande frequenti

La ragazza del mare è una storia vera?

Sì. Il film ricostruisce la vera impresa di Gertrude “Trudy” Ederle, prima donna ad attraversare a nuoto la Manica il 6 agosto 1926. La narrazione modifica o inventa alcuni personaggi ed episodi, mentre la traversata e il primato sono fatti reali.

Cosa è successo davvero?

Ederle partì da Cap Gris-Nez poco dopo le 7 e raggiunse Kingsdown dopo circa quattordici ore e mezza. Correnti e maree portarono il percorso effettivo a circa 56 chilometri. Divenne la prima donna e la sesta persona a completare la traversata, migliorando di quasi due ore il precedente primato assoluto maschile.

Come è andata a finire?

Il successo culminò il 27 agosto 1926 in una parata a New York davanti a circa due milioni di persone. Dopo una grave lesione alla colonna vertebrale, Ederle tornò a esibirsi nel 1939 e in seguito insegnò nuoto a bambini sordi. Morì nel New Jersey il 30 novembre 2003, a 98 anni.

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