Laguna blu è una storia vera? Le origini del film

Laguna blu nasce da un romanzo del 1908: isola, naufragio e protagonisti sono frutto d'invenzione.

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Autore: Redazione ,

No, Laguna blu non è tratto da una storia vera. Il suo punto di partenza reale è il romanzo d’avventura e formazione The Blue Lagoon, pubblicato da Henry De Vere Stacpoole nel 1908. Lo scrittore ne concepì il nucleo nel 1907: due bambini isolati, privi delle categorie culturali con cui gli adulti interpretano morte, pubertà, sessualità e nascita.

Il film del 1980 riprende quella finzione e la colloca in immagini girate soprattutto a Nanuya Levu, isola reale delle Yasawa, nelle Figi. Richard, Emmeline, Paddy, la Northumberland, l’incendio, il naufragio, Palm Tree Island e il salvataggio sono inventati. Sono autentici il contesto della navigazione oceanica precedente al canale di Panama, le isole vulcaniche con barriere coralline e risorse come pesce, cocco, frutto dell’albero del pane e fibre vegetali. La storia cinematografica rende questa sopravvivenza molto più semplice, riducendo malattie, ferite, carenze alimentari, rischi ostetrici, tempeste e difficoltà psicologiche.

La nascita del romanzo

La storia nacque all’inizio del 1907, quando Stacpoole immaginò due bambini soli davanti a fenomeni naturali e biologici senza nome né spiegazione. A settembre presentò il manoscritto all’editore T. Fisher Unwin; nel gennaio 1908 uscì The Blue Lagoon: A Romance. Il successo fu rapido e portò a numerose ristampe. Il progetto era immaginativo e filosofico: Richard ed Emmeline dovevano affrontare morte, tempeste, pubertà, sessualità e nascita senza un’educazione capace di fornire categorie e parole. Il romanzo unì motivi dell’Eden, narrativa di naufragio e letteratura infantile, con richiami ad Alice nel Paese delle Meraviglie. La sua fortuna proseguì con un adattamento teatrale londinese di 263 rappresentazioni tra 1920 e 1921, poi con i film del 1923 e del 1949.

Il contesto storico del naufragio

Nel 1903, anno in cui è ambientata la partenza, un veliero diretto a San Francisco si inseriva in un contesto credibile. Prima dell’apertura del canale di Panama nel 1914, una traversata fra Atlantico e Pacifico poteva ancora passare attorno a Capo Horn. Incendi a bordo e naufragi erano rischi reali della navigazione oceanica. La Northumberland e il brigantino abbandonato Shenandoah appartengono però al romanzo. Anche Richard, Emmeline, Paddy e la loro separazione dagli altri passeggeri sono invenzioni. Palm Tree Island non corrisponde a un’isola identificabile: Stacpoole la collocò genericamente a sud-sud-est delle Marchesi. La geografia immaginaria utilizza caratteristiche autentiche del Pacifico, comprese isole vulcaniche, lagune, barriere coralline, acque calde e risorse alimentari marine.

Dal libro alle Figi

Il film moderno prese forma con Randal Kleiser, regista e produttore, e con la sceneggiatura di Douglas Day Stewart. Il libro del 1908 fu l’ispirazione principale dichiarata; Glen and Randa, uscito nel 1971, contribuì al tema dei giovani cresciuti senza istruzione formale. Stewart rese esplicito il risveglio sessuale trattato più indirettamente dal linguaggio edoardiano del romanzo. Dopo una lunga ricerca, Kleiser scelse Nanuya Levu per la somiglianza con l’isola descritta da Stacpoole. Le riprese iniziarono il 18 giugno 1979 e il film uscì negli Stati Uniti il 20 giugno 1980. Le spiagge, la vegetazione, le acque e molti fondali sono autentici. La cascata e il grande idolo di pietra furono invece costruiti dalla produzione. Néstor Almendros privilegiò la luce naturale e la sua fotografia ottenne una candidatura all’Oscar nel 1981.

La sopravvivenza resa facile

Pesca, cocco, frutto dell’albero del pane, corde vegetali e ripari di canne hanno basi concrete. La palma da cocco può fornire alimento, liquido, combustibile, recipienti, materiale da intreccio e fibre. Questa disponibilità non assicura una vita facile: acqua potabile, dieta equilibrata, infezioni, parassiti, ferite, esposizione solare, cicloni e conservazione degli utensili restano problemi decisivi. Il film li comprime dentro una fantasia pastorale. Anche le grandi perle raccolte con frequenza sono romanzate, perché le ostriche perlifere esistono nel Pacifico mentre le perle naturali di qualità sono rare. Il parto senza assistenza elimina rischi importanti e imprevedibili. I movimenti riflessi dei lattanti in acqua non equivalgono a una capacità di nuoto sicuro. Squali e bacche finali completano la suspense: gli attacchi sono rari e la specie botanica ingerita dalla famiglia non viene identificata.

Cosa c'è di reale nel film

Il film combina un ambiente autentico con eventi inventati. È plausibile la navigazione verso San Francisco nel 1903, così come sono reali barriere coralline, pesci tropicali, squali di barriera, ostriche perlifere e risorse ricavate dal cocco. Nanuya Levu offre spiagge, vegetazione e fondali veri, sebbene Palm Tree Island sia un luogo immaginario collocato dal romanzo oltre le Marchesi. La cascata e l’idolo furono aggiunti dalla produzione. Il rito sacrificale e il popolo anonimo non ricostruiscono una comunità o un episodio documentato. Anche la salute duratura dei protagonisti, l’abbondanza di perle, il parto privo di complicazioni, il neonato capace di nuotare e l’effetto delle bacche sono semplificazioni o invenzioni narrative. La successione biologica vissuta da Emmeline resta corretta nei suoi passaggi generali.

Domande frequenti

Laguna blu è una storia vera?

No. Il film deriva dal romanzo The Blue Lagoon di Henry De Vere Stacpoole, pubblicato nel 1908. Richard, Emmeline, Paddy, la Northumberland, Palm Tree Island e il naufragio sono inventati.

Che cosa è successo davvero?

Stacpoole concepì la storia nel 1907 e pubblicò il romanzo nel gennaio 1908. Il film di Kleiser fu girato soprattutto nella reale Nanuya Levu, nelle Figi, dal giugno 1979. Sono autentici il contesto della navigazione oceanica, l’ambiente tropicale e molte risorse naturali mostrate.

Come è andata a finire?

Non esiste un finale storico, perché la vicenda non è accaduta. Nel film la famiglia ingerisce bacche rosse, si addormenta alla deriva e viene ritrovata. Nel romanzo Arthur dedica anni alla ricerca e raggiunge direttamente la scialuppa. Entrambe le conclusioni appartengono alla finzione.

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