Sì, in parte: alla base di The Untouchables - Gli intoccabili c’è una vicenda reale; il film rielabora il lavoro investigativo trasformandolo in una guerra personale e armata e attribuendo a Eliot Ness l’indagine fiscale. Tra la fine del 1930 e il 1931, il procuratore federale George E. Q. Johnson coordinò due inchieste distinte contro Al Capone. Ness guidò una squadra del Bureau of Prohibition incaricata di individuare birrifici, depositi, trasporti e punti di distribuzione clandestini dell’Outfit nell’area di Chicago. Gli agenti ricorsero soprattutto a sorveglianza, intercettazioni telefoniche, controlli delle targhe, pedinamenti e sequestri. Il rifiuto delle offerte di corruzione procurò loro il nome di «Untouchables». Parallelamente, Frank J. Wilson e l’Intelligence Unit diretta da Elmer Irey ricostruirono i redditi nascosti di Capone attraverso registri finanziari, spese e testimonianze. Fu questa seconda indagine a portare alla condanna definitiva per evasione fiscale.
La squadra affidata a Eliot Ness
Il 23 aprile 1930 la Chicago Crime Commission collocò Al Capone al primo posto nella lista dei «nemici pubblici». Dal 1º luglio il Bureau of Prohibition dipendeva dal Dipartimento di Giustizia ed Eliot Ness era assistente agente speciale responsabile nell’ufficio di Chicago. Lavorava nel servizio del Proibizionismo dal 1926 ed era quindi un investigatore esperto. Intorno al 1º novembre, il procuratore George E. Q. Johnson avviò un’indagine speciale sulla rete clandestina di Capone e affidò a Ness un gruppo federale autonomo. La squadra aveva un organico variabile e comprendeva agenti come Lyle Chapman, Joseph Leeson, Paul Robsky, Samuel Seager, Marion King, Warren Stutzman, Martin Lahart, Robert Sterling e Bernard Cloonan. I tre collaboratori principali rappresentati nel film non appartenevano al gruppo reale.
Sorveglianza, targhe e sequestri
Tra gennaio e marzo 1931 gli agenti sorvegliarono la Shields Cooperage Company, seguirono automobili e autocarri e collegarono targhe, birrifici, punti di distribuzione e sequestri alla stessa organizzazione. Il lavoro quotidiano richiedeva intercettazioni telefoniche, pedinamenti, analisi di documenti e ricostruzione dei movimenti dei mezzi. Nella primavera successiva la squadra effettuò ripetuti sequestri di birrifici, depositi, grandi quantità di birra e veicoli usati dall’Outfit. Gli agenti respinsero ingenti offerte di corruzione e la pubblicità data a quei rifiuti generò il soprannome «Untouchables». L’indagine colpì concretamente la produzione e la distribuzione clandestina. Il 12 giugno 1931 Capone e 68 associati furono incriminati per cospirazione contro il National Prohibition Act, con un impianto accusatorio che comprendeva circa 5.000 singole violazioni.
L’indagine fiscale decisiva
Mentre Ness investigava sulle attività legate al Proibizionismo, l’Intelligence Unit del Bureau of Internal Revenue conduceva un procedimento separato sui redditi di Capone. Elmer Irey ne era il responsabile superiore e Frank J. Wilson operava sul campo. Wilson individuò un registro contabile e identificò Leslie Shumway attraverso la grafia presente nei documenti. Tra il 18 e il 24 febbraio 1931 lo rintracciò a Miami, raccolse una dichiarazione giurata e lo fece testimoniare segretamente davanti al grand jury di Chicago. Shumway collegò Capone ai profitti del gioco d’azzardo e testimoniò anche durante il processo. La prova fiscale comprendeva inoltre le spese del capo dell’Outfit e le deposizioni di persone capaci di collegarlo ai redditi mai dichiarati. All’inizio di giugno un grand jury federale incriminò Capone per evasione fiscale.
Il processo e la condanna
Capone si dichiarò inizialmente colpevole confidando in una pena concordata. Quando il giudice James H. Wilkerson precisò di non essere vincolato dall’accordo, ritirò la dichiarazione e scelse il processo. Prima dell’apertura, Wilkerson sostituì il gruppo dei potenziali giurati dopo la scoperta di tentativi di manipolazione. Il processo fiscale cominciò il 6 ottobre 1931. Il 17 ottobre, dopo quasi nove ore di deliberazione, la giuria riconobbe Capone colpevole di tre reati fiscali gravi relativi al periodo 1925-1927 e di due violazioni per la mancata presentazione delle dichiarazioni del 1928-1929. Il 24 ottobre Wilkerson pronunciò una condanna a undici anni di detenzione, 50.000 dollari di multa, spese processuali e pagamento delle imposte arretrate con interessi. Le accuse costruite dalla squadra di Ness non produssero il processo decisivo.
Quanto è fedele il film alla realtà
Il film conserva l’esistenza degli Intoccabili, la corruzione che ostacolava le indagini, il rifiuto delle tangenti e la condanna finale di Capone per evasione fiscale. Gran parte dell’azione è rielaborata. Jimmy Malone e George Stone sono personaggi inventati; Oscar Wallace riunisce soprattutto elementi del lavoro reale di Frank J. Wilson. Il raid a cavallo alla frontiera canadese, gli omicidi nell’ascensore, la sparatoria con la carrozzina alla Union Station e la morte di Frank Nitti sui tetti non avvennero. Nitti era detenuto a Leavenworth durante il processo. L’uomo trovato armato in tribunale fu Philip D’Andrea, arrestato e condannato per oltraggio. Ness e Capone non ebbero i confronti mostrati: il loro unico incontro personale documentato risale al trasferimento di Capone nel 1932.
Domande frequenti
The Untouchables - Gli intoccabili è una storia vera?
Sì, in parte. Eliot Ness guidò realmente una squadra federale contro la rete clandestina di Al Capone, e il soprannome «Untouchables» derivò dal rifiuto delle offerte di corruzione. Il film inventa o modifica numerosi personaggi, sparatorie, omicidi e confronti personali, attribuendo inoltre a Ness il lavoro fiscale svolto da Frank J. Wilson e dall’Intelligence Unit.
Che cosa è successo davvero?
Gli agenti di Ness sorvegliarono impianti e veicoli, intercettarono telefonate, controllarono targhe e documenti e sequestrarono birrifici, birra e autocarri. Il loro lavoro contribuì all’incriminazione di Capone e di 68 associati per una cospirazione contro il Volstead Act. In parallelo, Frank J. Wilson ricostruì i redditi nascosti di Capone e rintracciò Leslie Shumway, testimone capace di collegarlo ai profitti del gioco d’azzardo.
Come è andata a finire?
Capone fu riconosciuto colpevole di cinque capi fiscali e il 24 ottobre 1931 ricevette una condanna a undici anni di detenzione, 50.000 dollari di multa, spese processuali e pagamento delle imposte arretrate con interessi. Scontò la pena ad Atlanta e ad Alcatraz, fu liberato nel 1939 in gravi condizioni di salute e morì nel 1947. Ness proseguì l’attività federale, lavorò poi a Cincinnati e Cleveland e morì d’infarto nel 1957.
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