Gli spettatori che hanno apprezzato la prima stagione di The Witcher dovranno aspettare un po' di tempo prima di potersi dedicare al binge watching della seconda. Il ritorno di Geralt non si concretizzerà sicuramente prima del 2021 e, nell'attesa e con la ripresa dei lavori attesa per febbraio, la showrunner Lauren S. Hissrich ha concesso un'intervista al sito Redanian Intelligence, anticipando alcuni dettagli sui futuri episodi e rivelando interessanti retroscena su quelli già disponibili.
L'importanza di Ciri
La prima stagione è stata quella che, proprio come accaduto nei racconti dell'opera letteraria di Andrzej Sapkowski, ha messo le basi per il futuro di Geralt, di Yennefer e di Ciri. Proprio la fanciulla ed erede del regno di Cintra avrà un ruolo molto importante, nelle prossime stagioni.
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Abbiamo visto negli otto episodi che, in fuga dopo la caduta del regno, la giovane principessa Cirilla riusciva solo alla fine a incontrare Geralt – come raccomandato da sua nonna, la regina Calanthe. L'avvenuto incontro tra la potente leoncina di Cintra e lo strigo a cui era destinata sarà al cuore pulsante della seconda stagione di The Witcher, anticipa la showrunner.Nell'intervista, ha spiegato:Come era legittimo aspettarsi dalla saga, Ciri sarà al centro del palco, nella seconda stagione. L'intero mondo la sta inseguendo, mentre lei deve trovare la sua salvezza e un po' di respiro ora che è con Geralt – e, dopo, con Yennefer.Show hidden content
Il problema è che Ciri e Geralt sono due perfetti estranei. Lei non sa niente di lui e non vede perché dovrebbe automaticamente fidarsi di lui – e sicuramente non comincerà a volergli bene quando Geralt inizierà a prendere decisioni legate alla sua vita, specialmente se pensiamo al fatto che sta ancora cercando di elaborare il lutto per la morte di sua nonna, a Cintra.
Dal canto suo, Geralt vuole davvero proteggere Ciri, ma non sa un bel niente su come si faccia il padre, e sa ancora meno come trovare un equilibrio tra questo compito e la necessità di continuare a fare il suo lavoro di strigo. Direi che ci sono un po' di risvolti da commedia, nel modo in cui questi due formeranno il loro legame e impareranno a stare insieme, ma tutto questo cela una più profonda riflessione su cosa significhi diventare una famiglia.
La seconda volta non si scorda mai
Quando le è stato domandato come si trovi a lavorare a The Witcher per la seconda stagione, ora che i pezzi sono già al loro posto – compresi gli attori e tutti i tasselli della macchina produttiva – la showrunner ha sottolineato che è molto più facile seguire una linea che hai tracciato, che iniziare un adattamento completamente da zero.
I lavori, insomma, dovrebbero ora essere più scorrevoli, forti delle fondamenta messe per la realizzazione dei primi otto episodi:
Penso che ogni cosa sia più semplice, la seconda volta. Ora conosciamo gli attori, sappiamo come interpretano, anche fisicamente, i loro personaggi, come trasmettono l'umorismo, come recitano le parti drammatiche, come suona la loro voce, che cosa può comportare anche solo una singola occhiata, o quando invece il silenzio è ciò che funziona meglio.
Il fatto che i personaggi abbiano iniziato il loro cammino, ora che il Continente è stato definito dagli eventi della prima stagione, ha concesso alla showrunner di concentrarsi maggiormente proprio sui protagonisti, con la seconda:
Da un punto di vista della scrittura, non dobbiamo più occuparci di tutte le informazioni necessarie per definire il mondo in cui ci troviamo. Questo significa che possiamo passare più tempo con i personaggi, a costruirli come individui, a dare risalto alle loro relazioni reciproche – e sarà divertente.
La scrittura della prima stagione
Nel corso della stessa intervista, Hissrich ha anche rivelato che una cosa particolarmente difficile da realizzare, per la prima stagione, è stato scegliere l'ordine in cui presentare i racconti di Geralt. I lettori dei libri avranno notato che non è stato seguito lo stesso proposto da Sapkowski ne Il Guardiano degli Innocenti e La Spada del Destino, con l'intento di definire il percorso di Geralt verso l'incontro con Ciri.
Come spiegato dall'autrice, non è stato difficile tanto adattare i racconti, quanto trovare il modo giusto di presentare Geralt e portarlo avanti passo passo, vista anche l'età del personaggio:
Scegliere che storia raccontare nel primo episodio è stato spaventoso. Quando stai presentando un personaggio che ha quasi cento anni, devi spiegare rapidamente di cosa si è occupato per tutta la sua vita. E devi anche dimostrare perché, dopo cento anni, dovremmo cominciare proprio ora a interessarci a quello che fa. Alla fine, ho deciso per "Il Male Minore", perché si conclude con un combattimento epico che cambia completamente la comprensione che Geralt ha di sé, del suo lavoro, del Continente.
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Si tratta, in effetti, di una scelta comune nella scrittura delle storie, che presentano inizialmente il mondo dell'eroe così com'è sempre stato, per poi vederlo scuotersi dopo un evento particolare (in questo caso, l'uccisione di Renfri) che inizia a far cambiare le priorità del protagonista della storia. È dopo la morte di Renfri, infatti, che Geralt comincia a mettere in dubbio sé stesso e a portare con sé la spilla della ragazza, come a ricordarsi che non si può davvero scegliere un male minore.C'è stata anche un'altra difficoltà, racconta la sceneggiatrice: scrivere episodi abbastanza brevi da potersi adattare a una serie TV. Quando ha iniziato ad adattare i racconti, infatti, Hissrich aveva prodotto sceneggiature molto generose, con il risultato che molte parti sono finite tagliate in sede di montaggio. Un errore che l'autrice non intende ripetere per la seconda stagione:Bisogna tenere conto anche delle limitazioni insite nel formato televisivo. L'episodio 2 e l'episodio 3 della prima stagione all'inizio duravano oltre novanta minuti ciascuno, quindi alla fine ci siamo ritrovati a tagliare alcuni dettagli e determinate scene. È uno dei cambiamenti più importanti che apporteremo nella stagione 2: stiamo scrivendo delle sceneggiature più brevi, in maniera tale che non ci si ritrovi a perdere momenti importanti e personaggi nella stanza del montaggio.
La sorpresa di Tissaia
La showrunner ha anche rivelato un altro dietro le quinte molto curioso, legato al personaggio di Tissaia de Vries, la rettrice dell'accademia magica di Aretuza interpretata da MyAnna Buring.
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Inizialmente, infatti, il dualismo tra Tissaia e Yennefer non era così marcato, ma l'interpretazione da parte di Buring ha convinto gli autori a dare maggior spazio al suo personaggio, creando un interessante intreccio tra affetto, stima reciproca e rivalità. Nelle parole della showrunner:Non avevo mai pensato che Tissaia de Vries fosse destinata a un ruolo così importante in questi primi otto episodi, ma tutto è cambiato nel momento in cui MyAnna Buring ha portato via Anya Chalotra [Yennefer, n. d. r.] dalla porcilaia, nel secondo giorno delle riprese. Queste due sono molto appassionate e dirette: nessuna di loro ha paura di mostrare un po' di tossica gelosia, né di mostrare il bisogno di essere vulnerabile, e delle volte oscillano tra l'una e l'altra cosa.
Alla fine dell'episodio 8, mi sono resa conto che, accanto al tessersi del rapporto tra Geralt e Yennefer, e tra Geralt e Ciri, volevo anche che ci fosse uno sfocio per quello tra Yennefer e Tissaia – in maniera tale che entrambe potessero, finalmente, ammettere il loro potente, forte e completamente incasinato amore materno.
The Witcher è disponibile su Netflix da dicembre 2019, con gli otto episodi della prima stagione. Dal momento che alcuni spettatori hanno avuto delle difficoltà a ricostruire i salti temporali degli eventi raccontati, Netflix ha provveduto a creare una pratica timeline: se siete tra coloro che potrebbero essersi persi qualcosa per strada, trovate i dettagli in questo articolo.
Non è stato ancora reso noto da quali libri attingerà precisamente la seconda stagione di The Witcher – ma la logica suggerisce che si farà riferimento soprattutto a Il Sangue degli Elfi, primo romanzo e terzo libro della saga. Vedremo se sarà effettivamente così o se ci saranno ulteriori sorprese. Intanto, possiamo sempre ingannare l'attesa ascoltando a ripetizione la canzone di Ranuncolo dedicata a Geralt!
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