La squadra si è riunita.
Dopo il finale di La guerra d’indipendenza, abbiamo temuto il peggio da Flynn. Ma le cose sono andate meglio di quanto pensassimo. Tra un assassino e l’altro, ovviamente.
Per un episodio, #Timeless si lascia trasportare da quel sottile confine tra magia e terrore. E lo fa con la solita grinta che contraddistingue la serie.
Questa volta ruota tutto intorno ad un’unica costante: la paura.
Ogni personaggio di Timeless, in Tra magia e realtà, è immobilizzato dalla paura. Wyatt e Rufus hanno paura di non trovare Lucy. Quest’ultima è terrorizzata all’idea di non avere il controllo del suo destino. Persino Flynn ha paura di non riuscire a distruggere Rittenhouse.
La paura non è reale. La paura non è quello che provi realmente, è una reazione del momento. Quindi svuoto la mente. E seguo il mio pensiero.
Sarà questo consiglio di Harry Houdini ad aiutare Lucy durante una prova difficile.
Per altri, però, la paura può essere anche divertente. Ed è qui che dalla magia, Timeless sfocia nell’orrore.
A catturare maggiormente l’attenzione è l’atmosfera macabra e inquietante dell’hotel in cui è ambientato questo undicesimo episodio. Non tutti sono chi dicono di essere.
E no, Wyatt e Rufus non sono finiti in una nuova stagione di #American Horror Story. I personaggi sono intrappolati in un labirinto di paure da colui che si nutre di terrore, Henry Howard Holmes. Saranno però salvati da Houdini, che è colui che gestisce e "gioca" con la paura.
Un'altra prova di coraggio per i nostri instancabili protagonisti.
Questa volta, Timeless trova lo spazio per riflettere e per ironizzare e non dimentica il fulcro centrale della serie. L'amicizia conquistata e sofferta tra Lucy, Wyatt e Rufus.
La disperata ricerca dei due ragazzi dimostra quanto i tre viaggiatori del tempo siano fortemente legati, ormai. Il momento in cui finalmente i tre sono di nuovo insieme è adorabile proprio come la prima volta in cui hanno compreso di tenere l'uno all'altro.
I tre sono come un puzzle – ed ogni volta che uno di loro è in pericolo è come se quel puzzle non funzionasse più, come se l'immagine riprodotta non fosse più quella giusta. D'altro canto, il puzzle non sarebbe neppure esistito se non fosse per quel cattivo (che poi in fondo cattivo non è) di Garcia Flynn.
Ancora più di prima, cominciamo a notare la rabbia e la ferocia del nemico. Ma scoprire che Flynn è mosso da ragioni più che umane, lo rende anche più fragile.
Insomma, per quanto sia brillante e intraprendente, l'uomo non è indistruttibile.
Nel finale dell'episodio abbiamo anche visto Flynn dare a Wyatt il nome dell'assassino di sua moglie. Sta per arrivare il momento di scoprire se la moralità di Wyatt è stata influenzata dai principi e i valori dei suoi due amici. Cosa sceglierà di fare il nostro soldato viaggiatore?
Lo scopriremo nel prossimo episodio in onda su FOX domenica alle 21.00!
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