White Chicks uscì negli Stati Uniti il 23 giugno 2004: trentasette milioni di dollari di budget, secondo posto al debutto, centotredici milioni incassati nel mondo. Ventidue anni dopo, la commedia da sala che quel film rappresentava occupa poco più della metà dello spazio che aveva allora.
Un'uscita estiva nel 2004
Arrivò in una stagione affollata di commedie: Mean Girls, Dodgeball, Anchorman, Meet the Fockers. Film lontanissimi fra loro per contenuto, ma tutti in gara per lo stesso pubblico e per gli stessi schermi nello stesso periodo dell'anno.
Nel 2004 le commedie in circolazione nelle sale nordamericane furono centoventuno e raccolsero il 16,10% degli incassi complessivi dell'anno. È questo il perimetro industriale dentro cui va letta l'uscita: prima ancora delle singole battute, un genere che valeva un sesto del botteghino.
Il film e il suo dispositivo
La regia è di Keenen Ivory Wayans, che quattro anni prima aveva diretto il primo Scary Movie e sapeva esattamente come si costruisce una parodia che punta al pubblico più largo possibile. Shawn e Marlon Wayans interpretano due agenti dell'FBI che si fingono due ereditiere bianche, e il travestimento tocca insieme genere, colore della pelle, classe sociale e accesso a un ambiente esclusivo.
Tutto il film dipende dalla disponibilità dello spettatore ad accettare protesi, scambio d'identità e stereotipi come motore continuo della farsa. Accanto ai due fratelli recitano Frankie Faison, Terry Crews, Faune Chambers Watkins e Rochelle Aytes. La durata è di 115 minuti, e la cifra conta più di quanto sembri: a quella lunghezza il travestimento non è una gag isolata ma la regola di quasi tutto il racconto, dal lavoro sotto copertura alle relazioni sentimentali dei protagonisti.
I conti e il pubblico dell'epoca
Il film costò 37 milioni di dollari e arrivò a 113,1 milioni nel mondo: poco più di tre volte il budget. Non è il profitto, perché quella cifra non comprende promozione, distribuzione e la quota che resta agli esercenti, ma dice che la circolazione internazionale superò largamente il costo di produzione dichiarato.
Nel fine settimana d'esordio, fra il 25 e il 27 giugno 2004, incassò 19,7 milioni di dollari in 2.726 cinema e chiuse al secondo posto. Il totale mondiale di 113,1 milioni racconta però il resto: il pubblico non si fermò al lancio, e una parte consistente del risultato arrivò dopo, e fuori dagli Stati Uniti.
Il voto e il botteghino dicono cose diverse
Il voto medio del film è 6,958 su 10, calcolato su 4.651 valutazioni: una sufficienza piena, non l'insuccesso critico che la memoria collettiva gli attribuisce. Il secondo posto al debutto misura un'altra cosa ancora, cioè quante persone decisero di comprare il biglietto senza sapere cosa avrebbero visto.
Sono due indicatori che rispondono a domande diverse, e vale la pena non confonderli: la presenza di pubblico non è approvazione, e una media di voto non ricostruisce un mercato.
Dalla sala al video cambiò la soglia d'età
Negli Stati Uniti il film uscì con classificazione PG-13, e la motivazione della MPA citava umorismo crudo e sessuale, linguaggio e alcuni contenuti legati alle droghe. Nel Regno Unito la storia è più concreta: il 5 agosto 2004 il BBFC classificò una versione cinematografica di 108 minuti e 38 secondi, con riferimenti sessuali giudicati moderati.
Per l'home video, il 19 gennaio 2005, la versione classificata era di 110 minuti e 5 secondi, i riferimenti sessuali diventavano forti e l'edizione DVD britannica finì vietata ai minori di quindici anni. Non è quindi la storia di una sensibilità diventata più severa col tempo: già fra sala e casa circolavano montaggi di lunghezza diversa, con soglie diverse.
Quante commedie dello stesso tipo arrivano oggi
Nel 2024 le commedie in circolazione nel mercato cinematografico nordamericano furono 94 titoli, contro i centoventuno del 2004: un quarto in meno. Il peso economico si è ristretto più del numero, dal 16,10% del botteghino al 10,28%, il che vuol dire che non solo se ne fanno di meno, ma quelle che escono pesano anche meno ciascuna.
La commedia romantica è andata peggio ancora: da trentaquattro film e il 7,75% degli incassi a nove film e l'uno per cento, cioè tre quarti dei titoli spariti in vent'anni. Queste cifre non dicono quanti copioni simili siano stati scritti o rifiutati, ma dicono quanto spazio è arrivato davvero davanti al pubblico in sala, che è la sola cosa misurabile.
Il contesto che oggi circonda la stessa premessa
Dal 2024 l'Academy chiede, per l'ammissibilità all'Oscar come miglior film, il rispetto di due standard su quattro fra quelli annunciati l'8 settembre 2020: riguardano presenza sullo schermo, leadership creativa, accesso professionale e sviluppo del pubblico. Due su quattro è una soglia bassa, e in pratica quasi tutte le produzioni di dimensione industriale la superano senza cambiare nulla di sostanziale.
Non vietano infatti trame, travestimenti o battute, e non condizionano la distribuzione: segnalano però l'esistenza di procedure formali che nel 2004 semplicemente non c'erano. Un progetto con la stessa premessa nascerebbe oggi in un mercato che concede alla commedia 5,82 punti percentuali in meno di quota, e in un sistema che mette per iscritto chi sta davanti e chi sta dietro la macchina da presa.
Il titolo è rimasto lo stesso; sono cambiati i filtri industriali attraverso cui dovrebbe passare, e sono più stretti. Il che non riguarda soltanto White Chicks: riguarda qualunque commedia da quattro quinti di sala che nel 2004 sarebbe stata un investimento ovvio.
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