L'implacabile mostrò i deepfake 30 anni prima che avessero un nome

Nel 1987 L'implacabile mostrò volti sostituiti nei video e immagini manipolate come prova: il termine deepfake arrivò trent'anni dopo.

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Autore: Redazione ,
Film
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Quando L'implacabile arrivò nelle sale statunitensi il 13 novembre 1987, il futuro che metteva in scena aveva già una scadenza. Le didascalie interne collocano la crisi politica nel 2017 e la gara televisiva nel 2019. Non era dunque una previsione lasciata in un domani indistinto: fra l'uscita e il primo anno indicato dal film correvano trenta anni.

La regia era di Paul Michael Glaser e la durata era di 100 minuti. Arnold Schwarzenegger interpretava Ben Richards; con lui comparivano Richard Dawson, María Conchita Alonso, Yaphet Kotto, Jim Brown e Jesse Ventura. Questi dati fissano il punto di partenza: un'opera del 1987 che immaginava come la televisione avrebbe potuto produrre una realtà pubblica diversa dai fatti registrati.

Un futuro con una data di scadenza

Il calendario narrativo procede tra 2017 e 2019. Nello scenario mostrato, l'emittente non si limita a trasmettere un programma violento: controlla il materiale visivo con cui definisce colpevoli, vittime e vincitori. Il pubblico in studio e quello davanti agli schermi ricevono immagini presentate come documentazione, mentre l'accesso alle registrazioni originali resta nelle mani della rete televisiva.

La previsione precisa non è quindi che in quei due anni sarebbe esistito davvero un torneo mortale. È più circoscritta e verificabile: un soggetto dotato di potere tecnico ed editoriale può alterare un video, sostituire l'identità visibile di una persona e usare il risultato come prova davanti a un pubblico. Il film assegna a questa operazione una funzione politica, oltre che spettacolare.

Il 1987 prima del Web e di Photoshop

Il contesto tecnologico misura la distanza. Secondo la ricostruzione pubblicata da Adobe nel 2015, Photoshop 1.0 arrivò al pubblico il 19 febbraio 1990, due anni e tre mesi dopo l'uscita del film. Adobe precisa inoltre che il programma dei fratelli Knoll era stato sviluppato nel 1988: anche quella fase iniziò dopo la distribuzione di L'implacabile.

Mancava anche il sistema che avrebbe accelerato la circolazione globale di contenuti digitali. Nella propria storia del progetto, il CERN data al 1989 l'invenzione del World Wide Web da parte di Tim Berners-Lee e al 1990 la scrittura del primo browser. Nel novembre 1987, quindi, il film precedeva di due anni perfino la nascita del Web, non soltanto le piattaforme su cui oggi viaggiano i video.

Due falsi diversi nello stesso film

La prima falsificazione riguarda il massacro di Bakersfield. Le immagini trasmesse attribuiscono a Richards la responsabilità del fuoco sui civili; la registrazione integrale recuperata successivamente mostra invece che aveva rifiutato l'ordine. Qui il meccanismo è il montaggio: tagliare il contesto, cambiare la sequenza percepita e far passare le immagini manipolate per cronaca completa.

La seconda operazione è più vicina alla sintesi digitale contemporanea. La produzione del programma costruisce la presunta morte di Richards e Amber Mendez usando altri corpi e sovrapponendo le loro identità visive. Sullo schermo compare un volto sostituito; al pubblico viene consegnato un evento che non è accaduto ai soggetti mostrati. Il falso non commenta il fatto: prende il suo posto.

Il nome arrivò alla fine del 2017

Il riscontro reale ha una data particolarmente vicina al calendario della storia. Il Congressional Research Service, nel rapporto aggiornato nel 2022, scrive che il termine «deepfake» emerse alla fine del 2017 per indicare falsificazioni realistiche di foto, audio e video generate mediante tecnologie di intelligenza artificiale. Il film era uscito il 13 novembre 1987: tra i due eventi passarono circa trent'anni.

La corrispondenza riguarda il risultato visibile e il suo impiego, non l'identità tecnica dei procedimenti. L'implacabile non nomina l'intelligenza artificiale e non descrive un modello di apprendimento automatico. Mostra però ciò che nel 2017 avrebbe ricevuto un nome specifico: creare una registrazione credibile in cui una persona sembra compiere o subire qualcosa che non è avvenuto.

La previsione non era il solo montaggio

Il film tiene separate due forme di alterazione che nel dibattito corrente vengono spesso accostate. Nel caso Bakersfield il materiale esiste, ma la selezione ne rovescia il significato; nella falsa eliminazione dei concorrenti, invece, l'immagine stessa viene ricomposta. La distinzione è nei fotogrammi dell'opera: prima viene sottratto il contesto, poi viene fabbricata una presenza.

Anche il metodo di smentita segue questa struttura. Per contraddire la versione televisiva non basta una dichiarazione di Richards: serve recuperare la registrazione non tagliata e trasmetterla. Il dato decisivo è quindi la provenienza del video. L'opera costruisce il conflitto fra una copia controllata dall'emittente e una fonte integrale che documenta l'ordine impartito dall'alto.

I numeri con cui fu accolto

Il film fu realizzato con un budget dichiarato di 27 milioni di dollari e raggiunse un incasso mondiale di 38,1 milioni di dollari. La differenza aritmetica è di 11,1 milioni, ma da questi due valori non si può ricavare da sola la redditività: il budget non include necessariamente tutte le spese di distribuzione e promozione, né l'incasso coincide con la quota trattenuta dalla produzione.

La ricezione registrata nel dato fornito oggi è un voto medio di 6,5 su 10 su 2.905 voti. È una misura precisa del campione indicato, non dell'intero pubblico del 1987. Insieme ai risultati economici, dice che l'opera ebbe una circolazione misurabile; non dimostra invece che gli spettatori dell'epoca avessero riconosciuto nella sostituzione dei volti una futura tecnologia reale.

Che cosa aveva previsto davvero

La sequenza temporale consente una conclusione limitata ai fatti. Nel 1987 L'implacabile mostrò un sistema capace di produrre video falsi credibili, assegnarli a persone reali e trasmetterli come prova. Nel 2017, l'anno da cui parte il futuro narrativo, comparve il termine usato per le falsificazioni realistiche generate con intelligenza artificiale. Lo scarto fu di circa tre decenni.

Il confronto non equipara l'intero scenario narrativo del 2019 all'intero quadro storico di quell'anno. Il punto verificabile è più stretto: la manipolazione audiovisiva passa dall'editing di materiale autentico alla fabbricazione dell'identità visibile, e l'immagine diventa uno strumento per riscrivere pubblicamente un evento. È questa previsione, datata e confrontabile, che il calendario successivo ha raggiunto.

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