Il 21 luglio 2011, alle 5:57 a.m. EDT, lo Space Shuttle Atlantis atterrò al Kennedy Space Center, in Florida. La conclusione della missione STS-135 chiuse definitivamente il programma Space Shuttle della NASA dopo 30 anni e 135 missioni.
Cosa successe il 21 luglio 2011?
Atlantis toccò la pista 15 dello Shuttle Landing Facility dopo 200 orbite terrestri e circa 5,2 milioni di miglia percorse. Fu la trentatreesima missione dell’orbiter e l’ultima del programma Space Shuttle.
A bordo viaggiavano il comandante Christopher Ferguson, il pilota Douglas Hurley e gli specialisti di missione Sandra Magnus e Rex Walheim. La missione, partita l’8 luglio, aveva consegnato alla Stazione Spaziale Internazionale oltre 9.400 libbre di ricambi, attrezzature e rifornimenti.
La sigla EDT indica l’Eastern Daylight Time, l’ora legale orientale degli Stati Uniti, corrispondente a UTC−4. Le regole federali applicate nel 2011 prevedevano l’ora legale dalla seconda domenica di marzo alla prima domenica di novembre: le 5:57 erano quindi l’ora locale della Florida, pari alle 11:57 in Italia.
Perché l’ultimo volo di Atlantis chiuse un’epoca?
Lo Space Shuttle riuniva in un solo sistema il trasporto di astronauti, il carico pesante, il lavoro in orbita e il rientro su una pista. Dal primo lancio di Columbia, il 12 aprile 1981, la flotta aveva effettuato 135 missioni, contribuito alla costruzione della Stazione Spaziale Internazionale e portato in orbita 355 persone.
La sagoma alata, gli equipaggi numerosi e gli atterraggi simili a quelli di un grande aeroplano avevano trasformato lo Shuttle nel volto pubblico dell’esplorazione americana. L’arrivo di Atlantis prima dell’alba segnò la fine di quell’era tecnologica e culturale.
La decisione cambiò anche il modello industriale. La NASA avrebbe acquistato servizi di trasporto da aziende private, mantenendo il controllo su requisiti, certificazione e sicurezza invece di gestire direttamente un’unica flotta orbitale.
Cosa è cambiato nello spazio dal 2011 a oggi?
Il passaggio ai privati divenne operativo rapidamente: il 7 ottobre 2012 SpaceX lanciò CRS-1, la prima missione cargo svolta con un contratto commerciale NASA verso la Stazione Spaziale Internazionale. Il valore iniziale del contratto per almeno dodici voli era di 1,6 miliardi di dollari.
Il 30 maggio 2020 la missione Demo-2 portò Douglas Hurley e Robert Behnken in orbita con Crew Dragon e Falcon 9. Fu il primo lancio di astronauti da territorio statunitense dalla missione di Atlantis e il primo effettuato con un veicolo americano costruito e gestito commercialmente.
Il nuovo equilibrio ha prodotto velocità e dipendenza industriale. Nel rapporto pubblicato il 30 giugno 2026, l’Ufficio dell’Ispettore generale della NASA registra dodici missioni con equipaggio effettuate da Crew Dragon dopo la certificazione del 2020; Boeing Starliner risulta invece ancora priva di certificazione per i voli operativi con astronauti.
Anche la scala del mercato è cambiata. La Federal Aviation Administration ha contato 148 operazioni commerciali di lancio e rientro autorizzate nell’anno fiscale 2024, contro 14 nel 2015: una crescita superiore al 900% in meno di un decennio.
Cosa sarebbe successo se Atlantis avesse continuato a volare?
Il 21 luglio 2011 le ruote di Atlantis si fermano, ma il Congresso finanzia subito una flotta ponte. Tecnici e fornitori restano in servizio; Atlantis ed Endeavour ricevono una missione annuale fino alla certificazione di un successore commerciale.
Nel 2013 le spiagge della Florida tornano a riempirsi per un altro lancio. Le immagini mostrano ancora tute arancioni, rampe federali e un veicolo della NASA: il volo spaziale umano conserva il carattere di grande cerimonia nazionale, raro e rigidamente programmato.
Il prezzo emerge nei bilanci successivi. Mantenere linee produttive, infrastrutture e migliaia di competenze assorbe fondi destinati al Commercial Crew Program; SpaceX e Boeing ricevono traguardi più distanti, mentre il ruolo di fornitore privato rimane concentrato soprattutto sul trasporto cargo.
Dopo l’annessione russa della Crimea nel 2014, Washington presenta ogni missione Shuttle come prova di autonomia strategica. Atlantis può raggiungere la Stazione, ma non può restare agganciata per mesi come scialuppa: gli Stati Uniti continuano quindi ad acquistare posti sulle Soyuz, mentre il valore simbolico della flotta nasconde un limite operativo irrisolto.
Nel 2017 un problema scoperto durante la manutenzione blocca entrambi gli orbiter anziani. Le rampe restano illuminate e vuote, gli equipaggi commerciali sono in ritardo e il divario nell’accesso americano allo spazio viene soltanto spostato in avanti.
All’inizio degli anni Venti, capsule e razzi riutilizzabili arrivano infine alla Stazione, ma in un mercato più piccolo e con minore concorrenza. Nella realtà, Atlantis si fermò nel 2011 e nel 2026 il trasporto orbitale statunitense dipende soprattutto dalla Crew Dragon di SpaceX.
A che ora atterrò Atlantis per l’ultima volta?
Atlantis atterrò alle 5:57 a.m. EDT del 21 luglio 2011 al Kennedy Space Center. In Italia erano le 11:57.
Quale fu l’ultima missione dello Space Shuttle?
STS-135 fu la centotrentacinquesima e ultima missione del programma Space Shuttle. Durò dal 8 al 21 luglio 2011 e utilizzò Atlantis.
Chi trasporta oggi gli astronauti della NASA verso la ISS?
Nel 2026 il servizio statunitense operativo è affidato soprattutto a SpaceX Crew Dragon. La capsula Boeing Starliner risulta ancora in attesa della certificazione NASA per le normali rotazioni degli equipaggi.
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