28 anni fa Apple mise in vendita il primo iMac

Il 15 agosto 1998, Apple Computer mise in vendita negli Stati Uniti il primo iMac G3: un computer all-in-one Bondi Blue…

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Autore: Redazione ,

Il 15 agosto 1998, Apple Computer mise in vendita negli Stati Uniti il primo iMac G3: un computer all-in-one Bondi Blue da 1.299 dollari, progettato per Internet e destinato a ridefinire il design dei personal computer.

Cosa accadde il 15 agosto 1998?

Apple avviò la commercializzazione dell’iMac dopo la presentazione tenuta da Steve Jobs il 6 maggio 1998. Il 15 agosto fu quindi la data dell’arrivo effettivo nei negozi statunitensi.

Il primo iMac G3 riuniva computer e monitor CRT da 15 pollici in un guscio curvo e traslucido color Bondi Blue. Montava un processore PowerPC G3 a 233 MHz, 32 MB di memoria, un disco da 4 GB, un modem e due porte USB, allora ancora poco diffuse.

Il floppy disk, le porte seriali e il connettore Apple Desktop Bus erano stati eliminati. La scelta obbligava utenti e produttori di accessori a puntare su USB, mentre il modem integrato rendeva più semplice collegarsi a Internet.

Perché l’iMac trasformò il computer in un oggetto di desiderio?

L’iMac portò colore, plastica traslucida e forme morbide sulle scrivanie dominate dai PC beige. Il lavoro dell’Apple Industrial Design Team, guidato da Jony Ive e sostenuto da Steve Jobs, rese l’aspetto esterno una parte centrale dell’esperienza tecnologica.

La maniglia integrata, i cavi ridotti e la struttura all-in-one comunicavano semplicità prima ancora dell’accensione. Il computer diventava così un prodotto da scegliere anche per colore, forma e presenza nell’ambiente domestico.

Il mercato rispose rapidamente: nel gennaio 1999 Apple dichiarò 800.000 iMac venduti in 139 giorni. Un’indagine citata dall’azienda indicava che il 45% degli acquirenti era nuovo al marchio e il 32% comprava il proprio primo computer.

Cosa è cambiato dal 1998 a oggi?

L’eredità dell’iMac G3 è visibile nella continuità tra hardware, software e design che caratterizza Apple. Dopo iMac arrivarono prodotti come iPod, iPhone, iPad e Apple Watch; nel 2007 la società adottò il nome Apple Inc., coerente con un’attività ormai estesa oltre i computer.

Nel 2020 Apple avviò il passaggio dei Mac dai processori Intel ai chip progettati internamente. Dal 2021 anche l’iMac utilizza Apple silicon, un cambiamento che ha integrato ancora di più componenti, sistema operativo e servizi.

Al 15 agosto 2026, il modello presente nel catalogo Apple è l’iMac da 24 pollici introdotto nel 2024, con chip M4, display Retina 4.5K e sette colori. La forma è diventata molto più sottile, ma colore e struttura all-in-one restano elementi riconoscibili del progetto del 1998.

La scala aziendale è radicalmente diversa: il 30 luglio 2026 Apple ha comunicato ricavi trimestrali per 109,4 miliardi di dollari, in crescita del 16% annuo, e un nuovo record della base installata di dispositivi attivi. Il Mac è oggi una parte di un ecosistema globale di hardware, software e servizi.

Cosa sarebbe successo se l’iMac avesse fallito?

Il 15 agosto 1998, i visitatori si fermano davanti al guscio Bondi Blue, poi chiedono dove inserire i floppy. Gli accessori USB sono pochi, i primi resi si accumulano e, dopo un lancio molto più debole del previsto, i rivenditori riducono gli ordini.

In autunno il consiglio di amministrazione congela i progetti più audaci. Apple prepara un desktop tradizionale con porte legacy, mentre il gruppo di Jony Ive perde influenza e alcuni designer lasciano Cupertino.

Il mercato USB continua a crescere grazie ai PC Windows, ma con meno pressione sui produttori di periferiche. Floppy, porte seriali e configurazioni complesse restano più a lungo sulle scrivanie domestiche; il computer conserva l’aspetto di una macchina da ufficio.

Senza il successo commerciale dell’iMac, la strategia del digital hub dispone di meno risorse e di una base consumer ridotta. L’iPod viene rinviato o nasce come accessorio di nicchia, lasciando lettori musicali, negozi digitali e software di sincronizzazione divisi fra Microsoft, produttori asiatici e case discografiche.

Manca così la sequenza industriale che portò Apple dalle interfacce dell’iPod al multitouch dell’iPhone. Nokia, BlackBerry e gli operatori telefonici mantengono più a lungo tastiere fisiche, portali controllati dalle compagnie e cataloghi software frammentati; sviluppatori e servizi online devono adattare ogni prodotto a molti sistemi incompatibili.

Apple resta un produttore specializzato per grafica, scuola e professionisti creativi, forse assorbito da un gruppo più grande. Sony e Samsung rendono comunque l’elettronica più desiderabile, ma l’idea di un unico marchio capace di controllare dispositivo, chip, sistema operativo, negozio digitale e servizi emerge più lentamente.

Nella realtà, 800.000 iMac venduti in 139 giorni diedero forza alla rinascita di Apple: da quel successo partì il percorso che ha condotto all’azienda e al design tecnologico che conosciamo oggi.

Quando fu presentato e quando uscì il primo iMac?

Steve Jobs presentò il primo iMac il 6 maggio 1998; Apple iniziò a venderlo negli Stati Uniti il 15 agosto 1998.

Chi progettò l’iMac G3?

L’iMac G3 fu progettato dall’Apple Industrial Design Team guidato da Jony Ive, con il coinvolgimento di Steve Jobs. Fu il primo grande risultato della loro collaborazione dopo il ritorno di Jobs.

Perché il primo iMac non aveva il floppy disk?

Apple eliminò il floppy per favorire Internet, CD-ROM e periferiche USB. La decisione, rischiosa nel 1998, accelerò l’abbandono dei supporti e dei collegamenti precedenti.

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