35 anni fa la nave Vlora arrivò a Bari con circa 20.000 migranti albanesi

L’8 agosto 1991 la nave mercantile Vlora attraccò nel porto di Bari con circa 20.

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Autore: Redazione ,

L’8 agosto 1991 la nave mercantile Vlora attraccò nel porto di Bari con circa 20.000 migranti albanesi, saliti in massa sul cargo a Durazzo il giorno precedente e partiti verso l’Italia.

Cosa successe l’8 agosto 1991?

La Vlora raggiunse Bari dopo un giorno e una notte di navigazione nell’Adriatico. Il 7 agosto, mentre rientrava da Cuba e scaricava zucchero nel porto di Durazzo, migliaia di persone salirono a bordo e costrinsero il comandante Halim Milaqi a salpare.

Il mercantile era stato varato ad Ancona il 4 maggio 1960 con il nome Ilice. Venduto nel 1961 alla compagnia Chalship di Durazzo, era stato ribattezzato Vlora, nome albanese della città di Valona.

Gran parte dei passeggeri fu trasferita nello Stadio della Vittoria, mentre donne e bambini vennero sistemati anche in altre strutture. Dalla sera dell’8 agosto iniziarono i rimpatri con navi e ponti aerei, secondo la ricostruzione di [Rai Cultura](https://www.raicultura.it/storia/articoli/2021/07/I-momenti-successivi-allapprodo-bfec5dec-8604-40bc-8922-a6ac33c81d96.html).

Il governo guidato da Giulio Andreotti sostenne il rimpatrio. Il sindaco di Bari Enrico Dalfino chiese assistenza per chi era arrivato e affidò alla memoria pubblica due parole, «Sono persone», divenute il segno della risposta solidale della città.

Perché la Vlora diventò uno spartiacque per l’Italia?

La Vlora rese visibile in una sola immagine la nuova dimensione delle migrazioni verso l’Italia. Nel marzo 1991 quasi 27.000 albanesi erano già giunti a Brindisi, ma il ponte umano ammassato sul mercantile trasformò l’arrivo di massa in un fatto immediatamente riconoscibile.

Lo stadio sorvegliato, i viveri lanciati oltre le recinzioni, i rimpatri e l’intervento dei cittadini fissarono il vocabolario dell’emergenza migratoria. Confini, accoglienza e ordine pubblico entrarono stabilmente nel confronto politico nazionale.

Cosa è cambiato dal 1991 a oggi?

L’Italia ha costruito un sistema normativo e amministrativo molto più articolato. Il Testo unico sull’immigrazione del 1998, modificato dalla legge Bossi-Fini del 2002 e da numerosi interventi successivi, resta l’ossatura della disciplina nazionale, come riepiloga la [Camera dei deputati](https://temi.camera.it/leg19DIL/post/19_pl18_le_principali_misure_della_xvii_legislatura.html).

La migrazione albanese è diventata una presenza radicata. Secondo il [rapporto 2025 del Ministero del Lavoro](https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/studi-e-statistiche/la-comunita-albanese-in-italia-2025), al 31 dicembre 2024 vivevano regolarmente in Italia 360.965 cittadini albanesi non comunitari; nello stesso anno 31.643 albanesi avevano acquisito la cittadinanza italiana.

Nel 2024 l’Italia ha registrato 435.000 immigrazioni dall’estero e l’Albania ha rappresentato il 7,1% degli ingressi di cittadini stranieri, secondo [Istat](https://www.istat.it/comunicato-stampa/indicatori-demografici-anno-2024/). Nel 2025 l’interscambio tra Italia e Albania ha raggiunto 3,2 miliardi di euro, dato comunicato dalla [Farnesina nel 2026](https://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2026/05/tajani-incontra-il-ministro-degli-esteri-albanese-ferit-hoxha-presto-business-forum-per-rilanciare-rapporti-economici/).

Dal 12 giugno 2026 si applica inoltre il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, che introduce procedure comuni e meccanismi di solidarietà tra Stati membri, come documenta il [Consiglio dell’Unione europea](https://www.consilium.europa.eu/en/policies/eu-pact-migration-asylum/). La gestione dei confini è ormai una responsabilità anche europea.

Cosa sarebbe successo se l’Italia avesse accolto i passeggeri della Vlora?

Il 9 agosto 1991 il governo accetta la linea di Enrico Dalfino e concede un permesso temporaneo di sei mesi. Lo Stadio della Vittoria resta aperto per meno di quarantotto ore: treni speciali trasferiscono piccoli gruppi verso comuni che hanno comunicato posti disponibili, scuole e alloggi.

Ogni persona riceve un documento, una visita medica e un referente locale. I costi, registrati fin dal primo giorno, convincono il Parlamento a finanziare una rete permanente tra prefetture, comuni e associazioni.

Nel 1992 nasce il modello Bari: corsi intensivi di italiano, collocamento lavorativo e quote territoriali proporzionate alla popolazione. I telegiornali seguono famiglie, operai e studenti; la parola albanese perde più rapidamente la connotazione emergenziale assunta nell’estate precedente.

Le rimesse e i collegamenti familiari accelerano la nascita di imprese in Albania. Quando nel 1997 il Paese precipita in una nuova crisi, Italia e autorità albanesi dispongono già di registri condivisi, consolati rafforzati e corridoi temporanei: diminuiscono le partenze improvvisate e la pressione sulle imbarcazioni insicure.

Roma porta quel sistema a Bruxelles. Alla fine degli anni Novanta l’Unione europea finanzia una distribuzione stabile dei richiedenti asilo e premia i comuni che offrono integrazione. Le crisi mediterranee del nuovo secolo trovano strutture pronte e un principio di responsabilità condivisa già sperimentato.

Nella realtà, la maggioranza dei passeggeri della Vlora fu rimpatriata, lo stadio divenne il simbolo dell’emergenza e l’Europa arrivò a un nuovo patto comune trentacinque anni dopo.

Quando partì e quando arrivò la nave Vlora?

La Vlora partì da Durazzo il 7 agosto 1991 e arrivò a Bari l’8 agosto, dopo circa un giorno di navigazione.

Quante persone erano a bordo della Vlora?

Le ricostruzioni indicano circa 20.000 persone, con stime variabili. Fu uno dei maggiori arrivi mai avvenuti in Italia con una sola nave.

Che fine ha fatto la nave Vlora?

La Vlora tornò in Albania e rimase in servizio fino agli anni Novanta. Nel 1996 fu portata ad Aliağa, in Turchia, e demolita.

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