41 anni fa l’ESA lanciò la missione Giotto da Kourou il 2 luglio 1985

Il 2 luglio 1985 l’ESA lanciò la missione Giotto dal Centro spaziale guyanese di Kourou, in Guyana francese, con un razzo Ariane 1 V14: era la prima missione europea nello spazio profondo diretta vers

Immagine di 41 anni fa l’ESA lanciò la missione Giotto da Kourou il 2 luglio 1985
Autore: Giulia Bianchi ,

Il 2 luglio 1985 l’ESA lanciò la missione Giotto dal Centro spaziale guyanese di Kourou, in Guyana francese, con un razzo Ariane 1 V14: era la prima missione europea nello spazio profondo diretta verso la cometa di Halley.

Cosa successe il 2 luglio 1985?

Il 2 luglio 1985 partì da Kourou la sonda Giotto, una missione dell’Agenzia Spaziale Europea progettata per avvicinarsi alla cometa di Halley. Il lancio avvenne con un Ariane 1, volo V14.

Giotto era una sonda compatta, da circa 960 chilogrammi, protetta da uno scudo contro le particelle di polvere cometaria. Secondo l’ESA, la missione fu la prima europea nello spazio profondo.

Il risultato arrivò il 14 marzo 1986, quando Giotto passò a circa 596 chilometri dal nucleo della cometa di Halley. Le immagini mostrarono per la prima volta la forma reale di un nucleo cometario e rivelarono getti di gas e polveri dalla sua superficie scura.

Perché il Centro spaziale guyanese di Kourou era importante?

Il Centro spaziale guyanese era decisivo perché dava all’Europa una base equatoriale stabile per lanciare missioni scientifiche e commerciali. Il sito si trova a Kourou, nella Guyana francese, ed è gestito nel quadro spaziale europeo con CNES ed ESA.

La posizione vicino all’equatore permette di sfruttare meglio la rotazione terrestre, con un vantaggio indicato in circa 460 metri al secondo. Da lì sono partiti vettori Ariane, Vega e, dal 2011, anche lanci Sojuz europeizzati.

Per Giotto, Kourou non fu solo un luogo di decollo. Fu il punto in cui l’Europa trasformò il programma Ariane in una piattaforma per esplorare il Sistema Solare.

Cosa è cambiato dal 1985 a oggi?

Dal 1985 a oggi l’Europa è passata dal sorvolo ravvicinato di una cometa alla capacità di seguirne una per anni, atterrare sulla sua superficie e preparare nuove missioni verso oggetti ancora più primitivi. Il filo tecnico e culturale va da Giotto a Rosetta e a Comet Interceptor.

Rosetta, lanciata il 2 marzo 2004 da Kourou con un Ariane 5, raggiunse la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko nel 2014. Il lander Philae toccò la superficie il 12 novembre 2014, mentre la missione si concluse nel 2016 con la discesa controllata dell’orbiter sulla cometa.

Anche il porto spaziale è cambiato. Ariane 6 ha inaugurato la rampa ELA-4 il 9 luglio 2024; Vega-C è tornato al volo il 5 dicembre 2024 con Sentinel-1C; nel 2026 Ariane 64 ha portato in orbita satelliti Amazon Leo da Kourou, nella competizione globale delle costellazioni.

La prossima tappa cometaria dichiarata dall’ESA è Comet Interceptor, missione con JAXA prevista per un lancio tra fine 2028 e inizio 2029 dallo spazioporto europeo in Guyana francese. L’obiettivo è intercettare una cometa primitiva o un oggetto interstellare, con tre spacecraft e dieci strumenti.

Cosa sarebbe successo se Giotto non fosse partita da Kourou?

Il conto alla rovescia si ferma nel luglio 1985, la finestra per la cometa di Halley si chiude e Giotto resta a terra. Nei corridoi dell’ESA, la frase più pesante non riguarda la sonda: riguarda il bilancio successivo, perché Halley sarebbe tornata visibile solo dopo decenni.

Senza quel sorvolo, l’Europa scientifica degli anni Ottanta avrebbe perso la sua prova simbolica. Ariane avrebbe continuato a lanciare satelliti, ma Kourou sarebbe apparso soprattutto come infrastruttura commerciale, meno come porta d’accesso europea allo spazio profondo.

La conseguenza più dura sarebbe arrivata negli anni Novanta. Una missione come Rosetta, approvata nel 1993, avrebbe dovuto difendersi senza il precedente di Giotto: meno immagini da mostrare ai governi, meno fiducia nelle traiettorie complesse, meno memoria pubblica di una sonda europea capace di sopravvivere alla polvere di una cometa.

In quel percorso, il primo atterraggio su una cometa sarebbe potuto diventare un risultato di un’altra agenzia. L’Europa avrebbe guardato la superficie di 67P da fuori, come partner tecnico, mentre la narrazione globale dell’esplorazione robotica si sarebbe concentrata su NASA, JAXA o su nuove alleanze industriali.

La spinta geopolitica degli anni Venti sarebbe stata più fragile. Nel confronto con SpaceX, con le mega-costellazioni e con la necessità di accesso autonomo allo spazio, l’Europa avrebbe avuto lanciatori e competenze, ma un archivio più povero di missioni capaci di parlare all’immaginario scientifico.

Nella realtà, Giotto partì da Kourou, vide da vicino la cometa di Halley, aprì la strada a Rosetta e lasciò all’ESA una tradizione cometaria che continua ancora oggi.

Quando fu lanciata la missione Giotto?

La missione Giotto fu lanciata il 2 luglio 1985 dal Centro spaziale guyanese di Kourou con un razzo Ariane 1 V14.

Quale cometa studiò Giotto?

Giotto studiò la cometa di Halley nel 1986 e poi la cometa Grigg-Skjellerup nel 1992, diventando una missione europea chiave nello studio delle comete.

Dove verificare i dati principali su Giotto e Kourou?

Le fonti principali sono ESA Giotto overview https://www.esa.int/Science_Exploration/Space_Science/Giotto_overview, ESA Rosetta overview https://www.esa.int/Science_Exploration/Space_Science/Rosetta_overview, ESA Comet Interceptor https://www.esa.int/Science_Exploration/Space_Science/Comet_Interceptor e la pagina sul Centro spaziale guyanese https://it.wikipedia.org/wiki/Centro_spaziale_guyanese.

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