54 anni fa la NASA lanciò Landsat 1, primo satellite dedicato al monitoraggio delle terre emerse

Il 23 luglio 1972 la NASA lanciò dagli Stati Uniti Landsat 1, il primo satellite dedicato al monitoraggio delle terre…

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Autore: Redazione ,
Attualità
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Il 23 luglio 1972 la NASA lanciò dagli Stati Uniti Landsat 1, il primo satellite dedicato al monitoraggio delle terre emerse e il primo della più longeva serie di osservazione civile della Terra dallo spazio.

Cosa successe il 23 luglio 1972?

Landsat 1, allora chiamato Earth Resources Technology Satellite 1 o ERTS-1, partì a bordo di un razzo Delta 900 dalla base aerea di Vandenberg, in California. Il satellite era una versione modificata della piattaforma meteorologica Nimbus 4.

La missione trasportava il sistema di telecamere Return Beam Vidicon e l’innovativo Multispectral Scanner System, abbreviato in MSS. Quest’ultimo osservava la superficie in quattro bande dello spettro, dal verde al vicino infrarosso, producendo immagini digitali con una risoluzione di circa 80 metri.

Il 25 luglio 1972 il sensore MSS acquisì le prime immagini dell’area di Dallas-Fort Worth, distinguendo vegetazione, rocce, città e bacini idrici. Era la dimostrazione che uno scanner orbitale poteva trasformare la luce riflessa dal suolo in dati utilizzabili per mappe e analisi scientifiche.

Il sensore RBV, inizialmente considerato principale, venne spento dopo un guasto al circuito di alimentazione. Lo strumento sperimentale MSS diventò così il cuore della missione e dimostrò per la prima volta il valore operativo delle immagini multispettrali digitali.

Landsat 1 rimase operativo fino al 6 gennaio 1978. Secondo la NASA raccolse oltre 300.000 scene, completando la copertura del pianeta ogni 18 giorni.

Perché Landsat 1 cambiò l’osservazione della Terra?

Landsat 1 rese possibile confrontare nel tempo misurazioni digitali calibrate della stessa superficie. Questa continuità trasformò il telerilevamento in uno strumento sistematico per agricoltura, cartografia, geologia, gestione delle acque, foreste e controllo ambientale.

Le bande infrarosse rivelavano differenze invisibili a occhio nudo, come lo stato della vegetazione, l’umidità del terreno e le tracce lasciate dagli incendi. Il pianeta diventava così un territorio misurabile con criteri coerenti, orbita dopo orbita.

Cosa è cambiato dal 1972 a oggi?

Nel 2026 il programma congiunto di NASA e U.S. Geological Survey conserva una serie temporale di oltre mezzo secolo, utilizzata per studiare cambiamento climatico, deforestazione, espansione urbana, ghiacciai, coltivazioni, risorse idriche e aree bruciate.

La svolta nell’accesso arrivò nel 2008, quando l’USGS adottò la distribuzione gratuita dei dati Landsat. Le statistiche aggiornate dall’agenzia a giugno 2026 mostrano che l’apertura dell’archivio ha ampliato drasticamente il suo impiego nella ricerca e nella gestione del territorio.

Landsat 9, lanciato il 27 settembre 2021 e operativo nel 2026, acquisisce più di 700 scene al giorno in 11 bande. Offre una risoluzione di 30 metri nelle principali bande multispettrali e di 15 metri in quella pancromatica.

I dati recenti arrivano anche quasi in tempo reale. Nel 2025 l’USGS indicava una disponibilità delle scene di Landsat 9 entro 4-6 ore dall’acquisizione, mentre il visualizzatore EarthNow! trasmetteva le immagini raccolte da Landsat 8 e Landsat 9 durante le loro orbite.

L’evoluzione proseguirà con Landsat 10, che l’USGS nel 2026 prevede di lanciare nel 2031. La missione dovrebbe utilizzare 26 bande spettrali e raggiungere una risoluzione tra 10 e 20 metri nelle bande visibili e infrarosse riflesse.

Cosa sarebbe successo se il sensore MSS di Landsat 1 avesse fallito?

All’inizio di agosto del 1972, un secondo guasto spegne anche il Multispectral Scanner System. Dopo la perdita delle telecamere RBV, ERTS-1 continua a orbitare sopra la California, ma dalle antenne a terra arrivano telemetria e silenzio visivo.

Nelle sale della NASA, i tecnici osservano schermi vuoti e bobine prive di immagini. Il Congresso considera il programma troppo costoso e fragile; il successore Landsat 2 viene rinviato, poi assorbito dai finanziamenti destinati ai satelliti meteorologici.

Negli anni Settanta, ministeri dell’agricoltura e servizi geologici tornano a dipendere da fotografie aeree, ricognizioni locali e archivi nazionali incompatibili. Siccità, crescita delle città e perdita di foreste vengono documentate in frammenti, con grandi zone dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina osservate soltanto durante campagne occasionali.

Quando l’industria commerciale dei satelliti emerge negli anni Novanta, le immagini terrestri diventano una risorsa costosa. Gli Stati più ricchi acquistano serie regolari; gli altri ricevono mappe in ritardo o dipendono dalle potenze che controllano sensori e stazioni di terra. Anche la risposta internazionale a incendi e alluvioni si sviluppa attorno a dati diseguali.

La scienza del clima entra nel XXI secolo senza una sequenza globale calibrata iniziata nel 1972. Deforestazione amazzonica, arretramento dei ghiacciai, isole di calore urbane e recupero delle foreste possono essere ricostruiti, ma con intervalli più ampi e maggiori incertezze, che alimentano dispute politiche sui ritmi del cambiamento.

Nel 2008 non esiste un grande archivio Landsat da aprire gratuitamente. Negli anni Venti, gli algoritmi di intelligenza artificiale analizzano mosaici proprietari con standard differenti: riconoscono un incendio attivo, ma faticano a confrontarlo con il paesaggio di cinquant’anni prima.

Nella realtà, il sensore MSS funzionò, Landsat 1 completò la sua missione e il programma costruì una cronologia aperta della superficie terrestre che nel 2026 continua ad aggiornarsi.

Chi lanciò Landsat 1?

La NASA lanciò Landsat 1 il 23 luglio 1972 con un razzo Delta 900 dalla base di Vandenberg, in California.

Quale innovazione portò Landsat 1 nello spazio?

Landsat 1 portò in orbita il Multispectral Scanner System, il primo scanner multispettrale civile capace di produrre immagini digitali sistematiche delle terre emerse.

Landsat 1 è ancora operativo?

Landsat 1 cessò le operazioni il 6 gennaio 1978. La sua eredità prosegue attraverso l’archivio storico e le missioni successive, tra cui oggi Landsat 9.

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