Il 19 dicembre 1991 arrivò nelle sale Abbronzatissimi. La sua dimensione economica si misura in 4.144.000.000 di lire d’incasso e nel quarantesimo posto tra i film più visti in Italia nella stagione cinematografica 1991-1992.
Un cast costruito per il pubblico del 1991
La regia era di Bruno Gaburro, mentre il cast riuniva Jerry Calà, Alba Parietti, Teo Teocoli, Mauro Di Francesco, Franco Oppini e Salvatore Marino. Erano nomi provenienti dal cinema comico, dalla televisione e dal cabaret, concentrati in un film distribuito durante le festività natalizie.
La versione cinematografica dura 96 minuti e intreccia più episodi sullo sfondo della riviera romagnola. Anche le location fra Rimini e Riccione partecipano alla riconoscibilità del film, legandolo a spiagge, alberghi e stabilimenti balneari.
Il seguito ridusse subito le cifre
Il risultato del primo capitolo produsse un seguito: Abbronzatissimi 2 - Un anno dopo uscì nel 1993. L’incasso fu di 738.000.000 di lire, cioè l’82,2 per cento in meno rispetto ai 4.144.000.000 raccolti dal film del 1991.
La serie cinematografica si fermò così a due titoli. Nel secondo tornò Mauro Di Francesco, mentre Salvatore Marino rimase legato soprattutto al personaggio di Mustafà del primo film: il percorso di Salvatore Marino mostra che cosa accadde dopo quella partecipazione.
Dal botteghino ai cataloghi digitali
Oggi Abbronzatissimi è disponibile attraverso due ecosistemi principali, Paramount+ e Mediaset Infinity. Su Amazon compare inoltre nei canali aggiuntivi Infinity Selection, CineComico e Paramount+. Netflix, invece, lo indica come non disponibile in Italia: la presenza contemporanea si concentra dunque in un gruppo preciso di servizi in abbonamento.
Il film non è rimasto privo di edizioni successive: il 20 settembre 2022 è arrivata un’edizione DVD Mustang-RTI distribuita da Eagle Pictures. Non si è però aperta una nuova serie di remake; dopo il seguito del 1993, la continuità è passata dalla circolazione domestica e digitale. Intanto il voto medio registrato è 4,8 su 100 voti: un campione numerico molto più piccolo dei miliardi di lire che ne misurarono il passaggio nelle sale.