Chiara Poggi: emergono nuove foto inedite sul caso

Un hard disk dimenticato per 18 anni ha restituito foto inedite del luogo dell'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, ritraendo Andrea Sempio nelle ore successive.

Immagine di Chiara Poggi: emergono nuove foto inedite sul caso
Autore: Redazione ,
Attualità
3' 57''

Il mondo del true crime italiano è scosso da una scoperta che ha dell'incredibile: un hard disk dimenticato per ben 18 anni in un cassetto ha restituito decine di fotografie inedite scattate sul luogo dell'omicidio di Chiara Poggi, la giovane donna uccisa nella sua villetta di Garlasco il 13 agosto 2007. Le immagini, che ritraggono Andrea Sempio – ex fidanzato della vittima e principale sospettato poi scagionato definitivamente nel 2017 – nelle ore immediatamente successive al delitto, sono state condivise per la prima volta durante una diretta su Twitch dalla creator Francesca Bugamelli, in arte BugalallaCrime, specializzata in contenuti dedicati alla cronaca nera. La rivelazione ha riacceso i riflettori su uno dei casi giudiziari più controversi della recente storia italiana, proprio mentre dietro le quinte dei programmi televisivi che se ne occupano esplodono tensioni inaspettate.

La vicenda ha del cinematografico. Durante una diretta del suo format "TG Crime" su Twitch, la fotografa che aveva documentato la scena del crimine nel 2007 stava seguendo la trasmissione insieme al marito. Improvvisamente, la coppia ha iniziato a interrogarsi sull'esistenza di quel vecchio supporto digitale contenente gli scatti all'epoca ritenuti "di scarto" e mai pubblicati. L'hard disk è stato ritrovato e, dopo averlo consegnato alla redazione della youtuber, le foto sono state immediatamente depositate in Procura prima della loro diffusione pubblica.

Gli scatti mostrano un Andrea Sempio giovanissimo, prima solo a bordo della sua automobile e successivamente in compagnia del padre Giuseppe, mentre sul luogo sono visibili le forze dell'ordine, la pm dell'epoca Rosa Muscio e i familiari della vittima, tra cui la zia Maria Rita Poggi e le cugine gemelle Paola e Stefania Cappa. Bugamelli, 34 anni, ha spiegato a IgnotoX su La7 che non ci sarebbe nulla di sospetto nelle tempistiche della diffusione: "All'epoca Sempio non era considerato rilevante. Quelle immagini furono giudicate poco utili e sono finite nel dimenticatoio. Solo ascoltandomi in diretta, la coppia si è resa conto che potevano avere ancora un peso".

"Quando ho visto quei file ho capito che non potevano restare chiusi in un cassetto per altri diciotto anni"

La creator ha anche chiarito alla Repubblica che tutti i metadati delle fotografie sono stati verificati dalla sua redazione prima della pubblicazione, confermandone l'autenticità. "Non ci sono complotti né misure strane", ha tenuto a precisare, rispondendo così alle inevitabili speculazioni che hanno accompagnato la diffusione del materiale diventato rapidamente virale sui social media. Il ritrovamento ha dimostrato ancora una volta come il true crime digitale, grazie a piattaforme come Twitch e YouTube, stia ridefinendo il modo in cui il pubblico italiano si approccia ai cold case e alle vicende giudiziarie irrisolte.

Ma mentre il caso Garlasco torna prepotentemente al centro del dibattito pubblico, proprio i programmi televisivi che se ne occupano stanno vivendo tensioni interne clamorose. Il rapporto professionale tra la criminologa Roberta Bruzzone e "Ore14", la trasmissione di Milo Infante su Rai2, si sarebbe definitivamente interrotto dopo che l'esperta, presenza fissa del programma, è scomparsa dagli studi da diversi giorni. Le ipotesi iniziali parlavano di un battibecco in diretta con il conduttore, ma la situazione sarebbe in realtà più complessa.

Secondo quanto riportato da Fanpage, citando fonti vicine alla redazione, sarebbe stata la Bruzzone a porre condizioni specifiche: la criminologa avrebbe chiesto di non trattare più il caso Garlasco oppure di affrontarlo esclusivamente nella fascia oraria pomeridiana. Una richiesta che la produzione avrebbe respinto seccamente con una frase diventata emblematica: "Una trasmissione non è un taxi su cui una persona decide di cosa e con chi parlare". Da qui la presunta decisione di non invitare più l'esperta, che aveva comunque già fatto trapelare sui social l'intenzione di dedicarsi a progetti più in linea con la sua visione professionale.

La risposta della Bruzzone è arrivata con un comunicato stampa durissimo che smentisce categoricamente questa ricostruzione. "Le versioni fornite da 'Ore 14' circa una presunta trattativa, un mio presunto veto sugli orari o addirittura una mia richiesta di essere invitata 'solo al pomeriggio' sono totalmente false, destituite di ogni fondamento e smentite dai fatti e dai documenti in mio possesso", ha dichiarato la criminologa. A sostegno della sua versione, Bruzzone ha sottolineato di essere stata ospite proprio ieri a "La Vita in Diretta" su Rai1, dove ha discusso del caso Garlasco "senza alcun problema, senza limiti di collocazione oraria e senza alcuna interferenza".

Il doppio fronte che si è aperto – da un lato le fotografie inedite che potrebbero fornire nuovi elementi di analisi, dall'altro le tensioni nei programmi televisivi che trattano il caso – dimostra quanto il delitto di Garlasco continui a esercitare un fascino inquieto sul pubblico italiano. La vicenda solleva anche interrogativi sul ruolo dei nuovi media nel true crime: mentre i creator digitali riescono a far emergere materiali dimenticati da quasi due decenni, i format televisivi tradizionali sembrano confrontarsi con dinamiche sempre più complesse nella gestione dei loro esperti di punta.

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