Le mura del carcere romano di Rebibbia si sono tinte di tragedia proprio nei giorni dedicati al Giubileo dei detenuti, con una detenuta cinquantanovenne deceduta per overdose nella sezione femminile dell'istituto mentre un'altra donna è stata trasportata d'urgenza in ospedale. La coincidenza temporale con l'evento spirituale voluto da Papa Francesco per portare speranza dietro le sbarre rende ancora più stridente il contrasto tra le intenzioni e la realtà quotidiana del sistema penitenziario italiano.
Il Garante dei Detenuti del Lazio, Stefano Anastasia, non ha usato mezzi termini nel commentare la situazione. La donna deceduta aveva problemi di salute importanti ed era seguita dai sanitari, ma come ha sottolineato il Garante, il carcere non rappresenta certo il luogo adeguato per fornire le cure necessarie. A pesare è soprattutto il sovraffollamento drammatico: nella sezione femminile di Rebibbia si contano attualmente 370 detenute a fronte di 249 posti disponibili, una sproporzione che compromette non solo gli spazi ma anche la qualità dell'assistenza che il sistema può garantire.
La tragedia alla Rebibbia femminile si inserisce in un quadro ancora più ampio e allarmante. Nello stesso arco temporale si è registrato un suicidio nel carcere di Viterbo, mentre è deceduto Francesco Valeriano, quarantacinquenne che da mesi lottava tra la vita e la morte dopo essere stato pestato brutalmente da altri detenuti nella sezione maschile di Rebibbia. Valeriano, arrestato lo scorso 15 aprile per atti persecutori contro l'ex moglie, era stato aggredito ad agosto e ridotto in fin di vita, con gravissime lesioni cerebrali che gli agenti avevano riscontrato trovandolo agonizzante.
Il problema della droga negli istituti penitenziari emerge come una delle questioni più spinose e irrisolte. Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria, ha evidenziato come solo negli ultimi mesi dell'anno si siano registrati due decessi a San Vittore-Milano, tre ricoverati gravi a Rebibbia reparto maschile con un morto, oltre a vittime a Sassari, Gorizia, Reggio Emilia e Firenze. Nel corso dell'anno i sequestri hanno raggiunto i 65 chilogrammi di sostanze stupefacenti di vario tipo.
Il mercato degli stupefacenti dietro le sbarre si è evoluto in modi sempre più sofisticati e pericolosi. Particolarmente preoccupante è l'ingresso nelle celle del 'Blu Punisher' e di altre pasticche sintetiche. Ma non è tutto: si registra un uso crescente di farmaci tritati o sniffati come l'orudis, il contramal, lo stinox e il lentomil, normalmente prescritti per terapie, oltre a cerotti alla morfina e persino francobolli con colla ricavata da stupefacenti. Dietro questo traffico, come dimostrano numerose inchieste, si muove sempre la criminalità organizzata che controlla le piazze di spaccio interne ed esterne attraverso l'uso di telefonini.
Di Giacomo ha lanciato un allarme sulla cosiddetta "Mafia 2.0", sottolineando come l'assunzione di poche decine di agenti penitenziari, annunciata con enfasi nelle scorse settimane, risulti del tutto insufficiente. Questi nuovi ingressi riescono a mala pena a rimpiazzare il personale in pensione, senza risolvere la carenza cronica di organico. Il sindacalista ha criticato duramente l'atteggiamento dell'Amministrazione Penitenziaria, del Governo e della politica, accusati di comportarsi "come le tre scimmiette" di fronte a una situazione sempre più critica.
Il contrasto tra la tre giorni del Giubileo dei detenuti, iniziata venerdì 12 dicembre con un convegno sul "Diritto alla speranza" e culminata domenica 14 con la Messa presieduta dal Papa, e la realtà delle morti e della disperazione è evidente. Le ostie per la celebrazione sono state donate dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti attraverso il progetto "Il senso del Pane", che dal 2016 coinvolge oltre 300 reclusi ogni anno nella creazione di particole destinate a più di 15mila diocesi italiane e straniere. Un impegno significativo della Chiesa che però, come ha sottolineato Anastasia, non riesce ad avere eco nella realtà concreta delle carceri italiane.
Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!