Anton Yelchin, il giovane Pavel Chekov di Star Trek Beyond, è morto tragicamente nel 2016, poche settimane prima dell’uscita del film. Per questo non ha avuto una carriera successiva, anche se diverse opere già completate sono state distribuite dopo la sua scomparsa.
Che cosa è successo ad Anton Yelchin
L’attore morì il 19 giugno 2016, a soli 27 anni, in seguito a un incidente nel vialetto della sua abitazione di Studio City, a Los Angeles. Il suo veicolo si mosse all’indietro e lo intrappolò contro un pilastro e una recinzione.
Le riprese di Star Trek Beyond erano già terminate. Il film diretto da Justin Lin arrivò quindi nelle sale nel luglio dello stesso anno, trasformando l’ultima apparizione di Yelchin nei panni di Pavel Chekov in un commiato involontario. La pellicola venne dedicata alla sua memoria e a quella di Leonard Nimoy.
Una carriera iniziata da bambino
Yelchin recitava fin dall’infanzia. Uno dei primi ruoli importanti fu quello di Bobby Garfield in Cuori in Atlantide, accanto ad Anthony Hopkins. Negli anni successivi mostrò una notevole versatilità passando dal dramma di Alpha Dog alla commedia Charlie Bartlett, fino alla fantascienza di Terminator Salvation.
Nel 2009 entrò nell’universo di Star Trek interpretando Chekov nel film diretto da J.J. Abrams. Riprese il personaggio in Star Trek Into Darkness del 2013 e in Star Trek Beyond. Parallelamente continuò a scegliere produzioni più intime o insolite, come Like Crazy, Fright Night e il thriller Green Room.
I film usciti dopo Star Trek Beyond
Dopo la sua morte furono distribuiti diversi progetti che Yelchin aveva già girato. Tra questi figurano Porto, Rememory, We Don’t Belong Here e Thoroughbreds, nel quale interpreta Tim, un piccolo spacciatore coinvolto nel piano criminale di due adolescenti. Anche il suo lavoro vocale come protagonista della serie animata Trollhunters raggiunse il pubblico postumo.
Queste uscite possono dare l’impressione che l’attore abbia continuato a lavorare dopo Star Trek Beyond, ma tutte le sue interpretazioni erano state registrate in precedenza. Rappresentano gli ultimi capitoli di una filmografia già molto ampia nonostante la giovane età.
Come viene ricordato oggi
Nel 2019 il documentario Love, Antosha, diretto da Garret Price e presentato al Sundance Film Festival, ha ricostruito la sua vita attraverso filmati familiari, lettere, fotografie e testimonianze di parenti e colleghi. Il titolo riprende il nome affettuoso con cui Yelchin firmava le lettere destinate alla madre.
I genitori dell’attore hanno inoltre creato la Anton Yelchin Foundation, dedicata al sostegno di giovani impegnati nelle arti che affrontano malattie gravi o disabilità. È questa attività, insieme ai suoi film, a mantenere vivo il ricordo di un interprete la cui carriera si è interrotta proprio mentre stava raggiungendo una nuova maturità.
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