Avviso spoiler: questo articolo rivela il finale di Monster: La storia di Lizzie Borden e il destino della vera Lizzie Borden. La serie Netflix trasforma uno dei più celebri casi irrisolti della cronaca americana in un racconto con una precisa prospettiva narrativa. Se preferite recuperarla prima dell’approfondimento, ecco dove vedere Monster: La storia di Lizzie Borden.
Lizzie Borden fu assolta il 20 giugno 1893 e trascorse altri 34 anni da donna libera, quasi interamente a Fall River. Dopo il processo si trasferì con la sorella Emma nella grande casa chiamata Maplecroft, ma rimase segnata dalla fama del caso e dal sospetto di una parte della comunità. Morì nella stessa casa il 1° giugno 1927, a 66 anni, per una polmonite. Aveva sofferto problemi di salute dopo la rimozione della cistifellea, ma le ricostruzioni storiche indicano la polmonite come causa della morte.
Che cosa accadde a Lizzie Borden dopo l’assoluzione?
Andrew Borden e la sua seconda moglie Abby, matrigna di Lizzie, furono uccisi nella loro abitazione di Fall River il 4 agosto 1892. Lizzie venne processata l’anno successivo, ma la giuria pronunciò un verdetto di non colpevolezza dopo circa un’ora e mezza di deliberazione. Questo è lo snodo indispensabile per capire il suo destino: Lizzie non fu condannata e non trascorse il resto della vita in prigione.
L’assoluzione, però, non stabilì chi avesse commesso il doppio omicidio. Nessun’altra persona venne condannata per le morti di Andrew e Abby e il caso rimase irrisolto. Perciò è corretto definire Lizzie una donna processata e assolta, non presentarla come un’assassina accertata. Le convinzioni popolari, le filastrocche e le successive opere di finzione non modificano il risultato giudiziario.
Dopo il verdetto Lizzie tornò inizialmente nella casa di Second Street. Poche settimane più tardi lei ed Emma acquistarono una residenza nel quartiere benestante di Fall River conosciuto come The Hill. La casa ricevette il nome di Maplecroft e sarebbe rimasta la dimora di Lizzie fino alla morte.
La nuova vita a Maplecroft
La disponibilità economica ereditata dalla famiglia consentì alle sorelle di vivere in condizioni molto più agiate rispetto alla vecchia abitazione. Maplecroft era una grande casa vittoriana e disponeva di personale domestico. Lizzie cominciò inoltre a presentarsi come Lizbeth A. Borden, nome che compare anche nei documenti relativi ai suoi ultimi anni.
Il trasferimento, tuttavia, non cancellò il passato. Le ricostruzioni storiche descrivono una donna evitata da parte della società cittadina e osservata con curiosità ogni volta che appariva in pubblico. Il verdetto l’aveva resa libera davanti alla legge, ma non aveva eliminato il giudizio sociale. La sua condanna informale fu convivere con un sospetto che non poteva né confermare né spegnere definitivamente.
Lizzie non rimase comunque sempre chiusa in casa. Viaggiò, frequentò il teatro e visitò città come Boston, New York e Washington. La sua esistenza dopo il processo non fu quindi quella di una fuggitiva o di una reclusa, bensì quella di una donna economicamente indipendente che continuò a vivere nella stessa città in cui il suo nome era diventato inseparabile dagli omicidi.
Perché Emma lasciò Lizzie?
Un altro passaggio decisivo arrivò nel 1905, quando Emma Borden lasciò Maplecroft. Le due sorelle avevano affrontato insieme le conseguenze degli omicidi, l’arresto e il processo, ma trascorsero separate gli ultimi ventidue anni della loro vita. Le fonti storiche concordano sull’allontanamento; sono invece meno sicure sulla sua causa precisa.
In quel periodo Lizzie era diventata amica dell’attrice Nance O’Neil, conosciuta nel 1904. La stampa collegò la separazione delle sorelle alle feste organizzate da Lizzie e alla sua frequentazione del mondo teatrale. Emma non fornì però una spiegazione completa, limitandosi in seguito a descrivere come insostenibili le condizioni presenti nella casa. Di conseguenza non è possibile affermare con certezza che O’Neil fosse l’unica ragione della rottura.
Anche la natura del legame tra Lizzie e Nance è stata oggetto di molte congetture. La loro amicizia è documentata; un rapporto sentimentale, invece, non può essere presentato come un fatto dimostrato. È importante anche la cronologia: Nance non poteva aver preparato Lizzie per il processo del 1893, perché le due si conobbero più di dieci anni dopo. È un esempio evidente di quando una serie modifica la storia vera per costruire un arco drammatico più compatto.
Come è morta davvero Lizzie Borden?
Lizzie Borden morì di polmonite a Maplecroft il 1° giugno 1927. Aveva 66 anni e avrebbe compiuto 67 anni il successivo 19 luglio. Alcune ricostruzioni ricordano che nell’ultimo periodo aveva subito la rimozione della cistifellea e che la sua salute era peggiorata. Questo precedente medico non deve però essere trasformato senza prove in una diversa causa ufficiale: la morte viene comunemente attribuita alla polmonite.
Non fu dunque giustiziata, non morì in carcere e non risultano circostanze violente nella sua fine. Non esiste neppure una confessione sul letto di morte verificata. Lizzie portò con sé il proprio silenzio sugli eventi del 1892, lasciando intatto il divario tra il verdetto del tribunale e la leggenda popolare.
Il funerale fu riservato e Lizzie venne sepolta nell’Oak Grove Cemetery di Fall River, nella tomba di famiglia insieme ad Andrew, Abby e agli altri Borden. Emma morì il 10 giugno 1927, appena nove giorni dopo la sorella, in New Hampshire. Nonostante la lunga separazione, le due donne furono infine sepolte nello stesso lotto familiare.
Che cosa lasciò dopo la morte?
Il testamento mostra un lato della sua vita molto meno conosciuto della cronaca nera. Lizzie destinò 30.000 dollari e alcune azioni alla Animal Rescue League di Fall River, organizzazione alla quale era legata per il suo interesse verso la protezione degli animali. Dispose inoltre un fondo per la cura perpetua della tomba del padre.
Emma non ricevette beni dal testamento di Lizzie: il documento spiegava che aveva già ottenuto la propria quota dell’eredità paterna e disponeva di mezzi sufficienti. Anche questo dettaglio conferma quanto la separazione fosse ormai consolidata, ma non permette di ricostruirne da solo le motivazioni.
Il finale di Monster e la storia documentata
Monster: La storia di Lizzie Borden compie una scelta narrativa netta: mostra Lizzie e Maggie coinvolte negli omicidi e tratta la colpevolezza della protagonista come parte del racconto. La documentazione storica non consente la stessa certezza. Nella realtà Lizzie fu accusata, processata e assolta; chi uccise Andrew e Abby non è stato stabilito giudiziariamente.
La serie modifica inoltre la cronologia di Nance O’Neil, inserendola nel percorso che conduce al verdetto. La vera amicizia cominciò invece nel 1904. Queste differenze non impediscono di leggere la serie come una reinterpretazione drammatica, ma rendono necessario separarla dalla biografia verificabile.
Il vero destino di Lizzie è quindi meno spettacolare e forse più inquietante: rimase a Fall River, visse per decenni nella casa che aveva desiderato e morì per una malattia comune senza risolvere il mistero che definì il suo nome.
Domande frequenti
Lizzie Borden fu condannata? No. Il 20 giugno 1893 la giuria la dichiarò non colpevole degli omicidi di Andrew e Abby Borden.
Dove visse dopo il processo? Visse a Maplecroft, una residenza nel quartiere The Hill di Fall River, acquistata con Emma dopo l’assoluzione.
Lizzie Borden morì per le conseguenze di un intervento? Aveva avuto problemi di salute dopo la rimozione della cistifellea, ma la causa della morte riportata dalle ricostruzioni storiche è la polmonite.
Confessò gli omicidi prima di morire? Non esiste una confessione finale verificata. Il doppio omicidio rimase irrisolto e Lizzie morì mantenendo il silenzio sul caso.
Immagine di copertina fornita da The Movie Database (TMDB). Questo prodotto usa le API di TMDB ma non è approvato o certificato da TMDB.