Il 20 novembre 1998 uscì Nemico pubblico. Il film di Tony Scott durava 127 minuti. Alla fine di quell’anno nel mondo c’erano più di 300 milioni di abbonamenti alla telefonia mobile. Il GPS civile, inoltre, subiva ancora la degradazione intenzionale del segnale statunitense: sarebbe stata disattivata soltanto il 2 maggio 2000.
Il cittadino trasformato in una rete di dati
Nel film l’avvocato Robert Clayton Dean, interpretato da Will Smith, viene seguito senza saperlo. La squadra guidata dal funzionario della NSA Thomas Reynolds, interpretato da Jon Voight, incrocia telefonate, immagini, trasmettitori nascosti, dati bancari e spostamenti. Gene Hackman interpreta l’ex agente che riconosce gli strumenti e ne spiega il funzionamento.
La previsione precisa non è un singolo satellite capace di vedere tutto. È la sorveglianza integrata: informazioni prodotte durante attività ordinarie vengono raccolte, collegate e interrogate per ricostruire relazioni e movimenti di una persona, mentre il controllo resta invisibile al soggetto. Nel cast figurano anche Regina King, Loren Dean e Jake Busey.
Dal Patriot Act alla raccolta quotidiana
Il 26 ottobre 2001, due anni, undici mesi e sei giorni dopo l’uscita, gli Stati Uniti approvarono il Patriot Act. La sua Sezione 215 consentiva di chiedere alla corte FISA ordini per ottenere elementi materiali pertinenti alle indagini contro terrorismo e attività clandestine.
Il passaggio corrispondente alla previsione arrivò il 24 maggio 2006: la corte FISA autorizzò il programma della NSA che obbligava compagnie telefoniche a consegnare ogni giorno nuovi registri delle chiamate. Erano trascorsi sette anni, sei mesi e quattro giorni. I dati comprendevano numeri coinvolti, data, ora e durata; non il contenuto delle conversazioni né la posizione delle celle.
La rivelazione e il confine della previsione
Il 5 giugno 2013 la pubblicazione dell’ordine segreto relativo a Verizon rese pubblico il programma: quattordici anni, sei mesi e sedici giorni dopo il film. Gli ordini venivano rinnovati circa ogni novanta giorni; la finalità dichiarata era individuare comunicazioni tra sospetti di terrorismo noti e sconosciuti.
Il 2 giugno 2015 l’USA Freedom Act vietò la raccolta in massa prevista dalla Sezione 215. Dal 29 novembre 2015 i dati rimasero presso le compagnie e la NSA poté richiederli con ordini mirati. La realtà documentata, quindi, coincise con il film nell’aggregazione segreta dei metadati, non in tutte le capacità operative mostrate sullo schermo.
Il confronto nasce da un’opera costata 90 milioni di dollari, arrivata a 250,6 milioni di dollari d’incasso mondiale. Il voto medio è di 7,078 su 4.387 voti: tre misure che fissano produzione, circolazione e risposta del pubblico attorno a una previsione verificatasi, nella sua forma documentabile, nel 2006.