Attenzione: da questo punto seguono spoiler completi sul finale de L'Odissea di Christopher Nolan e sul poema di Omero.
Il film finisce con Ulisse e Penelope che lasciano Itaca in nave, accettando un esilio condiviso, mentre Telemaco sale al trono. Ulisse è sopravvissuto al viaggio e ha eliminato i proci, ma non torna semplicemente alla vita che aveva lasciato: rinuncia al potere e si allontana dalla propria isola insieme alla moglie. È la deviazione più importante introdotta da Nolan, perché in Omero il ritorno ristabilisce invece il matrimonio, la casa e la sovranità di Ulisse.
Il progetto con cui Christopher Nolan adatta l'Odissea conserva dunque il nucleo del nostos, il ritorno a casa, ma ne cambia il risultato. Ulisse raggiunge Itaca; ciò che non riesce davvero a recuperare è la possibilità di vivere come se la guerra e vent'anni di assenza non fossero mai esistiti.
Come si arriva al finale dell'Odissea di Nolan?
Nel film Matt Damon interpreta Ulisse, Anne Hathaway è Penelope e Tom Holland è Telemaco. Per un quadro generale degli interpreti e dell'adattamento è disponibile l'approfondimento su trama e cast di The Odyssey.
Ulisse torna a Itaca sotto le sembianze di un mendicante e trova il palazzo occupato dagli uomini che aspirano a sposare Penelope e a prendere il controllo del regno. La prova dell'arco prepara la resa dei conti: solo Ulisse riesce a tenderlo e a compiere il tiro richiesto. La sua identità diventa così pubblica e il re, aiutato da Telemaco, massacra i proci.
Nolan conserva quindi i due snodi più famosi del poema: la prova dell'arco e la vendetta. Cambia però il coinvolgimento di Penelope. Nel film la regina orienta consapevolmente gli eventi verso lo scontro e interviene anche nella sorte di Melanto, spingendola nell'area della carneficina. Non resta semplicemente ad attendere che Ulisse riprenda il controllo della casa: partecipa alla conclusione violenta del conflitto.
Perché Ulisse e Penelope lasciano Itaca?
Dopo la strage, il centro del finale non è il trionfo del vincitore ma la sua confessione. Ulisse riconosce il peso della distruzione di Troia e considera il cavallo, trasformato da dono in arma, una violazione della legge sacra dell'ospitalità richiamata nel film. Il guerriero associa inoltre le devastazioni compiute dai suoi uomini ai temuti popoli del mare: la minaccia annunciata nel corso della storia non sarebbe estranea a lui, ma una conseguenza delle sue stesse azioni.
Questa consapevolezza rende il ritorno politicamente e moralmente instabile. Ulisse non può presentarsi soltanto come il sovrano che ha ripulito il palazzo: porta con sé la logica della guerra, come dimostra anche il sangue versato nella propria casa. Lasciare il trono a Telemaco offre a Itaca un nuovo inizio, mentre la partenza allontana dal regno la reputazione e la colpa del padre.
Penelope sceglie di seguirlo. La loro navigazione è contemporaneamente un esilio e la realizzazione tardiva di una possibilità evocata nel film: sottrarsi alla guerra e inseguire insieme l'orizzonte. Il finale torna infine all'immagine del cavallo di Troia in fiamme. È un'immagine ambivalente: ricorda la devastazione provocata da Ulisse, ma suggerisce anche che uno strumento di inganno e di guerra possa essere distrutto. Questa seconda lettura rappresenta un'interpretazione del montaggio finale, non la cancellazione delle responsabilità del protagonista.
Come finisce invece l'Odissea di Omero?
Nel poema la strage dei proci non chiude immediatamente la vicenda. Penelope, svegliata dopo il massacro, non accetta l'identità del vincitore sulla sola base del suo aspetto. Organizza invece la celebre prova del letto matrimoniale: ordina che il letto venga spostato, sapendo che Ulisse lo ha costruito intorno al tronco di un ulivo ancora radicato e che, quindi, non può essere mosso. La reazione dell'uomo dimostra che conosce il loro segreto.
Il letto non è soltanto una password privata. Rappresenta una casa e un matrimonio letteralmente radicati nella terra di Itaca. Penelope verifica personalmente chi ha davanti e il suo inganno benevolo la presenta come una figura capace di usare la stessa intelligenza astuta attribuita al marito. Nel film questa prova viene eliminata: il riconoscimento passa attraverso l'arco e un simbolo di Atena che Penelope aveva affidato a Ulisse.
Il libro XXIII riunisce i coniugi, ma precisa che le prove di Ulisse non sono tutte concluse. L'eroe riferisce a Penelope la profezia di Tiresia: dovrà portare un remo in una terra tanto lontana dal mare che gli abitanti non sappiano riconoscerlo e offrire sacrifici a Poseidone. Questo futuro viaggio non equivale però al finale di Nolan: Omero non mostra Ulisse e Penelope salpare insieme verso l'esilio.
Nel libro XXIV Ulisse incontra il padre Laerte. Intanto i familiari dei proci si preparano a vendicare gli uccisi e a riaprire il conflitto. È Atena a fermare lo scontro e a imporre la pace, mentre Ulisse conserva il proprio ruolo di sovrano. Il poema termina quindi con un ordine restaurato dall'intervento divino, non con Telemaco incoronato e i suoi genitori lontani da Itaca.
Cosa cambia per Ulisse?
In Omero, Ulisse completa il ritorno, recupera la casa e continua a regnare. La sua autorità viene infine protetta dalla pace stabilita da Atena.
In Nolan, Ulisse riconquista il palazzo ma rinuncia al risultato politico della vittoria. Il suo destino non è governare: è convivere con la responsabilità di ciò che ha fatto e lasciare spazio alla generazione di Telemaco.
Il film sposta così l'accento dall'abilità dell'eroe alla sua coscienza. Il problema non è più soltanto riuscire a tornare, ma capire se l'uomo partito per Troia possa ancora occupare senza conseguenze il posto che aveva abbandonato.
Cosa cambia per Penelope?
In Omero, Penelope custodisce la casa, resiste ai proci e sottopone Ulisse a un'ultima verifica. Il letto d'ulivo la rende giudice del riconoscimento e garante della continuità matrimoniale.
Nel film, Penelope contribuisce più direttamente alla trappola contro i proci e, dopo la vittoria, sceglie di lasciare Itaca con il marito. Non è più soltanto colei che ha atteso il ritorno: diventa compagna della partenza.
Il cambiamento comporta anche una perdita simbolica. Senza la prova del letto viene meno uno dei momenti in cui l'astuzia di Penelope rispecchia quella di Ulisse. Nolan le assegna però una decisione nuova e radicale: rinunciare al regno e condividere il destino incerto del marito.
Il vero significato della differenza
La distanza tra i due finali può essere riassunta attraverso due immagini. Omero conclude il ricongiungimento con un letto radicato nell'ulivo; Nolan con una nave che si allontana dalla riva. Nel poema l'amore rende nuovamente possibile abitare la stessa casa. Nel film il legame sopravvive, ma la casa non può più contenere la coppia senza trattenere anche le conseguenze della violenza di Ulisse.
Per questo il finale cinematografico non nega il ritorno: lo rende insufficiente. Ulisse ritrova Penelope, ma perde volontariamente il trono; Penelope ritrova Ulisse, ma lascia la terra che ha difeso; Telemaco ottiene il regno proprio quando i genitori se ne separano. Per continuare a esplorare il modo in cui il regista costruisce le proprie conclusioni, si possono leggere anche gli altri finali spiegati di Nolan.
Domande frequenti sul finale
Ulisse muore? No. Sopravvive allo scontro con i proci e parte con Penelope.
Chi governa Itaca? Nel film il trono passa a Telemaco; nel poema Ulisse resta sovrano.
Penelope parte con Ulisse anche in Omero? No. Il poema annuncia un'altra missione per Ulisse, ma non conclude la storia con la coppia in nave.
Il film conserva la prova del letto? No. Nolan sostituisce il segreto del letto d'ulivo con altri segnali di riconoscimento, compreso il simbolo di Atena affidato a Ulisse.
Immagine di copertina fornita da The Movie Database (TMDB). Questo prodotto usa le API di TMDB ma non è approvato o certificato da TMDB.
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